Antiossidanti pericolosi: la bufala di Repubblica

(Last Updated On: Ottobre 16, 2016)

 

Sul giornale online La Repubblica. it, dal 4 aprile,  si legge che gli antiossidanti sarebbero pericolosi.

In particolare si legge: la scoperta “pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences suggerisce che queste capacità potrebbero essere utili nella lotta al cancro, ma sono “nocive” nella cura di tutte le altre patologie“.

Faccio notare come si usi il condizionale “potrebbero essere utili nella lotta...” mentre si esprime la certezza con la frase “..sono nocive nella cura delle altre patologie.”

La ricerca(1) a cui si fa riferimento nell’articolo non dice affatto che gli antiossidanti sono “nocivi”.

La ricerca sottolinea che il resveratrolo e altri due antiossidanti (baicalein e genisteina), (attualmente utilizzati o studiati per il trattamento di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, osteopenia, osteoporosi, epatite cronica) in quantità molto elevate e in particolari condizioni di laboratorio (ripeto: “in particolarei condizioni create in laboratorio” che non hanno nulla a che vedere con l’assunzione orale), danneggiano il DNA delle cellule, ma non sono mutageni.

In altre parole questo significa che le cellule vengono sottoposte a bombardamento molecolare di antiossidanti, producendo la morte cellulare, ma si è visto che le cellule hanno la possibilità di autoripararsi e sono in grado di replicare il loro proprio DNA di base senza modificarlo.

La chemioterapia invece produce mutazioni genetiche tali per cui si crea una resistenza delle cellule cancerose ai trattamenti oltre ad aprire le porte ad altre mutazioni.

Una grave omissione nell’informazione dell’articolo di Repubblica

Il direttore di ricerca Kyungjae Myung, del Genetics and Molecular Biology Branch del National Human Genome Research Institute (NHGRI), dice chiaro e tondo come grandi quantità di reseveratrolo non sono assorbibili dall’intestino e in ogni caso non possono entrare nelle cellule nel ciclo di replicazione del DNA. 

Il resveratrolo, è un ingrediente anti-invecchiamento presente nel vino rosso, nella buccia dell’uva, nelle bacche (mirtilli, more) nell’estratto della radice di poligono del Giappone (una pianta infestante); le proprietà di questo straordinario antiossidante sono tali da contribuire ad abbassare i livelli di colesterolo, ridurre l’infiammazione e contrastare la formazione del cancro.

Il resveratrolo quindi oltre ad essere un integratore per terapie sperimentali, è ora anche un possibile farmaco chemioterapico: è quanto emerge dal lavoro di ricerca pubblicato nel National Human Genome Research Institute (1).

Gli scienziati hanno sviluppato una nuova tecnica di test rapido per genotossine. Con questo test, sono stati individuati diversi composti, tra cui il resveratrolo, con cui si potrebbe ottenere buoni agenti chemioterapici, in quanto genotossici – che danneggiano il DNA – senza però essere mutageni (non mutano il DNA).

“Con il resveratrolo e altri due composti evidenziati nel documento, baicalein e genisteina, si potrebbero ottenere dei buoni farmaci chemioterapici”- risponde  al giornale Bioworld Today, uno dei responsabili dello studio, Kyungjae Myung – “perché possono danneggiare il DNA e indurre la morte cellulare senza introdurre ulteriori mutazioni nel genoma”.

La chemioterapia uccide la maggior parte delle cellule tumorali, ma introduce mutazioni aggiuntive che oltre a danneggiare il DNA creano mutazioni di resistenza ai trattamenti in alcune cellule.

Resveratrolo, baicalein e genisteina non danno luogo a mutazioni, ha spiegato Myung, grazie alla DNA polimerasi specifica, in grado di riparare il danno stesso.

La polimerasi, con le sue riparazioni indotte dal danno del resveratrolo, è ad alta fedeltà. Di conseguenza, anche in quelle cellule che nonostante il trattamento con antiossidanti,  non vanno in apoptosi (morte programmata), almeno si possono escludere nuove mutazioni tali da rendere le cellule tumorali resistenti ad altri trattamenti.

Nei loro esperimenti, Myung e il suo team descrivono un tipo di tecnica di analisi da loro sviluppata che permette un rapido screening degli agenti che danneggiano il DNA.

La fusione per luciferasi, dice Myung, “rende le misurazioni più rapide” (High-throughput: “metodologia tecnica di un test biologico (screen) su un vasto numero di composti in tempi estremamente ristretti.” ). Tale tecnologia ha permesso al suo team di fare lo screening a circa 4.000 composti per l’opera riportata in PNAS. (quel numero è arrivato a 300.000, e il test viene utilizzato anche dal National Institute of Environmental Health per lo screening delle tossine ambientali.)

Dei 4.000 composti analizzati con questo test, quasi 100 inducono danni al DNA.

Di questi 100 composti circa un quarto sono antiossidanti, e ciò, ha spinto Myung e il suo team a guardare più da vicino il meccanismo d’azione del danno sul DNA.

Hanno scoperto che i meccanismi naturali di replicazione delle cellule consentono di riparare i danni al DNA provocati da resveratrolo, baicalein e genisteina senza provocare mutagenesi.

Inoltre, il resveratrolo e la genisteina sono stati particolarmente efficaci per l’uccisione di una serie di cellule cancerose multi-resistenti ai tradizionali trattamenti.

Myung ha detto che “alcuni dei medici del nostro istituto si è interessato” per portare il lavoro in clinica. La sua squadra attualmente sta esaminando i meccanismi molecolari dei composti per vedere se è possibile identificare le cellule più vulnerabili a tali agenti.

Per quanto riguarda gli altri ruoli del resveratrolo in materia di salute, Myung ha detto che la capacità del resveratrolo di indurre un danno al DNA non significa necessariamente che non possa avere successo nel migliorare il metabolismo. 

La differenza, dice, sta nel dosaggio e nella via di somministrazione. “Il nostro intestino non è in grado di assorbire [resveratrolo orale] livelli che possono causare la morte delle cellule,” dice Myung .

Anche se un paziente dovesse assumere resveratrolo per via orale ad un livello molto alto, il composto potrebbe entrare in alcune delle cellule intestinali epiteliali dell’intestino, ma non può raggiungere il processo di replica del DNA dentro le cellule. ”

Per quanto riguarda il betacarotene, citato nello stesso articolo di Repubblica, esistono forse statistiche tali da renderlo più mortale del fumo o di altre sostanze cancerose?

Le carote e gli spinaci ucciderebbero forse più delle CAMEL?

Non è forse vero che il fumo e altre sostanze distruggono il betacarotene per cui non bastano ad un fumatore nemmeno 6 carote al giorno?

Non lasciamoci ingannare!

Se io fossi una casa farmaceutica vorrei mantenere alti i miei fatturati informandoti in modo sbagliato, diffondendo la paura e non l’informazione, per fare in modo che tu ti fidi solo della medicina ufficiale, i cui luminari per la maggior parte non valutano l’aspetto scentifico-chimico-biologico nel corpo dei micronutrienti e delle loro sinergie!
Difendi la tua salute con l’informazione, scarica questo illuminante e-book!

 

 

Riferimenti

(1)http://www.pnas.org/content/early/2012/03/12/1114278109.abstract

http://www.bioworld.com/content/resveratrol-has-potential-chemotherapy-study-finds-0

 

I commenti sono disabilitati.