Gli antiossidanti abbassano la pressione e riducono il rischio di ictus meglio della sola vitamina C

(Last Updated On: Maggio 24, 2012)

Man mano che invecchiamo, lentamente, la pressione arteriosa sale aumentando il rischio di infarto e ictus.

I medici e le grandi industrie farmaceutiche pensano di aver trovato la risposta a questo problema prescrivendo una serie di farmaci fino a quando si ottiente un risultato prodotto artificialmente.

La ricerca ha dimostrato che il raggiungimento di una pressione sanguigna normale utilizzando i farmaci non è lo stessa cosa come ridurre la pressione sanguigna naturalmente.

In effetti, l’uso di farmaci per abbassare la pressione può contribuire a una serie di effetti collaterali dannosi compresa la morte.

Fortunatamente è possibile usufruire della natura e dei suoi tesori: antiossidanti ricavati da frutta e verdura, piante specifiche e acido lipoico per ridurre drasticamente il rischio di infarto e ictus.

I danni ad alcune proteine contribuiscono alla pressione alta

Per la prima volta, i ricercatori hanno scoperto la vera causa di fondo dell’alta pressione sanguigna e il modo migliore per alleviare il problema alla radice.

Il risultato di uno studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha dimostrato che una proteina regolatrice con funzioni di controllo della pressione arteriosa subisce l’usura causata dai radicali liberi.

La proteina angiotensinogena, una volta danneggiata dall’assalto dei radicali liberi, non è più in grado di svolgere la sue “mansioni”, dando così origine all’elevarsi della pressione.

I ricercatori hanno scoperto che bassi livelli di antiossidanti sono stati indicativi dell’aumento della pressione sanguigna.

L’insufficiente circolazione di antiossidanti consente il prodursi di danni alle molecole proteiche angiotensinogene e con ciò la perdita di regolazione della pressione sanguigna.

Lo studio ha scoperto inoltre, che non è sufficiente aumentare gli antiossidanti per ottenere livelli effettivamente bassi di pressione, ma che altri fattori attenuanti come lo stress, il sovrappeso e la resistenza all’insulina generano alti livelli di danno cellulare da parte dei radicali liberi. E’ infatti l’ossidazione del colesterolo che produce i depositi di placca nelle arterie, non il colesterolo alto.

Quando questi fattori sono stati affrontati e controllati, una maggiore assunzione di antiossidanti, da fonti alimentari naturali e da integratori alimentari, si è dimostrata efficace nell’abbassare i livelli di pressione sanguigna.

Gli antiossidanti abbassano il rischio di ictus del 60%

L’ictus è una delle principali cause di disabilità e mortalità nella società occidentale, in gran parte a causa dei danni alla delicata rete vascolare e al movimento di coaguli di sangue attraverso il corpo.

I radicali liberi rendono instabile e infiammato il delicato rivestimento endoteliale dei vasi sanguigni, aumentando notevolmente il rischio di ictus ischemico.

Uno studio pubblicato nel Journal of Nutrition ha scoperto che gli individui con più elevate quantità di antiossidanti in circolo nel corpo hanno avuto il 60% di probabilità in meno di soffrire di un ictus. La vitamina C riduce il rischio del 40%.

Acido lipoico: antiossidante per ringiovanire

Le funzioni del corpo umano e l’attività dei mitocondri cellulari generano grandi quantità di radicali liberi che causano danni nei processi metabolici.

I mitocondri sono le strutture di produzione di energia in ogni cellula e sono particolarmente vulnerabili ai danni dei radicali liberi.

I dettagli di uno studio pubblicato negli Annali della New York Academy of Science ha dimostrato come l’acido lipoico sia in grado di prevenire i danni ai mitocondri, fornendo un potente scudo antiossidante alla struttura cellulare.

La forma `R-lipoico` è più efficace.

La produzione di energia nel nostro corpo genera un gran numero di radicali liberi, noti per essere la causa di invecchiamento e di patologie croniche quali cardiopatie, ipertensione e ictus. Oltre a controllare fattori esterni come lo stress, il peso e la resistenza all’insulina, aumentando gli antiossidanti da alimenti crudi e integratori è dimostrato come si rallenti il processo di invecchiamento e si riduca notevolmente il rischio di malattie.

La vitamina E può ridurre la pressione arteriosa negli ipertesi lievi.

In uno studio clinico condotto in triplo cieco controllato con placebo su 70 soggetti dai 20 ai 60 anni, sono stati identificati gli effetti dell’attività anti-ossidante della vitamina E sulla pressione sanguigna e sulla frequenza cardiaca nei pazienti con ipertensione lieve. Si è scoperto che l’integrazione di 200 UI al giorno di vitamina E può essere efficace in pazienti ipertesi lievi, nel lungo termine, probabilmente a causa di una miglior produzione di ossido nitrico, migliorando i valori dell pressione sanguigna.

Per concludere

Ciò a cui i ricercatori in genere non fanno mai riferimento è che il movimento cardiaco genera usura. Così come genera usura lo stress. Se il corpo non dispone di micronutrienti in quantità sufficiente per il mantenimento, ad esempio, dei tessuti connettivi, egli è costretto a mettere in atto meccanismi di sopravvivenza per il mantenimento dell’omeostasi generale.

Il dott. M. Rath ha individuato, nella sua ricerca, i meccanismi alla base dell’innalzarsi della pressione sanguigna e, proprio per questo, la sua terapia naturale a base di micronutrienti essenziali funziona nella maggior parte dei soggetti, tra l’altro, senza arrecare effetti collaterali. Il dottor Rath è tra i pochi a suggerire dosaggi e sinergie ottimali, clinicamente testate.

Per saperne di più sulla ricerca del dott. Rath e il suo approccio naturale all’ipertensione leggi il libro che puoi scaricare gratis qui sotto.

form

Ricevi grauitamente il libro del dottor
M. Rath nella tua casella di posta elettronica.

Inserisci Nome ed Email qui sotto e clicca sul pulsante Scarica Subito.

libro-rath



I tuoi dati sono protetti dalla nostra Privacy Policy al 100%.
Potrai cancellarti con un click

 

Riferimenti

http://jama.ama-assn.org/content/304/1/61.short
http://www.sciencedaily.com/releases/2012/04/120418111810.htm
http://jn.nutrition.org/content/early/2010/11/24/jn.110.125120.abstra…
http://www.nature.com/ajh/journal/v23/n9/full/ajh2010114a.html
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20716298
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12463106

 

I commenti sono disabilitati.