Gli antiossidanti fanno bene ai polmoni sani e agli asmatici

(Last Updated On: Settembre 10, 2012)

I radicali liberi possono accumularsi in qualsiasi area del corpo, compresi i polmoni.

La zona polmonare può essere particolarmente suscettibile a questo fenomeno, perché direttamente esposta a tutti gli agenti inquinanti inalati, siano essi fumo di sigaretta, smog, gas di scarico, pesticidi o qualsiasi altra fonte di radicali liberi.

Cosa provoca l’infiammazione dei polmoni?

I ricercatori ritengono che una delle principali cause di infiammazione a livello polmonare è lo “stress ossidativo” creato da una prolungata esposizione ad agenti inquinanti, allergeni, e naturalmente al fumo di sigaretta.

Il fumo di tabacco è un aerosol contenente circa 1010 particelle / mL, di composto altamente poroso con metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici (PAH), aza-areni, N-nitrosammine e altre sostanze chimiche organiche.

Il fumo di tabacco contiene almeno 3.500 composti chimici ed un’alta percentuale di questi sono tossici, agenti cancerogeni o mutageni, (ad esempio benzene, 2-napthylamine, 210Po, 226Ra, 228Ra, nichel, cadmio, benzo [a] pirene e altre).

Ci sono almeno 55 sostanze cancerogene nel fumo di sigaretta che sono state valutate dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), con “prove sufficienti per cancerogenicità “.

I radicali liberi del fumo di sigaretta sono particelle distruttive simili a schegge di vetro.

Nei polmoni e sul loro rivestimento (epitelio) le “schegge” provocano dei piccoli buchi esponendo le cellule dell’epitelio e del tessuto muscolare circostante alle sostanze chimiche tossiche del fumo di sigaretta.

Nel corso del tempo, il danno fatto dalla raffica costante di radicali liberi altera in modo permanente il tessuto polmonare, causandone il malfunzionamento. Come risultato di questo danno, i polmoni si infiammano appena le cellule del polmone sentono una presenza minacciosa (per esempio batteri, funghi o altre particelle “aliene” inalate).

Quando il sistema immunitario combatte agenti patogeni, le citochine segnalano alle cellule immunitarie, come le cellule T e i macrofagi, di spostarsi verso il sito infettato.

Inoltre, le citochine attivano le cellule, stimolandole a produrre più citochine. In genere l’organismo riesce a tenere questo ciclo sotto controllo.

Tuttavia dalle citochine, le cellule produttrici di globuli bianchi ricevono migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia, milioni di messaggi di correre verso i polmoni il più velocemente possibile per combattere gli invasori.

Come citochine e globuli bianchi si riuniscono per la lotta, i tessuti del polmone si gonfiano e le munizioni mobilitate sono tali da poter cancellare milioni i invasori…

Ma indovina un po‘ ?

Ci potrebbero essere solo un centinaio di batteri.

E’ un falso allarme. Una reazione eccessiva.

Il fumo di sigaretta e altre sostanze hanno ingarbugliato la capacità delle cellule del polmone di rilevare e rispondere adeguatamente ai batteri invasori.

Le citochine, invece di rilevare con precisione il numero di batteri invasori e/o funghi e quindi inviare poi una risposta proporzionale a ucciderli, rispondono con una forza esageratamente schiacciante.
Il problema di questa reazione eccessiva si verifica quando i tessuti dei polmoni si gonfiano con il liquido, diventando rigidi, le vie aeree si restringono, e così è più difficile respirare.

Come si può fermare o ridurre l’infiammazione?

I ricercatori di pneumologia sono costantemente impegnati per trovare modi efficaci per ridurre lo stress ossidativo, alleviare l’infiammazione, prevenire / ridurre al minimo i danni causati dal fumo di sigaretta e altri agenti tossici inalati.

Se attualmente fumi, il primo passo per ridurre l’infiammazione è smettere. In modo permanente. Chiaro e semplice, è il miglior regalo che puoi fare a te stesso e al tuo corpo.

Al di fuori dello smettere di fumare, i medici possono prescrivere (e spesso lo fanno) una combinazione di broncodilatatori a breve durata d’azione e corticosteroidi per superare la mancanza di respiro.

Questi farmaci forzano le vie aeree ad aprirsi chiudendo la produzione di citochine e agenti simili di segnalazione nel corpo …

Ma solo per un breve periodo di tempo.

Le soluzioni farmaceutiche fanno ben poco per risolvere a lungo termine l’infiammazione, e purtroppo sono dotate di fastidiosi effetti collaterali come una persistente bocca secca.

I medici spesso prescrivono antibiotici per aiutare a sconfiggere le infezioni respiratorie causate da batteri e funghi.

Gli antibiotici aiutano ad alleviare i sintomi di mancanza immediata di respiro uccidendo i batteri infettivi e funghi, ma ancora una volta, questa è solo una correzione a breve termine. Senza contare che sono in aumento i sistemi patogeni antibiotico resistenti.

Dalla ricerca provengono alcune conferme su quello che è meglio fare per ridurre lo stress ossidativo, l’infiammazione e la mancanza di respiro, per consentire di stare meglio più a lungo:

– Impegnarsi in un regolare programma di allenamento cardiovascolare (aerobico e anaerobico).
– Aumentare l’assunzione di antiossidanti e nutrienti chiave da prodotti alimentari freschi e biologici;
– Aumentare l’assunzione di antiossidanti e nutrienti chiave da integratori specifici;
– Assicurarsi di ricevere una adeguata esposizione alla luce solare diretta, almeno mezz’ora al giorno per aiutare il corpo a produrre vitamina D;
– Praticare collaudate tecniche di respirazione e compensazione delle vie aeree.
– Bere almeno 1,5/2 litri di acqua al giorno.

Un apporto giornaliero di vitamine e minerali di alta qualità può contribuire a mantenere al meglio il funzionamento del sistema respiratorio.

Gli antiossidanti con OPC possono aiutare a proteggere i polmoni dai danni dei radicali liberi e risultare elementi fondamentali per la salute nel lungo periodo.

Gli antiossidanti OPC (Proantocianidine Oligomeriche) hanno dimostrato la capacità di:

– Intrappolare il radicale idrossile in grado di mutare il DNA cellulare.

– Intrappolare i perossidi lipidici.

– Ritardare l’insorgenza della perossidazione lipidica.

– Legarsi a molecole di ferro libere, impedendo la ferro-indotta perossidazione lipidica.

– Inibire la produzione di radicali liberi.

– Inibire gli effetti dannosi degli enzimi (es. ialuronidasi, elastasi, collagenasi, ecc) che possono degradare le strutture del tessuto connettivo.

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OPC e Resveratrolo

 

Riferimenti

S.S. Tobacco smoke carcinogens and lung cancer. J. Natl. Cancer Inst. 1999, 91, 1194-1210.

Hoffmann, D.; Wynder, E.L. Chemical constituents and bioactivity of tobacco smoke. In Tobacco: A Major International Hazard, No 74; Zaridze, D.G., Peto, R., Eds.; International Agency for Research on Cancer, IARC Scientific Publications: Lyon, France, 1986; pp. 145-166.

Michael T. Murray, The Healing Power of Herbs

 

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