Infiammazione e dolori: una questione di equilibrio tra Omega-6 e Omega-3

(Last Updated On: Agosto 7, 2016)

Spesso siamo portati a credere che gli oli vegetali siano buoni per la salute.

Si fa largo uso in cucina, nei ristoranti, nei cibi pronti e preconfezionati, nei biscotti, ovunque di olii di mais, girasole, cartamo, cocco, e persino olio di colza, il cui valore nutritivo e benefico si esprime al meglio se consumati a crudo, privi di trattamenti, provengono da colture biologiche e da spremiture a freddo.

Ad ogni modo, tutti questi oli però creano nel corpo sia un eccesso di omega 6 e di conseguenza una riduzione degli Omega 3, e con essa le basi per l’infiammazione cronica (sopratutto se sono oli trattati e aggiunti nel cibo confezionato).

L’eccesso di acidi grassi omega-6 nell’alimentazione fornisce gli elementi per un maggior incremento di infiammazione silenziosa, la quale, a sua volta guida verso una nuova proliferazione di cellule grasse.

E’ vero che gli acidi grassi polinsaturi della categoria omega-6 contrastano l’infiammazione e abbassano la colesterolemia, (compreso il colesterolo “buono”), ma resta il fatto che l’alimentazione di oggi è sbilanciata.

Tipi di Infiammazione

Esistono due tipi distinti di infiammazione. Il primo è acuto è intenso, doloroso ed è considerato come l’infiammazione classica.

Più recentemente è stato riconosciuto un secondo tipo di infiammazione, cronica, di livello inferiore rispetto al precedente, che si trova al di sotto della soglia del dolore. Si parla di “infiammazione silente” (1-2).

Poiché non vi è alcun dolore associato a questo tipo di infiammazione, non si fa nulla per fermarlo, e quindi può persistere per anni, se non decenni, mentre intanto danneggia gli organi.

Quando il danno all’organo è sufficiente, solo allora si manifesta la malattia. Questo include non solo l’obesità e il diabete di tipo 2, ma anche molte altre condizioni croniche di malattia (1-2).

Eccesso di Omega 6: il cavallo di Troia

Involontariamente, anche le persone attente alla salute possono far pendere la bilancia dalla parte dei grassi omega 6.

È possibile evitare tutti i cibi pronti, o addirittura essere un vegetariano rigoroso, ma il livello di omega-6 nella dieta può ancora essere decisamente insalubre.

La verità è che anche molti alimenti salutari e biologici presenti nei negozi specializzati sono rivestiti con uno strato di olio vegetale a basso costo per migliorare gusto e consistenza.

Così, mentre mangi il tuo cibo preferito attentamente scelto tra quelli più sani, pensando di fornire al tuo corpo proteine, minerali e vitamine, in realtà ingerisci una quantità troppo elevata di grassi omega-6, che letteralmente deraglia i tuoi sforzi per promuovere la salute nel tuo corpo.

Lo squilibrio tra i due grassi omega 3 e 6 può devastare la nostra salute e spianare la strada per malattie come l’Alzheimer, l’artrite, le malattie cardiovascolari, il cancro e altre malattie infiammatorie.

La dieta ad alto contenuto di acidi grassi omega-6 rompe l’equilibrio tra agenti pro- e anti-infiammatori promuovendo l’infiammazione cronica ed elevando il rischio (e il disagio) nei problemi di salute come l’asma, le allergie, il diabete e l’artrite.

L’olio extravergine di oliva contiene meno Omega 3 dell’olio di semi di lino, e quest’ultimo sembra non sostuire gli Omega 3 da pesce.

L’olio di semi di lino è un olio particolarmente instabile al calore e va tenuto rigorosamente in frigo!

Troppi omega-6. Cosa succede nel corpo?

Si è scoperto che entrambe i tipi di acidi grassi utilizzano gli stessi enzimi e gli stessi sistemi di trasporto per la produzione di sostanze biochimiche nel nostro corpo. Di conseguenza:

1. aumentano i composti infiammatori;

2. diminuiscono gli enzimi disponibili per i grassi omega-3 per creare sostanze chimiche anti-infiammatorie;

3. i grassi omega-3 vengono sostituiti e ridotti.

In altre parole, omega-3 e omega-6 sono in concorrenza tra loro nel nostro corpo.

Anche se gli omega-6 sono essenziali per una buona salute, quando attraversano un certo livello, i ricercatori ritengono che diminuiscono i loro benefici.

Quindi, se la tua dieta è povera di omega-3, e la maggior parte dei cibi sono prevalentemente preparati con semi di soia, girasole, cocco, cartamo, olio di mais, allora stai alimentando una “fabbrica” di infiammazioni, anche se mangi i cosiddetti alimenti “sani”!

Quanti Omega-3 e quanti Omega-6?

Il rapporto ottimale secondo l’Organizzazione mondiale della sanità è di 1 (Omega-3) : 5 (Omega-6).

Grassi Omega-3

Per la salute cardiovascolare, la Società Internazionale per lo Studio degli acidi grassi e lipidi (ISSFAL – www.issfal.org.uk ) raccomanda un minimo totale combinato di 500 mg di EPA e DHA al giorno per adulti sani. Tale importo è risultato essere efficace in modo significativo nel ridurre il rischio di morire per malattie cardiovascolari.

Per problemi coronarici, l’American Heart Association raccomanda di consumare circa 1 g al giorno di EPA e DHA preferibilmente da pesce azzurro, o di prendere in considerazione i supplementi di EPA + DHA in consultazione con il medico.

La “Società Giapponese for Lipid Nutrition” ha raccomandato una riduzione dell’assunzione di acido linoleico (appartenene agli omega 6) al 3-4% dell’apporto calorico nella dieta giapponese, che già contiene una maggiore quantità di grassi omega-3 rispetto a una tipica dieta occidentale.

Per approfondire l’argomento infiammazione in generale leggi anche:


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Riferimenti

[1]Sears B. The OmegaRx Zone. New York:Regan Books, 2002

[2]Sears B. Toxic Fat. Nashville:Thomas Nelson, 2008

Pubmed

Inflammation Research Foundation.org

Importance of a balanced omega 6/omega 3 ratio for the maintenance of health. Nutritional recommendations C. Gómez Candela, L. M.ª Bermejo López and V. Loria Kohen

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