Esiste ancora il cibo di una volta?
Cosa mangeremo nel futuro?
Esperti di nutrizione e di tecnologie agroalimentari sostengono che, oggi, l’uso di alcuni integratori alimentari (in commercio si trovano persino gli “alimenti “arricchiti“), bilanciato con una giusta quantità di fibre, siano indispensabili per la salute e ancor di più per chi fa attività sportiva.
Ciò che ha contribuito a questa necessità di usare integratori, sono stati diversi fattori:
Il processo di produzione e conservazione dei cibi è completamente cambiato negli ultimi 20 anni per far fronte alle richieste di prodotti fuori dalla loro naturale stagione. Ci sono dei frutti che vengono raccolti 2 anni prima di arrivare sui banchi dei negozi.
Non possiamo non tener conto del fattore ambientale, dell’inquinamento, dello stress della vita moderna. Rispetto a 50 anni fa mangiamo pro capite 50kg di cibo in più all’anno.
Ecco allora che, attraverso i normali pasti, a parità di calorie, sulle tavole arrivano molte meno vitamine, sali e fibre di quelle necessari alla tua salute, ma di questo te ne accorgi quando è troppo tardi. In agguato ci sono dei Killer Silenziosi come le intolleranze alimentari a determinati cibi, la depressione, il diabete, le malattie cardiovascolari.
Il messaggio che passa più spesso e il dubbio che gli integratori facciano male quando invece basta solo saper scegliere cosa può davvero essere utile al proprio benessere. Addirittura illustri premi nobel sono stati oggetto di critica per le loro scoperte sulla vitamina C, per esempio, solo per citare una caso e non è l’unico.
In realtà la vitamina C rappresenta una sorta di minaccia per il business della case farmaceutiche così pronte a istruire i medici sulle proprietà del principio attivo e del medicinale, piuttosto che fornire corsi adeguati sulla nutrizione e la micronutrizione.
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