Integratori Omega 3 ed effetti sul rendimento nello studio: memoria, umore e apprendimento.

(Last Updated On: Gennaio 11, 2017)

 

Gli olii di pesce si suppone aumentino la nostra intelligenza.

Ma è realmente così?

Elliot, a otto anni, era in ritardo nel suo lavoro scolastico, in particolare nella lettura. Aveva poco interesse per lo studio e dopo la scuola se ne stava spesso sul divano a guardare la TV.

A distanza di pochi mesi Elliot ha avuto un drastico cambiamento: dopo la scuola va in libreria per legge libri di Harry Potter, migliora il suo rendimento scolastico e inizia ad interessarsi alla musica classica.

Elliot ha preso parte a uno studio scientifico su più di 100 bambini di 12 scuole di Durham [1].
I bambini erano tenuti a ad assumere alcune capsule ai pasti per la durata di sei mesi.

Niente più problemi a scuola.

Nel corso dell’anno, Elliot non ebbe più problemi a scuola. Anche Mark, di 10 anni, dell’anno precedente a Elliot, della scuola Timothy Hackworth di Shildon, a Durham, ha vissuto cambiamenti simili.

“Non sapevo che Mark avesse dei problemi quando seppi dei suoi miglioramenti. Dopo un paio di settimane che assumeva le pillole ho iniziato a notare dei cambiamenti. La sua scrittura è diventata migliore e i suoi maestri mi hanno riferito che in classe entra di più nelle discussioni”, dice Christine, la madre di Mark. “A casa, ha iniziato a fare un sacco di domande. E per me è stato abbastanza impegnativo.”

Per lo studio, le capsule somministrate ai bambini contenevano alti dosi di grassi Omega 3, presenti naturalmente nei pesci grassi come sgombro, salmone e sardine e in alcuni vegetali come i semi di lino e le noci, l’olio di enothera.

Omega 3 e un altro gruppo chiamato Omega 6 appartengono a una famiglia di grassi noti come acidi grassi essenziali.
Il giusto equilibrio di questi due tipi di acidi grassi è importante per il corretto funzionamento di molte parti del corpo.

Gli acidi grassi Omega 3 sono noti inoltre per aiutare a prevenire le malattie cardiache e possono migliorare le condizioni di alcuni pazienti con depressione e disturbo bipolare.

Sono stati studiati anche gli effetti sulla capacità intellettuale.

Lo studio Durham è stato condotto dal dottor Alex Richardson, un ricercatore senior in fisiologia a Mansfield College – Università di Oxford – e Madeleine Portwood, uno psicologo educativo speciale per il Provveditorato agli Studi di Durham.

Secondo Madeleine Portwood, oltre il 40% dei bambini ha mostrato un miglioramento evidente.

Per la scienza il funzionamento degli omega 3 resta ancora da chiarire

I bambini sono stati selezionati sulla base del fatto che non stavano compiendo il loro potenziale a scuola, ma la loro capacità generale era normale.

Essi sono stati sottoposti a test regolari per misurare la loro capacità di coordinazione e concentrazione nelle attività scolastiche. Lo studio ha seguito un metodo sperimentale chiamato studio randomizzato in doppio cieco controllato.

La metà dei bambini ha ricevuto capsule di acidi grassi Omega 3, e l’altra metà un placebo. Né i bambini né coloro che dovevano valutare i loro progressi sapevano qual’era il gruppo di appartenenza.

Richardson ritiene che condizioni quali la disprassia – scarso coordinamento – dislessia, deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD) formano uno spettro di condizioni associate, con alcune delle stesse come cause sottostanti.

“Clinicamente, vi è circa il 50% di sovrapposizione tra disprassia e dislessia”, dice Richardson, “ed entrambi mostrano una sovrapposizione simile con l’ADHD.”

Gli effetti degli acidi grassi Omega 3 sui bambini nello studio Durham potrebbe dipendere dalle diverse funzioni degli acidi grassi nel cervello.

In figura una sinapsi: l’Omega 3 può facilitare il passaggio dei segnali elettrici tra cellule cerebrali.

I segnali entrano in un neurone solo riescono ad attraversare le pareti che lo circondano.

Queste mura, note come le membrane cellulari, sono costituite quasi interamente da grassi.

Circa il 20% sono acidi grassi essenziali come l’Omega 3. Incorporati nelle membrane delle cellule del cervello, le sinapsi sono strutture chiamate canali ionici che si aprono per consentire il flusso di segnali elettrici nella cellula o si chiudono per impedirne il flusso.

Essi svolgono questa funzione cambiando la loro forma. Una teoria sostiene che uno specifico acido grasso omega 3 chiamato acido docosaesaenoico (DHA) renda la membrana più elastica, rendendo più facile ai canali ionici il cambio di forma.

Se non c’è abbastanza DHA disponibile, la membrana li sosituisce con una molecola chiamata DPA (n-6), quasi identica a DHA, ma con una piccola differenza nella sua struttura molecolare tale da renderla notevolmente meno flessibile.

La sostituzione di DHA con un surrogato meno flessibile può rendere più difficile per i canali ionici cambiare forma all’interno della membrana grassa, ostacolando il loro controllo sugli impulsi elettrici che entrano nella cellula.

Nessun sostituto

Questa sostituzione può anche influire su strutture chiamate proteine G, all’interno della membrana cellulare, che sono un collegamento di vitale importanza nella trasmissione dei segnali tra cellule cerebrali. La sostituzione del DHA con DPA (n-6) può ridurre di 1000 volte la capacità delle proteine G di eseguire le loro funzioni, secondo il dottor Joseph Hibbeln dell’Istituto Nazionale per l’alcolismo (NIAAA) a Bethesda (USA).

Questo effetto può essere particolarmente importante prima della nascita, quando le connessioni sono state create nel cervello del feto in via di sviluppo. E’ nel grembo materno che la sostituzione di DHA con la sua alternativa più rigida può avere gli effetti più deleteri. “Una buona analogia è che se si sta costruendo una nuova rete stradale senza il giusto tipo di cemento, si potrebbe scegliere un sostituto di qualità inferiore”, dice Hibbeln. “Si può scegliere di rendere le strade inadeguate. Ma se avete l’acido grasso ottimale, è come avere il calcestruzzo ottimale. Se si ottiene il giusto tipo di calcestruzzo solo in seguito, potete ri-definire la strada, ma diventa più costoso” (e i risultati finali non sono gli stessi).

Le diete occidentali contengono pochissimo acido grasso omega 3.

L’idrogenazione, il processo utilizzato per ottenere alimenti a lunga conservazione, li rimuove. Inoltre alcune persone possono utilizzare acidi grassi Omega 3 più velocemente di altri.

Alcuni dei bambini che hanno mostrato i miglioramenti più significativi nello studio Durham potrebbero rientrare in questa categoria.

Non v’è dubbio che gli omega 3 non sono da considerarsi una terapia per la dislessia, per la quale occorre molto lavoro; certo è, però, che svolgono ruoli importanti all’interno del corpo e soprattutto del cervello.

Intanto, mentre attendiamo che i ricecatori approfondiscano i loro studi, l’idrogenazione continua ad eliminare gli acidi grassi Omega 3 dalla dieta.

Effetti degli acidi grassi Omega 3 sul comportamento e l’apprendimento nei ragazzi giovani nello studio Durham [1].

Durante i primi 3 mesi i bambini che assumevano acidi grassi erano avanti di 9,5 mesi per la lettura e 6,5 mesi per l’ortografia.

Questo è stato un miglioramento molto significativo rispetto ai mesi “guadagnati” del gruppo di controllo per la lettura (p <0,004) e l’ortografia (p <0,001).

I bambini che passano da placebo a capsule attive hanno avuto un recupero medio nella lettura di 13,5 mesi e più di 6 mesi per l’ortografia.

I l gruppo che ha assunto acidi grassi a partire dall’inizio del processo ha continuato a migliorare la lettura e l’ortografia al di là di quanto ci si aspetterebbe per la loro età cronologica.

 

Effetti paragonabili a trattamenti farmacologici

La dimensione dell’effetto del trattamento in base all’indice di valutazione della scala Conners del disturbo di attenzione (ADHD) era 0,55 nei primi 3 mesi e più di 0,70 nel corso dei 6 mesi.

Ciò è paragonabile alla dimensione media dell’effetto dei farmaci stimolanti: 0,78.

Altri grafici li trovi a questo indirizzo.

In ques’altro studio [2] si è confrontato il comportamento, l’apprendimento e i problemi di salute in due gruppi di ragazzi di età compresa tra i 6 e i 12 anni: uno con bassi livelli di fosfolipidi totali nel sangue di omega-3 e omega-6, l’altro con livelli più elevati di questi acidi grassi.

Sono stati segnalati maggiori casi di problemi di comportamento (valutato secondo precisi parametri) con eccessi di collera e problemi del sonno, in soggetti con bassa concentrazione totale di acidi grassi omega-3.

Inoltre, altri problemi di apprendimento e di salute sono stati riscontrati in soggetti con basse concentrazioni di acidi grassi omega-3.[2]

Assumere acidi grassi omega 3: aspetti pratici

Non è sempre facile, dato il retrogusto di ritorno, far assumere pillole di olio di pesce ai ragazzi così come agli adulti.

Si potrebbe optare per un aumento del consumo settimanale di pesce fresco, ma la cottura (insieme alle lavorazioni industriali nei pesci surgelati e inscatolati) distrugge la maggior parte degli acidi grassi.

Grazie alla ricerca oggi sul mercato possiamo trovare gli acidi grassi Omega 3 purificati (da scorie, inquinamento e metalli pesanti) particolarmente ricchi di DHA, e che si possono congelare e assumere la sera prima di dormire.

La particolarità di Omegold è che contiene molto DHA, gli stessi grassi di cui il cervello ha necessità per funzionare.

EPA (acido eicosapentaenoico)
da 60 a 150 mg
DHA (acido docosaesaenoico)
minimo 430 mg

Vit. D (colecalciferolo)
20 mg – 400% del fabbisogno

Vit. E (D-alfa-tocoferolo)
3 mg – 25% del fabbisogno

Conservante: miscela di oli essenziali.

Clicca QUI per maggiori informazioni.

 

Riferimenti:

[1] Studio Durham: http://www.durhamtrial.org/

A cura di Monica Martinuz – Consulente in Medicina Cellulare

 

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