Molte persone credono che un desiderio di un alimento specifico è l’indicazione di un bisogno nutrizionale.
La maggior parte delle voglie, però, sono povere di micro-nutrienti (vitamine e minerali) e ricche di grassi, zuccheri e sale; perciò, secondo alcuni ricercatori tali “voglie” è improbabile che abbiano a che fare con le reali esigenze nutrizionali.
Queste voglie di cibo semplicemente riflettono una ricera fisiologica di piacere, sollievo e di auto-nutrimento, prodotta da delicati equilibri ormonali e correlata spesso ad ansia, stress, tensioni, associazioni con emozioni spiacevoli che il cibo rende piacevoli.
Contrariamente al mito popolare, l’unico modo per ridurre il desiderio di alimenti nutrizionalmente meno desiderabili è quello di mangiare meno spesso, e trovare nuovi modi per affrontare emozioni spiacevoli ed intense.
Le voglie di cibo diminuiscono con il passare di diverse settimane, se riesci a farti piacere cibi più sani e naturali e se trovi nuovi modi per far fronte agli squilibri e alle difficoltà della vita.
Ma come si fa a mantenere i buoni propositi quando siamo attratti in modo irresistibile dai dolci, dalle patatine, dalla pasta e dalla pizza?
Alcuni medici purtroppo ancor oggi prescrivono medicinali per influenzare la chimica del cervello trascurando il fatto che vitamine e minerali, insieme alle sostanze, i macronutrienti, contenuti nel cibo che mangiamo, influenzano l’equilibrio biochimico interno al nostro organismo, gli ormoni, il grado di tensione interna e di conseguenza il comportamento.
Da solo l’esaurimento (o il malassorbimento dovuto per esempio ad acidosi) di elementi nutritivi nell’alimentazione quotidiana può causare alcuni sintomi comuni.
Carenza minerali/vitamine e sintomi correlati
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Confusione e perdita di memoria |
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Apatia e confusione |
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Depressione |
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Confusione, letargia, difficoltà di apprendimento |
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Depressione, confusione, personalità instabile |
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Convulsioni, psicosi, crisi epiletiche, tremori, sintomi simili al Parkinson |
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Ansietà e depressione |
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Cambiamenti di umore |
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Confusione mentale, instabilità emotiva, modificazioni dell’appetito, perdita di memoria, scarsa attenzione, irritabilità, depressione, stanchezza e fatica. |
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Depressione |
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Sbalzi d’umore, depressione, insonnia, irrequietezza, disorientamento, e irritabilità. |
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Perdita di memoria, confusione e senilità |
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Irritabilità e depressione |
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Perdita di memoria |
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Letargia e depressione |
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Letargia, irritabilià e depressione |
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Carenza di Aminoacidi (proteine) |
Cambiamenti di umore |
Fonte: “Stop Gaining Weight” by Dr. Laura Pawlak
Solamente i cibi raffinati e lo zucchero impoveriscono le nostre scorte di Vitamina B1, utile al sistema nervoso e anche al cuore. Molte ricerche evidenziano infatti la relazione esistente tra conusmo di carboidrati raffinati/zuccheri e l’aumento delle malattie cardiache.
La stessa elaborazione del cibo, il trasporto, la conservazione e i metodi di coltivazione impoveriscono il cibo.
Nella tabella in alto la maggior parte dei nutrienti elencati, se presenti e assorbiti dall’organismo in modo adeguato, contribuiscano a ridurre il ph mantenendo l’equilibrio acido/basico generale.
L’acidosi metabolica è una circostanza fisiologica trascurata e molto diffusa che può contribuire a mantenerti in una condizione di sovrappeso: oltre a rendere più difficoltoso dimagrire, sottrae calcio e altri preziosi minerali alle ossa, al sistema nervoso, favorisce sia la tensione nervosa (e di conseguenza mangi di più), che l’instaurarsi di malattie croniche a carico di vari organi.
Un ph acido annulla i benefici dell’integrazione alimentare.
Per informazioni su perché e come ridurre l’acidità nel corpo, clicca qui.
Nonostante le evidenze scientifiche dimostrino quanto l’esigenza nutrizionale di micronutrienti resti oggi normalmente insoddisfatta nell’organismo umano e non abbia nulla a che vedere con le RDA (dosi raccomandate giornaliere) perché non esiste un fabbisogno medio, da più parti si continua sostenere che una buona dieta mantiene in salute e soddisferebbe tutte le esigenze nutrizionali di ciascun individuo.
Non si tiene conto spesso che stress, ansia, smog, e sostanze chimiche aumentano il fabbisogno di micronutrienti utili per la deacidificazione e la disintossicazione dell’organismo.
Mangia un pò di questo e un pò di quello, ci suggeriscono, a suon di euro, gli esperti. La realtà dei fatti è che stanchezza, depressione, malattie croniche, infarti e attacchi cardiaci e sovrappeso sono in continuo aumento.
Alcuni medici prescrivono addirittura psicofarmaci per aiutare le persone a dimagrire, ignorando completamente quanto la medicina ortomolecolare va praticando da oltre 70 anni con successo.
Secondo te, da tutto questo, chi ci guadagna sempre?
Le case farmaceutiche naturalmente. Esse hanno anche il compito di informare il medico, il quale a sua volta ha ricevuto dall’università una inadeguata e inconsistente formazione specifica sulla nutrizione.
Non è forse vero che siamo quello che mangiamo? Dunque l’Università dei futuri dottori dovrebbe incentivare ed elargire la massima formazione possibile sulla nutrizione e i nutrienti in tutte le facoltà mediche. Purtroppo non è così e sui giornali, finanziati anche dalle case farmaceutiche, si continua a diffondere dubbi e paure sulle vitamine, gli antiossidanti, senza uno straccio di prova che evidenzi le morti per Vitamine, Minerali o altri integratori naturali. Approfondisci.
Il business farmaceutico ha condizionato anche la formazione dei medici, nelle più disparate discipline, buttando all’aria secoli di esperienza medica in campo nutrizionale. In nome dei brevetti e del dio denaro, nel silenzio dell’informazione, la scienza, più o meno consapevolmente, sta commettendo stragi e torture sull’umanità.
Abbiamo il dovere di informarci e di informare per diffondere la libertà di scegliere come stare in salute e come usufruire delle migliori cure in campo medico.
Ulteriori informazioni sulla collusione tra case farmaceutiche, informazione e Stato le puoi trovare cliccando qui.