• Ridurre il declino cognitivo nella malattia di Alzheimer

    ridurre-il-declino-cognitivo-nella-malattia-di-alzheimerIl 18 giugno 2008, sul “The Journal of Neuroscience” è stata pubblicata un’interessante scoperta fatta dai ricercatori della Mount Sinai School of Medicine di New York.

    Sembra che la somministrazione di alcuni polifenoli della famiglia delle OPC riduca l’aggregazione beta amiloide nel cervello e rallenti il deterioramento cognitivo della malattia di Alzheimer in un modello murino.

    L’accumulo progressivo di composti beta amiloidi, nel cervello dei pazienti con malattia di Alzheimer, porta alla formazione di placche responsabili della demenza e della perdita di memoria che si verificano con la malattia.

    Non si tratta del primo studio che confermi la capacità delle OPC di ridurre l’aggregazione beta amiloide e il declino cognitivo nelle persone anziane e con patologie (3).

    Inoltre per quanto riguarda il cervello vi sono studi che mettono in evidenza le capacità delle OPC di migliorare i disturbi comportamentali e la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (1).

    Per questo studio sono stati utilizzati topi geneticamente modificati per sviluppare la malattia di Alzheimer.

    Alla fine del periodo di trattamento, l’accumulo beta-amiloide è stato significativamente ridotto nel cervello degli animali che hanno ricevuto l’estratto polifenolico rispetto al gruppo placebo. (1)

    Gli animali hanno dimostrato anche un miglioramento della memoria spaziale rispetto a quelli che non hanno ricevuto l’estratto, il che indica una riduzione del declino cognitivo.

    Il Professor Jack Masquelier ha fatto il primo passo importante nello studio dei polifenoli. Ha scoperto un gruppo speciale di bioflavonoidi comuni nelle bucce e nei semi della frutta e altre piante maturate al sole, che ha identificato come proantocianidine oligomeriche o OPC in breve.

    A causa della diffusa pratica di raccogliere la frutta non matura, vi è una carenza diffusa di questo antiossidante relativamente comune.

    A parte l’ampia portata dei benefici delle OPC, in particolare queste sostanze rafforzano le pareti dei capillari, rilassano la muscolatura liscia, aiutano ad alleviare la pressione arteriosa alta.

    Un estratto naturale di OPC ad ampio spettro.

    Si tratta di una miscela complessa di fattori protettivi in un concentrato di uve fresche ed estratto da corteccia di Pino.

    Un’ottimo abbinamento per rallentare e prevenire la malattia di Alzheimer è costituito dall’olio di cocco naturale spremuto a freddo, OPC ed estratto naturale da corteccia di pino.

    Leggi questo articolo per saperne di più.

     

     

    Riferimenti

    1. Wang J, Ho L, Zhao W, Ono K, Rosensweig C, Chen L, Humala N, Teplow DB, Pasinetti GM. Grape-derived polyphenolics prevent Abeta oligomerization and attenuate cognitive deterioration in a mouse model of Alzheimer’s disease. J Neurosci. 2008 Jun 18;28(25):6388-92.

    2. Heimann SW. Pycnogenol for ADHD? J Am Acad Child Adolesc Psychiatry 1999;38:357358.

    3. Passwater RA. All About Pycnogenol. Garden City Park, NY: Avery Publishing Group; 1999.

    3. Liu FJ, Zhang YX, Lau BH. Pycnogenol enhances immune and haemopoietic functions in senescence-accelerated mice. Cell Mol Life Sci 1998;54:1168-1172.

     


  1. Lorenzo D. scrive:

    Interessante scoperta.

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