Formazione alla salute

Premessa

corsoOggi viviamo senza democrazia, nè giustizia. I diritti umani, sebbene siano stati scritti, pochi di noi li conoscono.

Si continua a togliere beni pubblici per darli in mano ai privati. L’acqua, le sementi, le cure mediche…la moneta…sono beni che dovrebbero essere gestiti dalla collettività per la collettività.

E invece, a partire dagli anni ’70, tutto è scivolato sempre di più nelle mani di pochi privati, deregolando in ogni settore cruciale della vita pubblica (banche, assicurazioni, assistenza sanitaria, agricoltura…). Lentamente, senza quasi accorgersene.

Nell’attesa che tutte le persone oneste, con un pò di coraggio, bandiscano le scelte politico-economiche fondate su questo assurdo, antidemocratico, disumano, liberismo economico, esiste un altro lato della medaglia. Qualcuno disposto a stare dalla parte degli esseri umani, a lottare insieme a loro contro un sistema nelle mani di pochi.


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Formazione alla salute


Un’ Alleanza per la Salute senza precedenti

  • I riconoscimenti ufficiali al lavoro dell’Istituto di Ricerca di Santa Clara
  • La Fondazione l’Alleanza Dr Rath per la Salute
  • Le case Farmaceutiche: uno scandalo dopo l’altro

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L’Istituto di Medicina Cellulare del Dr. Rath è un esempio di impegno nel campo della salute perché si utilizzano solo elementi naturali, completamente privi di manipolazione genetica. L’istituto appartiene ad una fondazione di pubblica utilità impegnata in varie zone nel mondo.

Questo Istituto è leader mondiale nel settore della prevenzione naturale e della cura causale delle malattie ed è finanziato dai profitti confluiti nella Fondazione l’Alleanza per la Salute del dr Rath.

Tutti i profitti sono reinvestiti direttamente nella ricerca, nella formazione e nella divulgazione di informazioni scientifiche e sanitarie.

L’Alleanza per la Salute possiede già oggi le caratteristiche fondamentali della sanità del futuro e contribuisce alla sua realizzazione. Grazie ai fondi raccolti dall’Alleanza per la Salute la ricerca è indipendente dall’industria farmaceutica.

L’Istituto di ricerca di Medicina Cellulare è leader mondiale nel campo della lotta naturale contro il cancro e di altre terapie naturali scientificamente provate. I risultati delle ricerche sono stati sinora pubblicati in oltre 30 riviste scientifiche e presentati in numerosi congressi negli USA e in altri Paesi. I risultati delle ricerche sono inoltre pubblicati in Internet.

Il sito web drrathresearch.org dedicato alla ricerca è una fonte di informazioni, tra le più importanti, a livello mondiale, nel campo della medicina naturale.

Gli organi prima di essere tali sono cellule

La medicina tradizionale si concentra sullo stato degli organi senza considerare le più piccole unità di cui sono costituiti. Non sono gli organi che decidono lo stato di salute e malattia del nostro corpo, ma i milioni di cellule che compongono gli organi stessi.

La carenza protratta per anni di vitamine e altri biocatalizzatori necessari al metabolismo cellulare, è la causa più frequente del malfunzionamento delle cellule e di conseguenza delle malattie.

La medicina convenzionale si focalizza e interviene a livello organico, mentre le cellule, le cui disfunzioni provocano le malattie, sono totalmente ignorate.

La carenza, protratta per anni, di vitamine e altri biocatalizzatori necessari al metabolismo cellulare è la causa più frequente del malfunzionamento delle cellule e di conseguenza delle malattie.

DUE APPROCCI DIFFERENTI

Nella medicina tradizionale i medici sono specialisti degli organi.

Le cure farmaceutiche sopprimono i sintomi e ne favoriscono di nuovi.

Esempi:

– betabloccanti > Ipertensione arteriosa (riduzione forzata della frequenza cardiaca)

– diuretici > Insufficienza cardiaca (eliminazione forzata di liquidi per il funzionamento del cuore)

statine > colesterolo (blocco artificiale della sintesi del colesterolo endogeno)

La maggior parte dei farmaci mirano a reprimere esclusivamente i sintomi delle malattie. Le possibilità di un’efficacie prevenzione e cura delle cause di una malattia sono limitate.


La Medicina Cellulare del dr Rath studia l’attività dei micronutrienti nelle cellule sane e nella specifica malattia.

Laddove è ancora possibile, i micronutrienti naturali, utilizzati per la ricerca, mirano a prevenire e risolvere il problema alla radice.

Vitamine, minerali, enzimi, aminoacidi e altri biocatalizzatori sono il “cibo” che mantiene e garantisce la vita nelle cellule che compongono i vari organi.

Gli organi sono influenzati dall’attività cellulare e dalle quantità di micronutrienti che raggiungono le cellule.

Se viene compensata la carenza cronica di micronutrienti in milioni di cellule anche l’organo potrà migliorare la sua attività.

La Medicina Cellulare è orientata ad agire sulle cause di una malattia, laddove si manifesta quando ancora non è percepita: a livello cellulare.

Industria farmaceutica: il business della paura e dello sfruttamento

Oggi il nostro sistema sanitario è CONCEPITO, COSTRUITO, CONTROLLATO dall’industria farmaceutica. Il problema è evidente: l’industria farmaceutica è un settore di investimenti che vale migliaia di miliardi e la sua esistenza è assicurata dal perdurare delle malattie, NON dalla loro eradicazione.

Molto frequentemente gli scenziati ricevono finanziamenti dalla case farmaceutiche per dimostrare la sicurezza e l’efficacia di nuove sostanze brevettabili da distribuire al più vasto numero di persone nel mondo. L’impressione è che il vero campo di sperimentazione, sembra spostarsi fuori dai laboratori.

Con la complicità del nostro medico, che riceve degli incentivi dalle case farmaceutiche, ecco cosa accade sotto i nostri occhi nel silenzio generale:

Farmaco: Lipobay prodotto dalla Bayer
Incalcolabili conseguenze dello scandalo Lipobay per la Bayer Stern.de, 03/2003
Lipobay: le vittime si riuniscono in parte civile Deutsches Ärzteblatt, 18.01.2002
Lo scandalo Lipobay costa alla Bayer finora 125 milioni di dollari Stern, 02/2003

Farmaco: Bextra prodotto da Pfizer
La Pfizer ritira dal commercio il Bextra – analgesico Der Tagesspiegel, 04/2004
La Pfizer ritira dalla vendita il Bextra ZDFheute.de, 04/2005
Bextra vietato in Svizzera / Nuovo scandalo per la Pfizer Arznei-Telegramm, 06/2005

Farmaco Vioxx prodotto dalla Merck
Centinaia di vittime del Vioxx chiedono il risarcimento Deutsches Ärzteblatt, 10/2006
Avvocati statunitensi protestano contro la Merck Spiegel Online, novembre 2004
Il Vioxx è più pericoloso del previsto Handelsblatt, 27.06.2006

Farmaco Vytorin e Zacor prodotti da Merck e Schering-Plough
Fallito lo studio Enahnce sul Vytorin: il farmaco peggiora le placche aterosclerotiche, aumenta il rischio di isctus e infarti. New York Times – 01/ 2008
I consumatori e gli assicuratori intentano cause contro i produttori di Vytorin e Zacor: 140 cause pendenti presso il tribulane del New Jersey.
Merck e Schering-Plough sospendono gli spot e il Congresso Usa indaga.
RSI NEWS online – 25.01. 2008

Il Vytorin purtroppo è ancora in commercio: quante vittime dovrà ancora fare prima che si proceda a ritirarlo dal mercato?

Questi che hai appena letto sono alcuni degli scandali farmaceutici più noti, esempi di farmaci pericolosi messi in commercio per anni come bombe ad orologeria. La lista potrebbe continuare con i vaccini, alcune chemioterapie, ecc. ecc..

Alcuni scienziati indipendenti, rivedendo gli studi suoi vaccini degli ultimi 20 anni, hanno scoperto che molta parte delle ricerche scientifiche sono del tutto falsate, tanto che alcuni studi non si capisce come mai siano stati approvati.

Riconoscimento internazionale agli studi nella Medicina Cellulare del dr Rath

È un fatto accertato: nessun altro istituto di ricerca ha pubblicato a livello internazionale tanti studi scientifici sulla difesa biologica contro il cancro quanti quelli promossi dall’istituto di ricerca del dottor Rath.

I ricercatori presentano regolarmente questi risultati anche ai congressi internazionali di oncologia.

Tutto il lavoro dell’istituto di ricerca del dottor Rath è finanziato dall’Alleanza per la Salute, poiché la nostra ricerca non dipende dall’industria farmaceutica nè da sovvenzioni pubbliche o private.

Di seguito 2 esempi di studi pubblicati sulle riviste mediche PNAS e Lancet.

Articolo del 14-09-05 da Ärzte Zeitung
Vitamima C ad alti dosaggi uccide le cellule cancerose – WASHINGTON – Vitamina C somministrata per via endovenosa potrebbe esser utile nel trattamento di pazienti oncologici, concludono alcuni ricercatori statunitensi. A concentrazioni di vitam. C superiori a 4 millimole per litro si è osservato l’apoptosi, cioè la morte cellulare della maggior parte delle cellule cancerose di 10 diversi tipi di tumore. Tali concentrazioni di vitamina C nel corpo si raggiungono somministrando 8 fino a 10 grammi di vitamina C per via endovenosa. Le cellule sane, invece, non muoino nemmeno in casi di concentrazioni di vitamina C superiori a 5 volte il valore indicato, confermano i ricercatori di uno studio pubblicato nella rivista PNAS (p.102, 2005,13604).

Ärzte Zeitung
L’assunzione prolungata di vitamina C riduce la pressione arteriosa – Boston (ikr). È possibile anche con la vitamina C una riduzione della pressione arteriosa negli ipertesi. Lo afferma uno studio prospettico condotto su 39 ipertesi. Sono stati così confermati i risultati di studi sperimentali ed epidemiologici. Nello studio a doppio cieco, sono stati somministrati ai pazienti 500 milligrammi di vitamina C oppure placebo per 30 giorni (Lancet 9195, 1999, 2084)…

La rivista medica internazionale più influente sconfitta dal Dr. Rath!

Nel giugno 2006, il British Medical Journal (BMJ), una delle principali riviste mediche internazionali, ha pubblicato un articolo per screditare gli studi del Dr. Rath.

Il Dr. Rath ricorre alle vie legali e la rivista inglese, dopo essersi scusata pubblicamente e ha versato un risarcimento di 100.000 sterline inglesi.

È una delle somma più elevate pagate in Gran Bretagna per condanne di questo tipo. Una parte rilevante di questo denaro è stata utilizzata per l’opera di divulgazione della Medicina Cellulare in Inghilterra.

Un’altra vittoria della Medicina Cellulare!

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Prevenzione disturbi vascolari, ictus e patologie degenerative

  • L’invecchiamento delle arterie e le fasi della calcificazione
  • Soluzioni per una regeressione naturale dell’aterosclerosi
  • Dimostrazione clinica e ricerca scientifica

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Al fine di un’efficiente formazione di tessuto connettivo sono necessari dei micronutrienti. Un apporto ottimale aiuta a compensare gli stati di carenza cronica.

Le conseguenze di disturbi vascolari derivanti da arteriosclerosi sono ancora tra le principali cause di morte in Germania e in tutta l’Europa. Centinaia di migliaia sono le vittime di questa malattia i cui meccanismi di insorgenza sono noti ormai da circa 20 anni.

Il processo dell’arteriosclerosi: la causa di infarto miocardico e ictus

La medicina convenzionale ritiene che la calcificazione delle arterie (arteriosclerosi) sia dovuta principalmente a valori elevati di colesterolo nel sangue. Come ulteriori fattori di rischio si citano, tra gli altri, ipertensione arteriosa, fumo, diabete e elevato stress.

La ricerca sulle cause di questa malattia, a livello cellulare, dimostra che un elevato tasso di colesterolo non è la causa della calcificazione delle arterie, ma la conseguenza di una patologia progressiva.

La causa principale della calcificazione delle arterie risiede nella carenza di micronutrienti nelle cellule, che comporta un indebolimento delle pareti arteriose e mette in moto meccanismi di riparazione di emergenza per stabilizzare le pareti stesse.

Anche i “fattori di rischio” citati dalla medicina convenzionale determinano spesso carenze di micronutrienti, aggravando le condizioni generali.

L’arteriosclerosi è una sorta di “ingessatura naturale” a protezione delle pareti arteriose fragili.

Una parete arteriosa è costituita da tre strati:

• Uno strato esterno di fibre elastiche e di collagene.

• Uno strato intermedio di fibre muscolari lisce intercalate da fibre di tessuto connettivo.

• Uno strato interno di cellule endoteliali circondate da minuscole fibre di collagene e da una membrana elastica.

La formazione di placche aterosclerotiche avviene come conseguenza di una carenza sub-clinica di nutrienti (non riscontrabile negli esami di routine) e protratta nel tempo

Conseguenze di una lieve carenza di micronutrienti protratta nel tempo:

  • Insufficiente formazione di tessuto connettivo resistente ed elastico.
  • Intervengono le molecole riparatrici lipidiche che penetrano nella parete del vaso sanguigno per “tamponare“ e prevenire così la formazione di fessure e falle che altrimenti causerebbero emorragie.
  • Nella parete arteriosa, queste molecole si legano al fattore di coagulazione noto come fibrina e ad altre molecole riparatrici.
  • In caso di arteriosclerosi avanzata le cellule muscolari lisce dello strato intermedio della parete arteriosa proliferano per compensare i danni alla parete stessa.

Stadio iniziale della patologia:
a causa di una carenza cronica di sostanze vitali per le cellule, l’organismo mette in moto meccanismi di riparazione per stabilizzare i punti danneggiati della parete arteriosa.

Patologia avanzata:
se la carenza cronica di sostanze vitali per le cellule si protrae per anni o decenni, i meccanismi di riparazione proseguono e addirittura si intensificano, fino alla quasi completa chiusura di un’arteria (stenosi).

Le placche aterosclerotiche si sviluppano lentamente nel corso di molti anni e decenni, al contrario di un trombo che si forma nell’arco di pochi minuti o secondi.

Infarto miocardico e ictus:
se oltre alle placche aterosclerotiche si forma un trombo che interrompe completamente il flusso di sangue di una coronaria o un’arteria cerebrale, questo evento provoca la morte di milioni di cellule del miocardio o del cervello e la necrosi di un’area dell’organo.

L’infarto miocardico insorge per la concomitanza di 2 fattori: la fragilità delle pareti arteriose e lo stress meccanico (per via del pompaggio cardiaco)

1. Fragilità delle pareti arteriose: una carenza di micronutrienti essenziali per le cellule, soprattutto di vitamina C, provoca un indebolimento delle arterie.

2. Stress meccanico: ogni giorno, il cuore si contrae oltre 100.000 volte, pompando fino a 10.000 litri di sangue nel corpo. A causa di questo pompaggio costante, le arterie coronarie sono le aree più sollecitate dell’intero sistema vascolare.

Immagina di salire 100.000 volte al giorno su un tubo per irrigazione.

L’usura o l’elasticità del tubo determinano se questo perderà o meno.
Lo stesso avviene con le arterie coronarie del cuore: lo schiacciamento dovuto al battito cardiaco non può essere evitato.

Possiamo solo fare in modo che le pareti delle arterie rimangano elastiche attraverso un apporto adeguato di micronutrienti.

La naturale regressione della placca nelle arterie

Il rimedio per l’eliminazione delle placche aterosclerotiche è l’avvio di un processo di guarigione nella parete arteriosa colpita dalla carenza cronica di vitamine. Oltre alla vitamina C, che stimola la produzione di collagene, per questo processo di guarigione sono molto importanti anche la vitamina D e gli aminoacidi lisina e prolina.

Di seguito i meccanismi naturali di regressione avviati da un apporto ottimale di micronutrienti

• Resistenza all’usura ed elasticità delle pareti arteriose grazie a un’ottimale produzione di collagene
• Riduzione della proliferazione di cellule muscolari lisce
• Protezione „Teflon“ ed eliminazione dei depositi di grasso
• Protezione dall’ossidazione delle lipoproteine e delle cellule delle pareti arteriose

Per eliminare la causa fondamentale delle placche aterosclerotiche è necessaria la formazione di tessuto connettivo resistente ed elastico.

Le fibre di collagene sono parte integrante del tessuto connettivo e indispensabili per la formazione di arterie sane.

Per la formazione di collagene sono necessari oltre alla vitamina C anche sufficienti quantità degli aminoacidi lisina e prolina.

La molecola chiave per la produzione di collagene resta la vitamina C. Essa regola la produzione di collagene mediante i programmi e le informazioni del nucleo cellulare.

La vitamina C è inoltre un fattore decisivo per un’ottimale resistenza dei fasci di collagene.

Come in una fune intrecciata,i singoli fasci di collagene vengono intrecciati tra loro per ottenere la massima resistenza (come nel caso del cavo di canapa).

Questo processo richiede il legame fra lisina e prolina, contenute nel collagene, fra gli atomi di ossigeno (O) e di idrogeno (H) presenti nei loro componenti. Questo processo, dipendente dalla vitamina C, è denominato idrossilazione.

Riduzione della proliferazione cellulare dell’ateroma e riduzione delle placche aterosclerotiche

Con un apporto ottimale di selezionate sostanze vitali per le cellule, le cellule muscolari producono, nella parete arteriosa, collagene sufficiente e funzionale a garantirne la resistenza. In caso di carenza, questo processo sfugge invece al controllo.

Le vitamine inibiscono la proliferazione di cellule muscolari. In caso di carenza di micronutrienti essenziali per le cellule, si verifica un “deragliamento” metabolico nella parete arteriosa.

Le cellule muscolari della parete arteriosa producono quindi collagene insufficiente. Inoltre, queste cellule muscolari si moltiplicano, formando l’ateroma e determinando un ulteriore aumento delle placche.

La D.ssa Aleksandra Niedzwiecki e i suoi collaboratori hanno studiato attentamente questo importante meccanismo, giungendo alla conclusione che la vitamina C, la vitamina E e altri micronutrienti sono in grado di impedire efficacemente la proliferazione delle cellule muscolari.

Si tratta di un passo importante per frenare la formazione di placche aterosclerotiche.

Protezione „Teflon“ ed eliminazione dei depositi di grasso

Le lipoproteine sono molecole di trasporto con le quali il colesterolo e altri grassi vengono veicolati nel sangue. Finora si ipotizzava che il colesterolo e altri grassi del sangue si depositassero nella parete arteriosa mediante l’LDL.

Oggi sappiamo che non si tratta della molecola LDL in sé, ma di una sua variante, la lipoproteina (a).

La lipoproteina (a) o Lp (a) è una particella di LDL unita a un’altra proteina, l’apoproteina (a), una delle proteine più adesive del corpo umano.

La Lp (a) è pertanto una molecola riparatrice estremamente efficace nel caso di pareti arteriose danneggiate e, al tempo stesso, un fattore di rischio estremamente pericoloso per le patologie cardiocircolatorie.

Fattore di rischio lipoproteina (a): richiedi al tuo medico l’esame per la lipoproteina (a): se il colesterolo è alto ciò non costituisce il fattore di rischio più importante benchè elevato, ma le Lp(a) si.

Per impedire che il grasso si depositi nelle pareti arteriose, l’obiettivo prioritario è neutralizzare l’adesività delle lipoproteine mediante la lisina e la prolina.

Protezione dall’ossidazione nel flusso sanguigno e nelle pareti arteriose con micronutrienti essenziali

L’ossidazione è un ulteriore processo che favorisce l’insorgenza di arteriosclerosi, infarto miocardico e ictus.

I radicali liberi, derivanti ad esempio dall’ambiente o dal fumo di sigaretta, danneggiano le lipoproteine, ma anche il tessuto delle pareti arteriose; provocano così l’espansione delle placche aterosclerotiche.

Vitamina C, vitamina E, beta-carotene e altre sostanze vitali per le cellule sono tra gli antiossidanti più efficaci nel proteggere dai danni dell’ossidazione sia le lipoproteine che le cellule delle pareti arteriose.

In sintesi, le sostanze vitali per le cellule per la formazione e stabilizzazione del tessuto connettivo

Vitamina C: molecola chiave per la produzione di collagene e fattore determinante per un’ottimale resistenza dei fasci di collagene.

Lisina, prolina: importanti elementi costitutivi del tessuto connettivo e, in quanto sostanze „Teflon“, fattori di protezione decisivi contro il deposito di lipoproteine nelle arterie.

Vitamina E: antiossidante che, in sinergia con la vitamina C, è anche in grado di impedire efficacemente la proliferazione di cellule muscolari nell’arteriosclerosi.

Minerali: il rame agevola la formazione e il collegamento delle fibre di collagene.

Antiossidanti: proteggono le cellule delle pareti arteriose dai danni ossidativi.

Glucosamina: “cemento“ elastico del tessuto connettivo; si trova tra le fibre di collagene e incrementa così la resistenza e la stabilità del tessuto connettivo stesso.

Micronutrienti arrestano la crescita delle placche aterosclerotiche: dimostrazione clinica

La formazione e la conservazione di un tessuto connettivo sano dipendono direttamente dalla disponibilità di determinati micronutrienti essenziali.

Nell’ambito di uno studio clinico condotto su 55 pazienti con sclerosi coronarica, il Dr. Rath e la D.ssa Niedzwiecki hanno analizzato l’effetto di alcune sostanze vitali per le cellule sul decorso della malattia.

Per ciascun paziente, è stato dapprima misurato l’aumento di sclerosi coronarica per un anno senza assunzione di sostanze vitali per le cellule, quindi la stessa misurazione è stata ripetuta il secondo anno in un regime di assunzione giornaliera di tali sostanze.

Il grafico accanto lo mostra: Senza sostanze vitali per le cellule, la patologia coronarica si diffonde senza alcun ostacolo.

Già nei primi sei mesi di assunzione di tali sostanze si è registrato un notevole rallentamento del tasso di crescita. Con l’ausilio di selezionate sostanze vitali per le cellule, nel secondo semestre si è avuto un arresto dell’avanzamento della malattia.

Le immagini di una TAC ultraveloce (foto in basso a destra) ingrandite mostrano placche aterosclerotiche nelle arterie coronarie di un paziente di 51 anni prima dell’inizio della terapia con sostanze vitali per le cellule (prima).

Dopo circa un anno di assunzione di sostanze vitali per le cellule, le placche sono scomparse completamente (dopo).

Queste immagini documentano, per la prima volta nella storia della medicina, la totale scomparsa di una sclerosi coronarica mediante sostanze vitali per le cellule.

Il testo completo dello studio, che per la prima volta nella storia della medicina documenta la possibilità di una naturale regressione delle patologie coronariche, è riportato nel libro del Dr. Rath „Perché gli animali non conoscono l’infarto e noi esseri umani sì“.

L’importanza della formazione e della stabilizzazione di tessuto connettivo nelle patologie come l’artrosi

Le patologie degenerative sono caratterizzate anche da fenomeni di usura di articolazioni e ossa che comprendono in prima linea artrosi e fenomeni di logoramento della colonna vertebrale. Queste patologie si accompagnano a dolore e richiedono spesso interventi chirurgici nello stadio avanzato.

Artrosi: affezione della cartilagine articolare

L’usura della cartilagine può avere numerose cause. Sono ad esempio da citare lesioni, posture errate, sovraccarico delle articolazioni o infiammazioni.

Ciascun fattore d’influenza nocivo su un’articolazione può provocare danni e irrigidimenti della cartilagine.

La cartilagine perde la propria elasticità, diventa fragile e si logora fino alle ossa.

Se l’artrosi avanza, possono insorgere modificazioni delle ossa articolari. In caso di modificazioni molto avanzate è necessario impiegare protesi articolari.

Un osso articolare è costituito da tessuto connettivo e di sostegno. Le cellule del tessuto connettivo, cui appartengono anche le cellule della cartilagine, producono il tessuto connettivo (massa cartilaginea).

L’apporto ottimale di sostanze vitali per le cellule per la formazione e la stabilizzazione del tessuto connettivo offre pertanto un’importante misura di sostegno nelle patologie degenerative.

Le fibre di collagene costituiscono la struttura di base del tessuto connettivo, comprese ossa e cartilagini.

La durezza delle ossa e dei denti deriva dal deposito di minerali e oligoelementi tra le strutture del tessuto connettivo.

Osteoporosi: informazioni fondamentali

Il tessuto osseo è soggetto a continui processi di formazione e demolizione. La regolazione di questi processi ossei dipende da diversi ormoni e dalla disponibilità di determinati nutrienti vitali per le cellule, necessari al metabolismo osseo.

A partire dal quarantesimo anno di età circa, prevalgono i processi demolitivi, con una progressiva riduzione della massa ossea.

Tra le cause vi sono una carenza di sostanze vitali per le cellule protratta per anni, in particolare di calcio e vitamina D, oltre alla vita sedentaria.

La patologia viene innescata principalmente da variazioni ormonali (carenza di estrogeni nelle donne dopo la menopausa, in casi rari carenza di estosterone negli uomini) e fenomeni di invecchiamento che si accompagnano ad un aumentato fabbisogno di sostanze vitali per le cellule.

In sintesi i micronutrienti essenziali per la formazione e stabilizzazione di tessuto connettivo duro o compatto sono:

Vitamina C per la stabilità ottimale del tessuto connettivo

Calcio e Magnesio per la mineralizzazione delle ossa

Vitamina D per l’assorbimento del calcio e del magnesio

Manganese perla formazione di ossa e cartilagine

Boro per la stabilità ossea e l’assorbimento del Calcio e del Magnesio

 

Indagini e prove scientifiche sull’importanza dei micronutrienti

 

Anti-arthrosis treatments: efficacy and tolerance of chondroitin sulfates (CS 4&6)
Service de Rhumatologie, Centre hospitalier Lyon-Sud, Pierre-Benite, Francia (1998)
Uno studio in doppio cieco randomizzato controllato con l’impiego di condroitina solfato 4&6 e placebo è stato condotto su 104 pazienti con osteoartrite femorotibiale. Dopo un anno di trattamento con 800 mg di condroitina solfato 4&6 al giorno, la compromissione funzionale si è ridotta del 50% circa rispetto al gruppo trattato con placebo. La tollerabilità era da eccellente a buona in oltre il 90% dei casi.

Effect of Calcium and Vitamin D Supplementation on Bone Density in Men an Woman
Dawson-Highes, et al.; New England Journal of Medicine, Sept. 1997
Nel corso di uno studio triennale con 398 partecipanti, gli scienziati hanno dimostrato che donne e uomini di 65 anni di età e oltre traggono beneficio da un’integrazione alimentare con vitamina D e calcio. Sono emersi un aumento dello spessore osseo complessivo dello scheletro e una riduzione delle fratture ossee.

Randomized Controlled Trial of Vitamin E in Patients With Coronary Artery Disease: Cambridge Heart Antioxidant
Study (CHAOS) Department of Medicine, Cambridge University. (1996)
2002 pazienti con patologia coronaria hanno partecipato a uno studio in doppio cieco controllato con placebo. Su 1035 pazienti, 546 hanno assunto ogni giorno 800 UI di vitamina E, mentre 489 pazienti hanno assunto 400 IE al giorno. 967 pazienti hanno assunto placebo. Nel gruppo trattato con 400 UI di vitamina E, il valore di vitamina E nel siero è aumentato fino a 51,1 umol/l; nel gruppo trattato con 800 UI di vitamina E tale valore è aumentato fino a 64,5 umol/l. La vitamina E ha ridotto in modo significativo il rischio di arresto cardiocircolatorio fatale e di infarto non letale.

Dietary intake of folate and risk of stroke in US men and women: NHANES I Epidemiologic Follow-up Study.
National Health and Nutrition Examination Survey. Research Institute of Public Health, Department of Community Health and General Practice and Inner Savo Health Centre, Department of Neuroscience and Neurology and Brain Reasearch and Rehabilitation Centre Neuron, University of Kuopio, Finland (2002)
Hanno partecipato a questo studio circa 10.000 donne e uomini sani all’inizio dell’indagine. Nel corso del periodo di osservazione medio di 19 anni, sono stati documentati tutti i casi di ictus e patologie cardiovascolari nel gruppo. Nei partecipanti che assumevano ogni giorno dosi più elevate di acido folico, il rischio di ictus e patologie cardiocircolatorie è diminuito. Secondo i ricercatori, un’elevata assunzione giornaliera di acido folico può pertanto essere un aspetto importante nella prevenzione di tali patologie.

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Colesterolo: un fattore di rischio secondario

  • Perchè il fegato produce colesterolo in eccesso
  • Omocisteina, Lipoproteine e la relazione con le vitamine
  • Un analisi medica trascurata e dimostrazione clinica

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La comprensione dello sviluppo delle placche aterosclerotiche consente di comprendere anche le cause di un aumento dei valori di colesterolo e altri fattori di rischio secondari. Per troppo tempo è stata ritenuta valida l’affermazione secondo la quale elevati livelli di colesterolo nel sangue e altri fattori di rischio danneggiano la parete arteriosa e provocano placche aterosclerotiche.

Dopo la scoperta della relazione tra scorbuto e infarto miocardico, il colesterolo rappresenta un fattore di rischio secondario.

La causa dello sviluppo delle placche aterosclerotiche risiede nella carenza cronica di micronutrienti essenziali, necessari per la formazione di un tessuto connettivo sano e resistente. A causa di questa carenza, le arterie diventano deboli e fragili e per questo il fegato riceve un segnale per la moltiplicazione dei fattori di riparazione, al fine di “ermetizzare“ la parete arteriosa indebolita.

Le molecole ideali per la riparazione di una parete arteriosa indebolita sono il colesterolo, i trigliceridi e altri prodotti del metabolismo. L’aumento dei grassi nel sangue non è pertanto la causa di patologie cardiocircolatorie, ma piuttosto la conseguenza di una patologia in fase di sviluppo.

Le molecole più importanti che trasportono i grassi nel sangue

Per svolgere le proprie funzioni nel corpo, il colesterolo e altri grassi nel sangue devono essere trasportati verso cellule e tessuti. Il trasporto avviene mediante il circolo sanguigno. Il sangue è composto da un’elevata quota di acqua. I grassi, non idrosolubili, si legano alle proteine per essere disponibili in forma idrosolubile.

Le molecole di trasporto dei grassi sono le lipoproteine, vengono classificate in base alla loro densità e sono costituite da trigliceridi, fosfolipidi, colesterolo e proteine.
Le lipoproteine ad alta densità (HDL) presentano un’elevata percentuale di proteine e una scarsa quota di grassi.
Le lipoproteine a bassa densità (LDL) presentano al contrario una scarsa percentuale di proteine e un’elevata quota di grassi.

Si distinguono principalmente tra:

▶ HDL = High Density Lipoproteins (alta densità)

▶ LDL = Low Density Lipoproteins (bassa densità)

▶ VLDL = Very Low Density Lipoprotein (densità molto bassa)

Le lipoproteine LDL trasportano colesterolo dal fegato ai tessuti del corpo. Le HDL, al contrario, assorbono il colesterolo in eccesso e lo trasportano di nuovo dai tessuti al fegato.

La Lipoproteina (a) rappresenta il fattore di rischio secondario più importante rispetto al colesterolo per infarto miocardico e ictus.

La maggior parte del colesterolo circola nel sangue sotto forma di LDL, che trasporta il colesterolo dal fegato alle cellule del corpo. Fino a poco tempo fa, si riteneva che l’LDL fosse l’elemento principale delle placche aterosclerotiche e pertanto il fattore di rischio determinante per l’arteriosclerosi.

La funzione della lipoproteina (a) un fattore trascurato dalla medicina tradizionale

La lipoproteina (a) (Lp (a) ) è una particella di LDL unita ad un’altra proteina, l’apoproteina (a).

La lettera (a) sta per “adesiva” e indica una particolare adesività.

In virtù delle sue proprietà adesive, la Lp(a) è un fattore di riparazione così efficace per le pareti dei vasi danneggiati che su tali pareti ne vengono depositati, in caso di carenza di vitamine, milioni di particelle.

Il tuo medico ha mai richiesto di determinare il valore di Lp(a)?
E’ la Lp(a), non l’LDL, la particella più importante di grasso che deposita colesterolo e altri grassi nelle pareti arteriose.

La relazione tra Lp(a) e vitamina C

La maggior parte degli esseri viventi del pianeta è in grado di produrre vitamina C e soddisfare così il più importante presupposto per la formazione e il mantenimento di tessuto sano. In questi esseri viventi, la lipoproteina(a) è scarsamente presente o del tutto assente.

Gli animali non sono soggetti a infarto miocardico in quanto producono da soli la vitamina C. Noi esseri umani non siamo in grado di produrre vitamina C; la natura ci ha invece dotati di molecole riparatrici (la lipoproteina(a)) per la stabilizzazione delle pareti arteriose.

Da una parte, l’organismo umano ha così a disposizione una straordinaria sostanza riparatrice. Se però questa molecola, in caso di carenza cronica di vitamine viene prodotta in quantità eccessive, si deposita nelle arterie danneggiate.

Omocisteina

Un ulteriore fattore di rischio di formazione delle placche aterosclerotiche Un ulteriore fattore di rischio secondario è costituito dall’omocisteina.

L’omocisteina è un prodotto intermedio del metabolismo dell’aminoacido metionina, un’importante processo metabolico che crea anche la premessa per la sintesi degli aminoacidi carnitina e taurina.

In condizioni normali, l’omocisteina viene trasformata in metionina con l’ausilio della vitamina B12 e dell’acido folico oppure in cisteina con l’ausilio della vitamina B6.

Nel sangue di molti soggetti, l’omocisteina si accumula, soprattutto a causa dell’insufficiente apporto di queste Effetti dell’aumento dei valori di omocisteina.

▶ L’omocisteina danneggia le pareti arteriose in quanto promuove l’ossidazione del colesterolo LDL.

▶ Danneggia le fibre elastiche nel tessuto connettivo arterioso.

▶ Incrementa il legame tra Lp(a) e fibrina nel tessuto.

▶ Stimola la coagulazione e ostacola, al tempo stesso, le vitamine, lo scioglimento dei trombi.

I micronutrienti essenziali per la naturale metabolizzazione dei grassi nel sangue

Per alcune vitamine è già noto da tempo l’effetto estremamente positivo sul livello dei grassi nel sangue.

È in sinergia che i micronutrienti essenziali esplicano al meglio la loro funzione per la naturale regolazione della produzione di colesterolo e di altri grassi nel sangue.

Vitamina C: protezione e guarigione naturale della parete arteriosa, normalizzazione dell’aumento di colesterolo e degli altri fattori di rischio secondari prodotto dal fegato.

Vitamina E: protezione dall’ossidazione dei grassi nel sangue e nelle cellule.

Vitamine B1, B2: ottimizzazione del metabolismo cellulare, in particolare per la produzione di bioenergia.

Vitamine B6, B12, acido folico: eliminazione più rapida del fattore di rischio omocisteina.

Vitamina B3: riduzione dell’aumento di colesterolo e lipoproteine prodotti dal fegato.

Vitamina B5: ottimizza l’eliminazione dei grassi nel metabolismo cellulare.

Carnitina: ottimizzazione del metabolismo degli acidi grassi nelle cellule, riduzione del livello di trigliceridi.

Il colesterolo e altri grassi nel sangue costituiscono fattori di rischio secondari. Diventano un problema e favoriscono lo sviluppo di placche aterosclerotiche quando la carenza cronica di micronutrienti essenziali provoca lesioni nelle pareti arteriose, sulle quali si depositano i grassi presenti nel sangue.

Questo spiega perchè la riduzione dei valori di colesterolo, senza una contemporanea stabilizzazione (guarigione) delle pareti arteriose è una misura solo parzialmente risolutiva.

Inoltre la costante stabilizzazione dei tessuti costituisce un’importante misura preventiva anche quando elevati livelli di grassi nel sangue sono dovuti a fattori genetici.

Risultati di uno studio pilota sulla riduzione naturale del colesterolo mediante micronutrienti essenziali

I micronutrienti essenziali aiutano l’organismo a regolare i valori dei fattori di rischio secondari nel sangue e a ridurre pertanto il rischio di patologie cardiocircolatorie.

Sintesi dei risultati di uno studio pilota con 14 partecipanti.

• Riduzione dei trigliceridi del 20% (i trigliceridi costituiscono il secondo importante gruppo di grassi nel sangue che contribuiscono all’insorgenza dell’arteriosclerosi).
• Riduzione dell’omocisteina del 13%
• Riduzione del 10% della Lp(a) il più importante fattore di rischio secondario per la formazione delle placche aterosclerotiche.
• Aumento dell’8% del colesterolo HDL (l’HDL viene anche chiamato “colesterolo buono” in quanto sottrae colesterolo ai tessuti e lo riconduce al fegato).

Per ulteriori informazioni in merito allo studio pilota, consultare “Klinische Beweise zur Wirkung von Zell-Vitalstoffen” (Prove cliniche dell’efficacia dei micronutrienti essenziali) della Dr. Rath Education Services B.V).

Indagini e prove scientifiche sull’importanza dei micronutrienti

 

Effect of coenzyme Q10 therapy in patients with congestive heart failure: a long-term multicenter randomized study
Morisco C; Trimaro B; Codorelli M / Clinical Investigation 1993
Il miglioramento della funzionalità cardiaca in pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia, trattati con coenzima Q10, va a sostegno dell’ipotesi secondo la quale questo disturbo è caratterizzato da una disfunzione mitocondriale e una carenza energetica e può pertanto migliorare mediante l’integrazione di coenzima Q10. I nostri risultati dimostrano che l’aggiunta di coenzima Q10 alla terapia convenzionale riduce significativamente le degenze ospedaliere dovute all’aggravarsi dell’insufficienza cardiaca e all’insorgenza di pesanti complicazioni in pazienti con insufficienza cardiaca cronica.

Usefulness of antioxidant vitamins in suspected acute myocardial infarction
Singh RB; Niaz MA; Rastogi SS; Rastogie S / Am J Cardiol 1996
In uno studio in doppio cieco randomizzato controllato con placebo, sono stati confrontati per 28 giorni gli effetti di un trattamento combinato con le vitamine antiossidanti A, C ed E e beta-carotene in 63 (gruppo di intervento) e 62 (gruppo placebo) pazienti con sospetto infarto acuto del miocardio. Dopo il trattamento, l’estensione media dell’infarto nel gruppo trattato con antiossidanti era significativamente inferiore a quella del gruppo trattato con placebo.

A randomised, double-blind, placebo-controlled trial of L-carnitine in suspected acute myocardial infarction
Singh RB; Niaz MA; Agarwal P; Beegum R; Rastogi SS; Sachan DS; Postgraduate Medical Journal 1996
In uno studio in doppio cieco controllato con placebo sono stati confrontati per 28 giorni gli effetti della L-carnitina (2 g/dì) in 51 pazienti con assunzione di carnitina e 50 pazienti con placebo con sospetto infarto Al termine del trattamento di 28 giorni, l’estensione media dell’infarto, determinata mediante enzimi cardiaci, del gruppo trattato con carnitina ha mostrato una notevole riduzione rispetto al gruppo trattato con placebo.

Carnitine and ist role in cardiovascular disease
Retter AS / Heart Dis 1999
La somministrazione di carnitina viene indicata soprattutto per il trattamento di deficit primari e secondari di carnitina. È stata tuttavia formulata l’ipotesi secondo la quale la carnitina, vista la sua capacità di incrementare la produzione di energia e di rimuovere i metaboliti tossici nell’irrorazione sanguigna insufficiente, possa essere utile nel trattamento di diverse cardiopatie. Nella fattispecie, sempre più indizi confermano che la carnitina endogena ha effetti benefici nel trattamento di insufficienza congenita, aritmie, vasculopatie periferiche e insufficienza acuta dell’irrorazione sanguigna.

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Prevenzione infarto e fibrillazione atriale

  • Le cause più frequenti di insufficienza cardiaca
  • Aritmie e cause frequenti di aritmia
  • Dimostrazione clinica e ricerca scientifica

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Il cuore e il sistema cardiocircolatorio sono gli organi più attivi dal punto di vista meccanico. Il cuore di un adulto sano batte ogni giorno circa 100.000 volte, pompando da 8.000 a 10.000 litri di sangue per fornire ossigeno e nutrienti alle cellule del corpo.

Questi dati rendono evidente l’elevatissimo fabbisogno di bio-energia da parte delle cellule del muscolo cardiaco. Il metabolismo energetico è una funzione fondamentale della cellula.

La cellula ottiene l’energia per l’attività di breve durata bruciando il glucosio. Le funzioni protratte (ad esempio l’attività di contrazione) richiedono la combustione di grassi.

Il muscolo cardiaco è sottoposto a una costante attività di contrazione.

Il suo bilancio energetico si basa prevalentemente sulla combustione dei grassi.

Per trasformare i nutrienti (carboidrati, grassi, proteina) in bioenergia da mettere a disposizione sono indispensabili le sostanze vitali ovvero i micro-nutrienti per le cellule: vitamine, minerali, coenzimi, enzimi, aminoacidi. Una carenza cronica di queste sostanze porta con sé notevoli conseguenze.

La concezione della Medicina Cellulare in merito alle cause più frequenti di insufficienza cardiaca

L’insufficienza cardiaca viene spesso direttamente causata o aggravata da una carenza di micronutrienti essenziali nelle cellule del muscolo cardiaco, necessari per la produzione

La carenza di bioenergia è la causa più frequente di insufficienza cardiaca. I micronutrienti essenziali sono fattori essenziali nella produzione di bioenergia.

Se tali sostanze sono insufficienti, l’energia prodotta è sufficiente solo a coprire un fabbisogno energetico normale.

Un aumentato fabbisogno, come avviene in alcune circostanze, provoca una carenza di bioenergia nelle cellule del muscolo cardiaco; la funzione di pompaggio si indebolisce, provocando un insufficiente rifornimento di ossigeno e nutrienti nelle cellule di tutto l’organismo.

Le conseguenze (sintomi) sono respiro corto, edemi, deficit funzionali, stanchezza (esaurimento fisico).

Conseguenze devastanti del trattamento incompleto dell’insufficienza cardiaca

La mancata consapevolezza delle reali cause principali dell’insufficienza cardiaca, da parte della medicina convenzionale, fa sì che non esistano neanche trattamenti basati sulle cause. Vengono trattate solo le conseguenze (sintomi).

Diuretici: la causa di un’ulteriore perdita di micronutrienti essenziali. Una ridotta funzione di pompaggio del cuore comporta una minore pressione arteriosa e una minore irrorazione di sangue negli organi.

I reni, la cui corretta funzionalità di filtraggio dipende da una pressione arteriosa ottimale, filtrano dal corpo una quantità d’acqua insufficiente, provocando ritenzione idrica. Per espellere l’acqua in eccesso, il medico prescrive, di norma, compresse diuretiche.

I diuretici non favoriscono solo l’espulsione di acqua, ma anche di vitamine idrosolubili, minerali ed oligoelementi di cui il cuore necessita per una corretta funzione di pompaggio. Un’integrazione di micronutrienti in questo caso è di vitale importanza.

Aritmie

Diagnosi frequenti della medicina convenzionale per i disturbi della funzionalità del cuore.

Oltre all’insufficienza cardiaca, meritano attenzione anche le aritmie, con oltre 10 milioni di individui colpiti in Europa. Il gruppo di età più colpito è compreso tra i 50 e i 70 anni.

Queste due cardiopatie hanno spesso una causa comune.

Secondo la medicina convenzionale le aritmie possono essere una conseguenza di patologie coronariche, infarto miocardico, ipertensione o altre cause.

Molto spesso, tuttavia, la causa è ignota e la diagnosi non ne spiega la ragione della sua insorgenzadotata: “aritmia prossistica” (improvviso disturbo dell’attività ritmica del cuore, senza causa individuabile).

La concezione della Medicina Cellulare sulle cause più frequenti delle aritmie

Nelle aritmie si ha un’alterazione della formazione e della trasmissione degli impulsi elettrici che provvedono al regolare battito cardiaco. Il fatto che le cellule del cuore abbiano un fabbisogno molto elevato di per micronutrienti essenziali poter svolgere le proprie funzioni non viene quasi affatto citato dalla medicina convenzionale.

La carenza di micronutrienti essenziali è la causa più frequente delle aritmie. Le aritmie derivano principalmente da fenomeni di deficit nelle cellule del miocardio che rilasciano gli impulsi elettrici del battito cardiaco.

Una carenza di sostanze vitali in milioni di cellule “elettriche” del miocardio provoca un’alterazione della formazione e della trasmissione degli impulsi nel cuore.

Si generano così aritmie con sintomi quali stordimento, tachicardia e vertigini. La soluzione risiede nell’ottimale apporto di micronutrienti essenziali.

In sintesi Micronutrienti essenziali per il metabolismo delle cellule del muscolo cardiaco

Le sostanze vitali per le cellule rivestono una notevole importanza nella produzione di bioenergia. Con la loro attività sinergica agevolano e ottimizzano l’apporto di bioenergia anche per le cellule del miocardio, migliorando la funzionalità cardiaca.

Vitamina C: fornisce energia per il metabolismo di ciascuna cellula. Inoltre trasmette bioenergia vitale alle molecole che trasportano le vitamine del gruppo B.

Vitamine B: Vettori bioenergetici del metabolismo cellulare, in particolare delle cellule del miocardio e delle “cellule elettriche del miocardio”. Le vitamine del gruppo B contribuiscono a una migliore funzione di pompaggio e a una migliore funzionalità cardiaca. Una carenza è altamente probabile con l’assunzione di compresse diuretiche.

Coenzima Q10: “Fattore respiratorio” più importante nel metabolismo di ciascuna cellula.

Carnitina: Produzione di bioenergia, trasporto di acidi grassi ai mitocondri.

Taurina: Importante per una funzione di pompaggio corretta e vigorosa.

Magnesioi e Potassio, indispensabili per la trasmissione ottimale e calcio: degli impulsi elettrici durante il ciclo elettrico del battito cardiaco.

Carnitina, aminoacidi cofattore essenziale per il metabolismo dei grassi

La presenza di carnitina nel nostro corpo è di particolare importanza nella produzione di energia.
Oltre il 95% delle scorte di carnitina nel corpo è destinato al muscolo cardiaco e alla muscolatura scheletrica, dove è presente un’elevata trasformazione di energia a causa delle elevate prestazioni.

L’approvvigionamento di energia delle cellule del miocardio mediante la carnitina.
Il bilancio energetico del cuore si basa prevalentemente sulla combustione di grassi che hanno il maggior valore calorico. Questi vengono bruciati nei mitocondri sotto forma di acidi grassi liberi.

La membrana esterna dei mitocondri non può tuttavia essere superata dagli acidi grassi. Mediante la reazione degli acidi grassi con la carnitina (in acyl-carnitina) si crea una forma di trasporto in grado di superare la membrana dei mitocondri.

La carnitina può essere prodotta dal nostro corpo oppure introdotta con l’alimentazione. Per la sintesi effettuata dal corpo sono indispensabili alcuni fattori. Se questi fattori sono insufficienti o del tutto assenti, la conseguenza può essere una carenza di carnitina.

L’importanza della lisina per il metabolismo energetico delle cellule del muscolo cardiaco

L’aminoacido lisina e l’elemento costitutivo del “trasportatore di grassi” carnitina.

La carnitina è un aminoacido (composto da due aminoacidi) sintetizzato dal corpo.

Nell’organismo umano, la sintesi di carnitina avviene prevalentemente nel fegato, oltre che nei reni e nel cervello, utilizzando gli aminoacidi lisina e metionina.

La metionina può essere prodotta dal nostro corpo, la lisina invece, aminoacido essenziale, non può essere sintetizzata dal corpo.

Introdurne un’adeguata quantità mediante l’alimentazione è una condizione per la sintesi di carnitina da parte dell’organismo.

Un apporto carente di lisina è frequentemente dovuto a patologie o a una dieta che ne è troppo povera.

Il corpo necessita di cofattori, come la vitamina B3 e B6, la vitamina C e il ferro. Questo esempio della sintesi della carnitina rende palese la gravità delle conseguenze di una carenza dei singoli fattori per l’intero organismo.

Coenzima Q10 e taurina fattori essenziali per il metabolismo energetico

Ulteriori sostanze vitali per le cellule e fondamentali per il metabolismo energetico sono il coenzima Q10 e la taurina. Entrambi possono essere prodotti dal nostro corpo, in presenza di tutti i fattori necessari.

Sono molti gli elementi che possono provocare significativi stati di carenza.

Coenzima Q10: un fornitore di energia

Il Q10 si trova nei mitocondri di tutte le cellule del corpo. La concentrazione di Q10 dipende dall’energia da trasformare. La concentrazione più elevata si ha nel muscolo cardiaco e nel fegato. Il coenzima Q10 partecipa alla sintesi dell’ATP (adenosintrifosfato), il principale veicolo che trasporta energia nella cellula.

Già con un deficit medio insorgono disturbi funzionali. Una carenza più elevata comporta disturbi

Taurina: stabilizza e rafforza il battito cardiaco

La taurina ha un effetto stabilizzante e “calmante” su membrane cellulari leggermente eccitabili, come quelle che si trovano nel cuore. L’effetto stabilizzante fa al tempo stesso aumentare l’attività del miocardio, rafforzando il battito cardiaco. Il rischio di aritmie si riduce quando è disponibile una quantità sufficiente di taurina.

Prove cliniche

Naturale rafforzamento delle cellule del muscolo cardiaco Aritmie: risultati di uno studio in doppio cieco controllato con placebo su 131 pazienti. Le sostanze vitali per le cellule sono in grado di ridurre significativamente le aritmie.

Mentre il 74% dei pazienti sottoposti a trattamento farmacologico continuava a soffrire di frequenti aritmie, in quasi la metà dei casi trattati con assunzione supplementare di sostanze vitali per le cellule tali disturbi non si sono più verificati.

Insufficienza cardiaca: risultati di uno studio pilota con 10 partecipanti.

Le sostanze vitali per le cellule aiutano a migliorare la funzione di pompaggio del cuore.

Dopo 6 mesi di assunzione di tali sostanze, 8 pazienti su 10 hanno registrato un miglioramento dello stato di salute di uno o più gradi della scala NYHA.

Per ulteriori informazioni in merito a questi studi pilota, consultare “Klinische Beweise zur Wirkung von Zell-Vitalstoffen” Dr. Rath Education Services B.V.

Indagini e prove scientifiche sull’importanza dei micronutrienti

 

Effect of coenzyme Q10 therapy in patients with congestive heart failure: a long-term multicenter randomized study
Morisco C; Trimaro B; Codorelli M / Clinical Investigation 1993
Il miglioramento della funzionalità cardiaca in pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia, trattati con coenzima Q10, va a sostegno dell’ipotesi secondo la quale questo disturbo è caratterizzato da una disfunzione mitocondriale e una carenza energetica e può pertanto migliorare mediante l’integrazione di coenzima Q10. I nostri risultati dimostrano che l’aggiunta di coenzima Q10 alla terapia convenzionale riduce significativamente le degenze ospedaliere dovute all’aggravarsi dell’insufficienza cardiaca e all’insorgenza di pesanti complicazioni in pazienti con insufficienza cardiaca cronica.

Usefulness of antioxidant vitamins in suspected acute myocardial infarction
Singh RB; Niaz MA; Rastogi SS; Rastogie S / Am J Cardiol 1996
In uno studio in doppio cieco randomizzato controllato con placebo, sono stati confrontati per 28 giorni gli effetti di un trattamento combinato con le vitamine antiossidanti A, C ed E e beta-carotene in 63 (gruppo di intervento) e 62 (gruppo placebo) pazienti con sospetto infarto acuto del miocardio. Dopo il trattamento, l’estensione media dell’infarto nel gruppo trattato con antiossidanti era significativamente inferiore a quella del gruppo trattato con placebo.

A randomised, double-blind, placebo-controlled trial of L-carnitine in suspected acute myocardial infarction
Singh RB; Niaz MA; Agarwal P; Beegum R; Rastogi SS; Sachan DS; Postgraduate Medical Journal 1996
In uno studio in doppio cieco controllato con placebo sono stati confrontati per 28 giorni gli effetti della L-carnitina (2 g/dì) in 51 pazienti con assunzione di carnitina e 50 pazienti con placebo con sospetto infarto Al termine del trattamento di 28 giorni, l’estensione media dell’infarto, determinata mediante enzimi cardiaci, del gruppo trattato con carnitina ha mostrato una notevole riduzione rispetto al gruppo trattato con placebo.

Carnitine and ist role in cardiovascular disease Retter AS / Heart Dis 1999
La somministrazione di carnitina viene indicata soprattutto per il trattamento di deficit primari e secondari di carnitina. È stata tuttavia formulata l’ipotesi secondo la quale la carnitina, vista la sua capacità di incrementare la produzione di energia e di rimuovere i metaboliti tossici nell’irrorazione sanguigna insufficiente, possa essere utile nel trattamento di diverse cardiopatie. Nella fattispecie, sempre più indizi confermano che la carnitina endogena ha effetti benefici nel trattamento di insufficienza congenita, aritmie, vasculopatie periferiche e insufficienza acuta dell’irrorazione sanguigna.

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Le cellule muscolari lisce e i micronutrienti

  • Le cause più frequenti di ipertensione
  • I micronutrienti per: Asma – Acufeni – Occhi – Sindrome premestruale
  • Dimostrazione clinica e ricerca scientifica

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Le cellule muscolari lisce sono parte integrante di molti organi del nostro corpo. Si trovano soprattutto dove è necessario mantenere la “tensione” (tono muscolare) per un tempo prolungato.

Provvedono, ad esempio, alla peristalsi nello stomaco, nell’intestino e nelle vie urinarie, nonché alla regolazione della pressione.

Al contrario della muscolatura scheletrica a strisce trasversali, che siamo in grado di controllare volontariamente ottenendo i nostri movimenti, la muscolatura liscia è involontaria. Agisce a prescindere dalla nostra volontà ed è influenzata da meccanismi organici.

Per una corretta funzionalità delle cellule muscolari lisce, è decisivo l’apporto di micronutrienti essenziali per le cellule che contribuiscono ad un’ottimale elasticità dei tessuti.

Una carenza cronica di specifici micronutrienti nelle “cellule muscolari lisce” può avere, come conseguenza, spasmi in tutti gli organi in cui tali cellule sono presenti. L’apporto ottimale di micronutrienti essenziali contribuisce a compensare stati di carenza.

Il paradigma della Medicina Cellulare in merito alle cause di ipertensione più frequenti

La causa principale dell’ipertensione è una carenza cronica di vitamine e altre sostanze vitali in milioni di cellule delle pareti arteriose. Questa carenza provoca uno sforzo e un ispessimento della parete arteriosa, con un conseguente aumento della pressione sanguigna.

Nei pazienti ipertesi è presente una carenza di fattori “rilassanti”.

Nei soggetti sani, si ottiene una normale tensione della parete arteriosa grazie a una ottimale produzione di cosiddetti fattori “rilassanti” nelle cellule delle pareti stesse. Nei pazienti ipertesi è presente un deficit di tali sostanze.

Una tensione delle pareti normalizzata/ridotta produce un aumento del diametro interno dei vasi sanguigni con una conseguente riduzione della pressione sanguigna. Per compensare in modo naturale la carenza di fattori “rilassanti”nella parete arteriosa sono necessari appositi micronutrienti essenziali.

Risultati di uno studio pilota per la riduzione naturale della pressione arteriosa mediante micronutrienti essenziali

Le sostanze vitali per le cellule ottimizzano la disponibilità di fattori di “rilassamento” nella parete arteriosa e agevolano il naturale abbassamento di un’elevata pressione distendendo le arterie.

Sintesi dei risultati di uno studio pilota con 15 partecipanti.

Il periodo di osservazione dello studio era di 32 settimane. I primi cali dei valori della pressione arteriosa erano già documentabili in breve tempo.
I risultati al termine dell’osservazione erano i seguenti:
• pressione sistolica riduzione media del 16% (da 167 a 142 mm/Hg)
• pressione diastolica riduzione media del 15% (da 97 a 83 mm/Hg) mm/Hg

Per ulteriori informazioni in merito allo studio pilota, consultare “Klinischen Beweisen zur Wirkung von Zell-Vitalstoffen” Dr. Rath Education Services B.V.

Patologie asmatiche

Il termine “asma” indica in generale fame d’aria o respiro corto. Secondo le stime, ne sono colpiti in tutto il mondo circa 150 milioni di persone. Tutte le forme asmatiche mostrano sintomi tipici: un attacco d’asma viene innescato da una contrazione delle cellule muscolari lisce nella parete bronchiale.

La mucosa bronchiale si gonfia e sopraggiunge la produzione di muco denso.

Il sintomo più evidente è il respiro affannoso con tosse. La sensazione di costrizione delle vie respiratorie e il respiro corto sono sintomi tipici.

I micronutrienti essenziali possono contribuire ad aumentare il volume respiratorio nelle patologie asmatiche.

Questo effetto positivo è da ricondurre alla maggiore disponibilità di fattori di “rilassamento” per la distensione della parete bronchiale.

Questo effetto è stato studiato nell’ambito di uno studio pilota di 6 mesi.

I risultati confermano il beneficio dei micronutrienti.

Altri ambiti in cui i fattori di “rilassamento” sono importanti: Acufeni

Gli acufeni sono una sindrome che può manifestarsi mediante fruscii, fischi o percezioni acustiche simili. Insorge, nella maggior parte dei casi, all’improvviso. L’intensità può oscillare e spesso il soggetto colpito percepisce questo rumore come insopportabile, con rilevanti limitazioni della capacità uditiva.

A causa della scarsità di informazioni sulle cause, la medicina convenzionale non offre alcuna terapia basata sulle cause per questo quadro patologico. Le cellule muscolari lisce contribuiscono alla formazione di molti organi del nostro corpo e sono presenti anche nel condotto uditivo. Gli spasmi (contrazioni) delle cellule muscolari lisce provocati da una carenza cronica di sostanze vitali per le cellule possono verificarsi ovunque sia presente questo tipo di cellule. La compensazione di una carenza può contribuire a un’attenuazione degli spasmi.

Per documentare l’effetto positivo delle sostanze vitali per le cellule negli acufeni è stato condotto uno studio pilota con 18 pazienti.

Risultati dello studio:

▶ nel 30% dei casi la capacità uditiva è leggermente migliorata (fino a 10dB)

▶ nel 45% dei casi la capacità uditiva è leggermente migliorata (fino a 10dB)

▶ nel 45% dei casi la capacità uditiva è significativamente migliorata (10-20dB)

▶ nel 25% dei casi la capacità uditiva è significativamente migliorata (10-20dB)

▶ nel 25% dei casi la capacità uditiva è nettamente migliorata (20-50dB) – corrisponde a una capacità uditiva nettamente migliorata

In oltre tre quarti dei pazienti si è avuta una riduzione degli acufeni.

L’apporto di vitamina C, arginina, calcio e magnesio, nutre le cellule muscolari lisce distribuite nel corpo e può prevenire e alleviare non solo gli acufeni ma anche cefalee, pressione oculare, sindrome premestruale e coliche renali o biliare.

In caso di frequenti cefalee o di emicranie provocate dalle condizioni atmosferiche, la causa può risiedere in spasmi delle piccole arterie cerebrali che provocano una ridotta irrorazione del cervello stesso. Un fattore scatenante o aggravante può essere una carenza micronutrienti. Un’elevata pressione oculare (glaucoma) può avere diverse cause: disturbi congeniti o alterazioni strutturali dovute all’età. Anche la carenza di micronutrienti essenziali può provocare contrazioni nel sistema dei canali degli occhi, con accumulo di umore acqueo nell’occhio e incremento della pressione interna.
La sindrome premestruale (PMS) si presenta in molte donne in prossimità del ciclo mestruale e si manifesta ad esempio con dolori addominali e lombari, seni doloranti e nausea. Alcuni dei disturbi possono insorgere a causa di spasmi delle cellule muscolari lisce nell’utero. Nelle coliche renali o biliari, i micronutrienti essenziali possono contribuire ad attenuare le contrazioni dei canali di “deflusso” provocate dalla presenza di calcoli o renella.

Indagini scientifiche in merito all’importanza dei micronutrienti

 

Vitamin C improves endothelial function of epicardial coronary arteries in patients with hypercholesterolaemia or essential hypertension – assessed by cold pressor testing
Medizinische Klinik III, Universitat Freiburg, Freiburg, Germany (1999)
A un gruppo di 28 pazienti con leggera stenosi delle arterie sono stati somministrati per flebo 3 g di vitamina C. Prima e dopo il trattamento è stato eseguito un test pressorio a freddo. Il risultati mostrano che la vitamina C produce una regressione della stenosi dei vasi coronari. La vitamina C agevola la distensione dei vasi in pazienti ipertesi e con elevati livelli di colesterolo.

Prophylaxis of migraine with oral magnesium: results from a prospective, multi-center, placebo-controlled and double-blind randomized study.
Department of Neurology and Clinical Neurophysiology, Munich-Harlaching Clinic, Germany (1996)
In uno studio, a 81 pazienti affetti da emicrania sono stati somministrati per 12 settimane 600 mg di magnesio o un placebo. Nelle ultime quattro settimane di trattamento, nel 52% dei partecipanti trattati con magnesio gli episodi di emicrania si erano almeno dimezzati. La buona tollerabilità e il semplice impiego del magnesio sono elementi a favore di un’assunzione preventiva nei pazienti affetti da emicrania.

Vitamin C Helps Reduce Asthma After Excercise
McKinney, Merritt, Medical Tribune, 5. Juni 1997; 6 / Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine, 1997; 151 : 367-370.
Su 20 persone di età compresa tra i 7 e i 28 anni affette da asma da sforzo, la metà ha assunto una dose giornaliera di 2.000 mg di vitamina C, mentre l’altra metà ha assunto un placebo. Nove delle persone che assumevano vitamina C erano in grado di svolgere un esercizio fisico senza soffrire dei sintomi dell’asma da sforzo quali tosse, affanno e respiro corto. In altri, la gravità dei sintomi risultava ridotta. La vitamina C potrebbe essere importante nella protezione da ossidanti endogeni ed esogeni. La vitamina C è un principio attivo attraente, non avendo alcun effetto collaterale noto.

Effect of vitamin C on ambulatory blood pressure and plasma lipids in older persons.
University Division of Medicine for the Elderly, University of Leicester, The Glenfield Hospital, UK (2000)
A seguito di uno studio di 6 mesi con 40 pazienti, i ricercatori hanno stabilito che 500 mg di vitamina C riducono la pressione arteriosa. Un maggiore apporto di vitamina C è pertanto strettamente correlato a un minor rischio di patologie coronariche o ictus provocati dall’ipertensione.

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Il metabolismo degli zuccheri e il diabete

  • Gli ormoni
  • Il diabete visto a livello cellulare: tenere a bada la glicemia non basta
  • Il ruolo della vitamina C nel metabolismo diabetico
  • Dimostrazione clinica e ricerca scientifica

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“Carboidrati” è un termine collettivo per indicare diversi zuccheri introdotti con l’alimentazione. Nel tratto digestivo, i carboidrati vengono scomposti in piccole molecole di zucchero (glucosio) e giungono, mediante la parete intestinale, nel sangue e da questo nelle cellule dell’organismo.

Funzioni dello zucchero nel sangue (glucosio)

Il glucosio è un importante veicolo del combustibile nel metabolismo cellulare; è disponibile per le cellule del corpo come zucchero nel sangue per coprirne il fabbisogno energetico.

Per fornire continuamente energia alle cellule del corpo è necessaria una concentrazione minima costante di glucosio nel sangue.

Ciò è importante soprattutto per gli organi che utilizzano, per il proprio fabbisogno energetico, quasi esclusivamente zuccheri (ad esempio il cervello e i tessuti nervosi).

Per la regolazione del tasso glicemico sono presenti raffinati meccanismi ormonali. A tale scopo sono della massima importanza gli ormoni insulina e glucagone, prodotti nel pancreas.

Insulina e glucagone

Ormoni per la regolazione dello zucchero nel sangue

Quando il tasso glicemico aumenta, ad esempio dopo un pasto, il pancreas rilascia in circolo una maggior quantità dell’ormone insulina. La quantità di insulina rilasciata dipende dalla quantità di zucchero presente nel sangue.

La funzione chiave dell’insulina: In assenza di insulina, il glucosio non può giungere dal sangue alle cellule insulinodipendenti. L’insulina funziona in questo caso come una chiave per l’apertura delle cellule al fine di consentire loro di assorbire glucosio.

In questo modo, l’insulina svolge due importanti funzioni:

• le cellule vengono rifornite di glucosio,
• il livello glicemico viene regolato in modo da non superare determinati limiti. quantità di zucchero presente nel sangue.

L’insulina rimuove solo una parte dello zucchero dal sangue, dato che una certa quota deve essere costantemente disponibile per la produzione di energia. Se il tasso glicemico scende troppo, viene distribuito glucagone che mobilita il glucosio dalle riserve e aumenta la glicemia nel breve termine.

Diabete mellito – Disturbi del metabolismo degli zuccheri

Il diabete mellito è un’affezione metabolica cronica che vede nell’elevato tasso glicemico il sintomo principale. Il corpo non controlla o controlla inadeguatamente il tasso glicemico e l’utilizzo degli zuccheri nelle cellule è alterato. Questa incapacità è la conseguenza di una carenza di insulina o di uno scarso effetto dell’insulina sulle cellule dell’organismo. Si distingue tra due forme di diabete mellito:

Diabete mellito di tipo I
Il diabete di tipo I, la forma congenita, è caratterizzato da un’assoluta carenza Il diabete di tipo I, la forma congenita, è caratterizzato da un’assoluta carenza di insulina. Il pancreas non produce insulina o ne produce una quantità insufficiente.

Diabete mellito di tipo II
Il diabete di tipo II si sviluppa spesso solo nell’età adulta. I fattori scatenanti Il diabete di tipo II si sviluppa spesso solo nell’età adulta. I fattori scatenanti sono sinora per lo più sconosciuti; per tale motivo la patologia si diffonde sono sinora per lo più sconosciuti; per tale motivo la patologia si diffonde sempre di più a livello mondiale. (Circa il 90% dei diabetici è di tipo II)

Per l’insorgenza del diabete di tipo II, la medicina convenzionale chiama in causa soprattutto un’eccessiva assunzione di zuccheri nel lungo termine. La conseguenza di questo eccesso è costituita da valori di insulina costantemente aumentati che riducono la sensibilità e il numero di recettori necessari per l’introduzione dello zucchero nella cellula.
Fattori favorenti il diabete sono soprattutto il sovrappeso, l’alimentazione errata, il fumo, lo stress e i farmaci.

Il paradigma della medicina cellulare – Diabete mellito e le gravi conseguenze della patologia

La medicina convenzionale si limita essenzialmente a trattare i sintomi del diabete, ovvero a ridurre il tasso glicemico. Ma anche con una buona regolazione della glicemia, le patologie cardiocircolatorie sono frequenti. La riduzione del tasso glicemico è un trattamento necessario, ma evidentemente incompleto della patologia diabetica.

Il diabete visto a livello cellulare

Una condizione metabolica diabetica viene spesso provocata o peggiorata da una carenza cronica di micronutrienti essenziali del pancreas, deputato alla produzione di insulina.

Questo apporto carente si accompagna a un deficit cronico di sostanze vitali per le cellule nelle pareti arteriose e in altri organi. In caso di disturbo metabolico congenito, una carenza cronica di micronutrienti può sfociare in un diabete conclamato. I micronutrienti essenziali contribuiscono a impedire l’insorgenza di un disturbo metabolico e delle relative patologie secondarie.

Patologie secondarie nel diabete: l’evoluzione osservata a livello cellulare

La causa delle numerose patologie secondarie del diabete è costituita da alterazioni dei vasi che possono verificarsi ovunque nel sistema circolatorio. Per la comprensione di questa evoluzione è necessario osservare da vicino la struttura molecolare della vitamina C e del glucosio.

La “confusione” tra molecole di vitamina C e di zucchero è la causa della patologia cardiocircolatoria nel diabete.
La chiave per la comprensione delle complicanze vascolari nel diabete è da ricercare a livello molecolare.

Per penetrare nella cellula, la vitamina C e il glucosio utilizzano gli stessi “ingressi”. Le due molecole sono molto simili per struttura e ciò provoca una sorta di “confusione” nel metabolismo nei pazienti diabetici.

Gli effetti di valori glicemici elevati nel tempo sui vasi sanguigni sono gravi. Se un diabete (tipo II) rimane non diagnosticato per molto tempo, al momento in cui viene finalmente posta la diagnosi sono già presenti gravi conseguenze tardive.

Conseguenze del diabete derivanti dalla somiglianza strutturale di vitamina C e glucosio

Soggetto sano.

Nei soggetti sani, il glucosio e la vitamina C sono presenti in concentrazioni normali all’esterno delle cellule nel sangue.

Le barriere cellulari della parete del vaso sanguigno (cellule endoteliali) contengono numerose piccole pompe biologiche che trasportano lo zucchero e la vitamina C in quantità equilibrata dal circolo sanguigno alla parete del vaso.

 

Paziente diabetico.

A causa di un elevato tasso glicemico, nella cellula si verifica una maggiore introduzione di molecole di zucchero e di conseguenza una molto minore introduzione di vitamina C. Lo zucchero si deposita così nelle cellule endoteliali e nella parete del vaso sanguigno.

Al tempo stesso, la carenza di vitamina C provoca uno scompenso nel metabolismo cellulare, con alterazioni della formazione di tessuto connettivo e un ispessimento patologico delle pareti dei vasi.

L’importanza della vitamina C per la creazione di un equilibrio nel metabolismo diabetico

La formazione di un tessuto connettivo sano e resistente dipende direttamente dalla vitamina C e la carenza della vitamina C è una causa diretta delle alterazioni vascolari.

Il rifornimento ottimale delle cellule del corpo con micronutrienti essenziali ha diversi obiettivi, come continueremo a vedere di seguito. Un aspetto importante, in un metabolismo diabetico, è compensare la vitamina C in caso di “spiazzamento” ad opera del glucosio. È così possibile contrastare i gravi danni ai vasi che esitano patologie cardiocircolatorie.

In sintesi i micronutrienti essenziali per il metabolismo diabetico

Un metabolismo diabetico è spesso provocato da una carenza cronica micronutrienti essenziali nel pancreas. Questa carenza di micronutrienti essenziali nelle cellule delle pareti arteriose è caratterizzata da numerose patologie secondarie diffuse nel corpo. Questa condizione metabolica richiede un particolare apporto di importantissimi micronutrienti essenziali .

Vitamina C: compensa lo squilibrio cellulare provocato dall’aumentato tasso glicemico; protegge e stabilizza le pareti arteriose

Vitamina E: protegge dall’ossidazione; protegge le membrane cellulari

Vitamine gruppo B: vettori bioenergetici del metabolismo; migliorano la funzionalità metabolica in particolare nel fegato, la centrale di comando del nostro metabolismo

Cromo: elemento in tracce indispensabile per il metabolismo ottimale di glucosio e insulina in quanto biocatalizzatore

Inositolo: Elemento della lecitina, componente importante per la membrana cellulare; importante per il trasporto metabolico e il rifornimento di nutrienti alle cellule

Colina: elemento della lecitina, importante per il trasporto metabolico e il rifornimento ottimale di nutrienti.

Risultati di uno studio pilota per il controllo naturale del tasso glicemico

In una condizione metabolica diabetica, i micronutrienti essenziali si rendono utili in diversi modi: ottimizzano l’intero metabolismo degli zuccheri e proteggono i vasi sanguigni.

Sintesi dei risultati di uno studio pilota con 10 pazienti diabetici. Il periodo di osservazione dello studio pilota era di 6 mesi. È stata prestata particolare attenzione all’andamento del tasso glicemico e dei valori di HbA1c, con i seguenti risultati:

• riduzione media dei valori glicemici da 155 mg/dl (inizio dello studio) a 120 mg/dl (fine dello studio).

• Riduzione dell’indicatore riferito ai mesi precedenti (HbA1c) nei diabetici del 9,3% in media.

Per ulteriori informazioni in merito allo studio pilota, consultare „Klinische Beweise zur Wirkung von Zell-Vitalstoffen“ (Prove cliniche dell’efficacia delle sostanze vitali per le cellule) della Dr. Rath Education Services B.V.

Indagini scientifiche in merito all’importanza dei micronutrienti

 

Thiamine (Vitamin B1) improves endothelium-depent vasodilatation in the presece of hyperglycemia
Arora S et al; Annals of Vascular Surgery (2006)
In uno studio del George Washington University Medical Center è stata analizzata l’influenza della vitamina B1 sulla vasodilatazione in funzione dell’endotelio. In pazienti con iperglicemia, è stato possibile ottenere un rilevante miglioramento della regolazione dell’ampiezza dei vasi mediante la somministrazione parenterale di 100 mg di tiamina. Questo effetto era documentabile esclusivamente nei pazienti con tasso glicemico eccessivamente elevato. È possibile concludere che un regolare supplemento di tiamina nei pazienti con iperglicemia è in grado di impedire lo sviluppo e la progressione dell’arteriosclerosi.

Third Medical Department, University of Giessen, Germany; Exp Clin Endocrinol Diabetes (1996)
In uno studio in doppio cieco randomizzato di 12 settimane su 24 diabetici affetti da polineuropatia diabetica è stata analizzata l’efficacia del trattamento con una combinazione di benfotiamina (una allithiamina, derivato liposolubile della vitamina B1 con elevata biodisponibilità) e vitamina B6/B12 su parametri obiettivi delle neuropatie. I risultati hanno mostrato un significativo miglioramento della velocità della conduzione nervosa nel nervo peroneale e una tendenza statistica al miglioramento della soglia di percezione vibratoria. I risultati depongono a favore della combinazione di benfotiamina/vitamina B nel trattamento della polineuropatia diabetica.

Magnesium and ascorbic acid supplementation in diabetes mellitus
Eriksson J, Kohvakka A.; Malmi Municipal Hospital, Helsinki, Finland. (1995)
In 56 diabetici in trattamento ambulatoriale è stata valutata l’efficacia dell’acido ascorbico e del magnesio sui processi metabolici. Nell’ambito di uno studio cross-over randomizzato di 90 giorni, sono stati somministrati ogni giorno 600 mg di magnesio e 2 g di acido ascorbico. Con l’impiego di acido ascorbico, si è avuto un miglioramento del tasso glicemico e del valore di HbA1C. Il supplemento di acido ascorbico ha inoltre avuto effetti positivi sui valori dei lipidi nel sangue.

The effect of modest vitamin E supplementation on lipid peroxidation products and other cardiovascular risk faktors in diabetic patients
Department of pediatrics, Lousiana State University Medical Center, Shreveport USA (1996)
Oltre a molti altri fattori, un aumentato tasso di lipidi e perossido lipidico nel sangue costituisce un fattore di rischio essenziale nell’insorgenza di patologie cardiocircolatorie nei pazienti diabetici. Questo studio era mirato a verificare se l’integrazione orale di vitamina E, un antiossidante, aveva effetti sui prodotti della perossidazione lipidica nel sangue e sul profilo lipidico dei pazienti diabetici. A tale scopo, in uno studio clinico in doppio cieco, a 35 diabetici sono stati somministrati per tre mesi capsule di DL-alfa-tocoferolo oppure un placebo. I risultati: rispetto al placebo, l’integrazione di vitamina E nei pazienti diabetici ha ridotto significativamente i prodotti della perossidazione lipidica e il tasso lipidico nel sangue.

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Micronutrienti essenziali nella gestione dei tumori

  • I Meccanismi chiave dello sviluppo del cancro
  • Blocco della metastasi
  • Obbiettivi della Medicina Cellulare
  • Studi e dimostrazione scientifica

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Dati e fatti: i tipi più frequenti di cancro in Germania

• Nel 2002, in Germania sono stati diagnosticati oltre 424.000 nuovi casi di cancro. Gli organi più colpiti sono la mammella, la prostata, l’intestino e il polmone.
• Secondo l’OMS, ogni anno vengono diagnosticati oltre 10 milioni di nuovi casi e si prevede che questo numero raggiunga i 15 milioni entro il 2020

Fattori di rischio che causano la degenerazione cellulare

Lo sviluppo di cellule degenerate non è affatto insolito. Si verifica continuamente nell’arco della nostra vita, ma viene di norma controllato dalle difese dell’organismo.

Tra i fattori di rischio per il danneggiamento di una cellula con relativa degenerazione vi sono:
• Alimentazione errata e carenze nutrizionali.
• Fumo e forte consumo di alcool.
• Fattori ambientali (pesticidi, gas di scarico delle auto, sostanze tossiche).
• Carenza di antiossidanti/stress ossidativo.

Il grado di diffusione delle degenerazioni cellulari maligne è drammaticamente elevato e il cancro continua a mietere ogni anno milioni di vittime in tutto il mondo.

Sebbene la divisione delle cellule sia soggetta a un controllo costante e le cellule degenerate vengano solitamente eliminate da meccanismi di difesa dell’organismo, alcune cellule possono occasionalmente sottrarsi a questi meccanismi di controllo.

Si dividono in modo incontrollato, con la probabilità di formazione di tumori maligni. Si verifica così la prima fase dello sviluppo del cancro.

Meccanismi chiave dello sviluppo del cancro

La degenerazione delle cellule e la loro divisione incontrollata costituiscono la prima fase di una patologia in fase di sviluppo. Il cancro è inoltre caratterizzato da ulteriori fasi decisive che rendono la patologia così aggressiva e pericolosa.

I meccanismi chiave nella crescita e nella diffusione delle cellule tumorali sono:

• Divisione cellulare incontrollata
• Diffusione delle cellule tumorali (metastatizzazione)
• Formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi)
• La vitalita’ (sopravvivenza) delle cellule tumorali

Metastatizzazione: diffusione delle cellule tumorali

La seconda fase dello sviluppo del cancro è costituita dalla metastatizzazione. È questa fase che rende il cancro così pericoloso e mortale. Con la diffusione delle cellule tumorali nell’intero organismo vengono a crearsi ulteriori focolai. Solo raramente un tumore primario mette a repentaglio la vita. Il 90% di tutti i decessi per cancro sono da ricondurre alla metastatizzazione.

Le “forbici tagliacollagene” distruggono il tessuto connettivo.

Le cellule tumorali producono un elevato numero di enzimi (“forbici biologiche” “tagliacollagene”) con le quali tagliano il tessuto connettivo circostante per diffondersi poi nell’intero organismo.

Anche nella difesa dalle infezioni o nell’ovulazione si creano queste forbici biologiche e il tessuto connettivo viene tagliato, tuttavia in condizioni controllate.

Se una cellula di difesa penetra nel tessuto connettivo, questo si richiude e i bloccanti enzimatici dell’organismo neutralizzano le forbici biologiche.

Nelle cellule tumorali, tuttavia, la produzione di forbici biologiche è totalmente fuori controllo e gli agenti bloccanti del corpo non sono più sufficienti ad arrestare questo processo.

Fasi della metastatizzazione

La “digestione” di collagene è una fase decisiva per la diffusione del cancro e la formazione di tumori secondari in altri organi.

 

1° Fase
Con l’ausilio degli enzimi che digeriscono il collagene, la cellula tumorale entra in un vaso sanguigno, e raggiunge così altri organi.

2° Fase
Con l’ausilio degli stessi enzimi che digeriscono il collagene, le cellule tumorali escono di nuovo dal vaso sanguigno e penetrano ad esempio nel tessuto polmonare.

3° Fase: Metastasi polmonare
La cellula tumorale del fegato forma un tumore secondario (metastasi) nel polmone.

Protezione e rafforzamento del tessuto connettivo: blocco della metastasi

• Soprattutto la vitamina C e l’aminoacido naturale lisina, oltre all’EGCG (EpiGalloCatechinGallato = composto polifenolico del tè verde) sono in grado di bloccare gli enzimi delle cellule tumorali che demoliscono il collagene.

• La diffusione della patologia tumorale dipende soprattutto dalla distruzione del tessuto connettivo circostante.

Bloccando gli enzimi che demoliscono il collagene è possibile ostacolare la diffusione delle cellule tumorali.

L’apporto ottimale di vitamina C, lisina e altre sostanze vitali per le cellule è una via scientificamente provata di lotta biologica contro il cancro.

La lisina arresta la distruzione del tessuto connettivo

Nella degenerazione cellulare, il rapporto tra distruzione e rigenerazione del tessuto è a favore della distruzione.

L’apporto ottimale dell’aminoacido lisina è particolarmente importante in quanto:

1. il nostro corpo non è in grado di produrre lisina autonomamente.

2. le cellule degenerate producono costantemente troppi enzimi che distruggono il collagene, con una conseguente carenza relativa dell’„agente bloccante“ lisina.

Un tessuto connettivo forte e resistente blocca la diffusione delle cellule tumorali

L’elemento principale del tessuto connettivo è il collagene, una proteina che lega le cellule del tessuto e conferisce al tessuto connettivo stesso la sua resistenza.

Maggiore è la stabilità del tessuto connettivo, maggiore è la difficoltà che le cellule tumorali incontrano nella loro diffusione nel corpo.

Per la produzione ottimale di molecole di collagene è di enorme importanza la vitamina C, mentre importanti elementi costitutivi del collagene sono gli aminoacidi essenziali lisina e prolina e altri importanti fattori cellulari.

La prolina può essere prodotta dal nostro corpo; per la formazione e la conservazione di un tessuto connettivo resistente, la produzione del corpo è tuttavia spesso insufficiente, soprattutto quando alcune patologie attaccano e indeboliscono il tessuto connettivo.

Prove scientifiche del blocco delle cellule tumorali

Gli esperimenti scientifici condotti presso l’istituto di ricerca del Dr. Rath sono stati eseguiti con cellule tumorali, micronutrienti essenziali e collagene.

Le cellule tumorali della provetta A (senza micronutrienti) sono state in grado di distruggere la matrice di collagene.

Le cellule tumorali della provetta B (con selezionati micronutrienti) non sono riuscite a penetrare nella matrice di collagene.

Le immagini accanto evidenziano la capacità delle cellule tumorali della mammella di penetrare nel tessuto connettivo, senza micronutrienti e con assunzione di tali micronutrienti.

L’immagine A (controllo senza micronutrienti) mostra una libera diffusione, mentre l’immagine B (supplemento contenuto) mostra un significativo arresto.

La diffusione delle cellule tumorali della mammella è stata arrestata al 100% con una combinazione ottimale di sostanze vitali per le cellule.

Angiogenesi: Formazione di nuovi vasi sanguigni

Per sopravvivere e crescere, i tumori con diametro superiore a 0,5 millimetri necessitano di un proprio sistema vascolare per l’approvvigionamento di ossigeno e nutrienti.

I nuovi vasi sanguigni originano da cellule endoteliali che si spostano e si moltiplicano per formare una nuova struttura.

Per mettere in moto questo processo, le cellule tumorali secernono fattori di crescita endoteliali vascolari (VEGF) che provocano la formazione di nuovi vasi sanguigni. Le sostanze vitali per le cellule impediscono la formazione di nuovi vasi sanguigni.

Attraverso il controllo della formazione di vasi sanguigni con l’ausilio micronutrienti essenziali, l’apporto di nutrienti viene interrotto e il tumore viene “affamato”.

I componenti principali della sinergia di micronutrienti essenziali (vitamina C, EGCG, lisina e prolina) hanno ridotto la secrezione di fattori di crescita endoteliali e la migrazione di cellule endoteliali.

La sopravvivenza delle cellule tumorali

Ciascuna cellula dispone nel patrimonio genetico di un “programma” che viene attivato da determinati segnali per avviare la propria morte.

Apoptosi: la morte cellulare programmata.

L’apoptosi è un meccanismo di controllo importante e necessario per il mantenimento di corrette funzionalità organiche; è inoltre una sorta di programma di emergenza quando in una cellula sono presenti segni di mutazione.

Se il patrimonio genetico di una cellula subisce alterazioni insolite, la cellula stessa è programmata per innescare la propria morte. Viene così svolta un’azione protettiva verso le cellule circostanti e l’intero organismo.

A causa della loro degenerazione, le cellule tumorali non reagiscono più a questo segnale. Si moltiplicano senza ostacoli e possono in qualche modo sopravvivere senza limiti.

Le sostanze vitali per le cellule attivano i geni anticancro

L’autodistruzione cellulare (apoptosi) è un meccanismo di protezione fondamentale presente nei geni della cellula. Sebbene le cellule tumorali siano in grado di sottrarsi a questo meccanismo di controllo, l’apporto di micronutrienti produce la riattivazione dei geni che spingono una cella mutata o degenerata all’autodistruzione.

Il meccanismo di controllo dell’apoptosi è regolato da specifici geni. Una elevata attività di questi geni, come si ottiene con l’apporto di sostanze vitali per le cellule, è un’ulteriore fase importante della lotta naturale al cancro.

Può essere considerata antagonista dei geni anticancro (p53, Bax, p21) la proteina Bcl-2 che protegge dall’apoptosi. Un’elevata attività del gene Bcl-2 impedisce il sistema di controllo naturale dell’apoptosi. I micronutrienti essenziali frenano significativamente l’attività degli antagonisti dei geni anticancro.

Sostanze vitali per le cellule per il naturale controllo del cancro Per poter controllare e combattere efficacemente il cancro, il Dr. Rath e il suo team di ricercatori hanno osservato tutti i meccanismi fondamentali dello sviluppo della patologia tumorale. Con la comprensione dei meccanismi di insorgenza ed evoluzione della malattia è stato possibile mettere a punto sinergie di micronutrienti essenziali e intervenire in modo mirato nelle fasi di evoluzione della patologia tumorale.

Obiettivi della medicina cellulare nella lotta al cancro:

• Blocco dell’eccesso di enzimi che digeriscono il collagene.
• Stabilizzazione del tessuto connettivo mediante specifici elementi costitutivi.
• Impedimento della formazione di nuovi vasi sanguigni nel tumore.
• Avvio dell’autodistruzione delle cellule tumorali. Se viene fermato uno solo dei meccanismi chiave dello sviluppo del cancro, la battaglia può essere vinta.

I micronutrienti essenziali intervengono in ogni meccanismo dello sviluppo del cancro.

 

Elementi principali e importanti funzioni della sinergia di micronutrienti per il controllo del cancro

Vitamina C

• Agevola i meccanismi di difesa e l’eliminazione delle cellule malate

• Molecola chiave per la produzione di collagene

Lisina

• Fattore determinante per il blocco delle forbici biologiche

 

Prolina

• Importante elemento costitutivo del collagene

• Importante per la formazione di tessuto connettivo resistente

EGCG

• Frena la nascita e la diffusione delle cellule tumorali

• Importante fattore per la protezione dai danni cellulari

Ulteriori elementi importanti e relative funzioni:

N-acetilcisteina (NAC) è un potente antiossidante e importante per la sintesi del glutatione, un ulteriore antiossidante efficace. La NAC contribuisce a proteggere il tessuto connettivo da una demolizione incontrollata.

– L’arginina migliora la funzionalità del sistema immunitario e frena la proliferazione delle cellule tumorali. Le maggiori concentrazioni di arginina si trovano nel tessuto connettivo.

– Il selenio è un importante componente del sistema di difesa antiossidativo e protegge le cellule dalle sostanze tossiche. È inoltre in grado di reprimere la crescita tumorale e gli stadi precoci della diffusione del tumore.

Il cancro non è più una condanna a morte!

I risultati delle ricerche condotte presso l’Istituto di Medicina Cellulare documentano inequivocabilmente che tutti i tipi di cellule tumorali studiati possono essere arrestati con l’impiego di sostanze vitali per le cellule.

Tra questi:
• Cancro del polmone • Cancro della mammella • Cancro della prostata • Cancro dell’intestino • Cancro del fegato • Cancro della cute • Cancro del pancreas • Cancro delle ossa • Cancro del tessuto connettivo (fibrosarcoma) • Cancro dell’esofago • altri tipi di cancro.

Non vi è tuttavia alcuna garanzia di successo in ogni singolo caso, in particolare quando:
• la patologia tumorale è già in uno stadio avanzato,
• il sistema immunitario del paziente è già debilitato a causa di cicli di chemioterapia.

I Benefici della medicina cellulare nel trattamento del cancro

Farma-medicina

Medicina cellulare

  • Chemioterapia
  • Azione: Distruzione cellulare mediante sostanze tossiche chimiche
  • Orientamento al sintomo: nella maggior parte dei casi, il tumore „scompare“ solo in apparenza
  • Sintetica e con pesanti effetti collaterali
  • Costosa a causa dei diritti di brevetto, il motore dell’investimento farmaceutico nel cancro
  • Come mercato del valore di miliardi, la patologia tumorale viene scientemente non eliminata
  • Obiettivo principale: profitti del settore farmaceutico
  • Sostanze vitali per le cellule
  • Azione: stimolazione e rafforzamento della funzione cellulare
  • Orientamento alle cause: il cancro viene arrestato a livello cellulare
  • Naturale
  • Nessun effetto collaterale
  • Alla portata di tutti, dato che le terapie non sono brevettabili e non sono oggetto di speculazione
  • Con la medicina cellulare, la patologia tumorale viene sradicata nel lungo termine
  • Obiettivo principale: la salute dell’essere umano

Indagini e prove scientifiche sull’importanza dei micronutrienti

 

Suppression of human pancreatic carcinioma cell groth and invasion by epigallocatechin-3-gallat
First Department of Surgery, Kobe University School of Medicine, Kobe, Japan (2002)
Il tè verde è considerato in grado ridurre il rischio di sviluppare diversi tipi di carcinoma. Una serie di studi erano orientati ai possibili meccanismi della prevenzione del cancro mediante estratti di tè, in particolare di polifenoli quali l’epigallocatechin-3-gallato. Il risultato ha evidenziato una significativa riduzione della capacità invasiva di tutte le cellule del carcinoma pancreatico studiate grazie al trattamento con EGCG. L’EGCG può pertanto rappresentare un’importante sostanza inibitrice per i carcinomi pancreatici nell’uomo, riducendone l’effetto proliferativo e invasivo.

Dietary intake of folic acid and colorectal cancer risk in a cohort of women.
Department of Epidemiology and Social Medicine, Albert Einstein College of Medicine, Bronx, NY, USA (2002)
Circa 57.000 donne hanno partecipato nell’arco di anni al “Canadian National Breast Screening Study”, fornendo anche informazioni in merito alla propria alimentazione. Alla fine del 1993, 389 donne del gruppo si erano ammalate di cancro all’intestino. I ricercatori hanno creato un sottogruppo di circa 5.300 donne sane. La loro assunzione di acido folico è stata confrontata con quella di circa 300 donne tra quelle con cancro all’intestino. Le donne che assumevano quotidianamente oltre 367 microgrammi di acido folico presentavano il rischio più basso di ammalarsi di cancro all’intestino.

Chemoprevention of oral cancer by green tea
Department of Oral Biology and Maxillofacial Pathology, School of Dentistry, Medical College of Georgia, Augusta, USA (2002)
È stato stabilito che i polifenoli del tè verde provocano l’apoptosi in numerosi tipi di tumore, anche pertanto nelle cellule del cancro orale. I meccanismi che consentono tuttavia alle cellule normali di sottrarsi all’effetto apoptosico sono ancora oggetto di discussione.
Nell’ambito di questo studio è stata presa in considerazione la crescita cellulare e l’invasione con tentativi di apoptosi al fine di analizzare gli effetti degli estratti del tè verde nei cheratinociti umani normali e nelle cellule del carcinoma orale. I risultati hanno mostrato che il tè verde e i suoi componenti inducono l’apoptosi delle cellule del carcinoma orale. L’EGCG era in grado di arginare la crescita e l’invasione delle cellule del carcinoma orale.

Selenium and Cancer: some nutritional aspects
Alaejos MS; Diaz Romero FJ; Diaz Romero C / Nutrition May 2000
Nei pazienti oncologici, il livello di selenio è inferiore a quello del gruppo di controllo. Un basso livello di selenio è da ricondurre alle carenze nutrizionali osservate in questi pazienti.
Studi epidemiologici indicano che un’elevata assunzione di selenio con l’alimentazione e un alto livello di selenio nell’uomo sono correlati a una bassa mortalità da cancro. La presenza di altri nutrienti nell’alimentazione ricca di selenio può intensificare l’effetto del selenio stesso. Alcuni antiossidanti quali l’acido ascorbico, il retinolo, il beta-carotene, l’alfatocoferolo e alcuni altri fattori presentano un effetto sinergico nella prevenzione del cancro.

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