Urino-terapia, urea nel trattamento del cancro al fegato

(Last Updated On: Marzo 29, 2012)

 

L’urina contiene urea. Secondo gli scienziati, mediamente, in un adulto il 25% dell’urea riesce a penetrare gli intestini, dove viene scomposta in ammoniaca dai batteri intestinali. Una certa quantità di ammoniaca finisce anche nel fegato, dove una parte di essa viene convertita in urea, e un’altra parte viene convertita in glutammina, un aminoacido estremamente utile.

La glutammina, oltre ad avere un effetto curativo su ulcere e ferite nel canale intestinale, è essenziale per il mantenimento e la costruzione di tessuti specializzati, come quelli del cervello, dell’intestino tenue e della mucosa del canale intestinale.

La funzione più importante della glutammina però è la sua capacità di rafforzare il sistema immunitario, e questo potrebbe spiegare perché l’urinoterapia è un metodo di successo in vari trattamenti.

Un’altra applicazione notevole dell’urea è stata trovata dal Professor Evangelos Danopoulos, il quale l’ha utilizzata nel trattamento del cancro al seno, del cancro al fegato, e in diversi altri tipi di cancro.

Danopoulos ha notato che l’urea sembra interrompere la capacità delle cellule tumorali di aggregarsi e uccidere cellule sane sconvolgendo alcune delle loro normali attività metaboliche. Egli ha sperimentato iniezioni di urea miscelata con una soluzione salina vicino al cancro della pelle e come trattamento del cancro al seno. Ha condotto ricerche sulla urea sciolta in acqua potabile, al fine di combattere il cancro al fegato, riportando risultati positivi.

Nel 1969, Danopoulos hanno condotto uno studio sul trattamento del cancro del fegato con urea per via orale, in cui si è manifestata una regressione.

I tempi di sopravvivenza sono stati molto più lunghi rispetto a quelli riportati per pazienti simili trattati con chemioterapia.

L’urea è stata ben tollerata e non ha causato effetti collaterali, anche dopo anni di trattamento.

L’urea è tossica per molti tipi di differenti cellule tumorali. Tuttavia, poiché i reni espellono rapidamente l’urea, è impossibile ottenere concentrazioni adeguate nella maggior parte dei tessuti del corpo dopo la somministrazione orale o endovenosa. L’unica eccezione è il fegato, perché l’urea somministrata oralmente raggiunge il fegato in alte concentrazioni attraverso la vena porta.

L’urea è facilmente solubile in acqua e viene smaltita velocemente attraverso il sangue e le urine; a causa della sua breve emivita, deve essere somministrata frequentemente durante la giornata.

Essa ha un sapore amaro, mascherabile  in succo di frutta o pomodoro, oppure sciogliendo la dose totale giornaliera in 1-2 litri di acqua. Le persone che stanno assumendo urea hanno spesso livelli elevati di azoto ureico nel sangue. Se il medico non viene informato, potrebbe erroneamente pensare a insufficienza renale laddove il paziente sta invece bevendo la propria urina. Nonostante elevati livelli di azoto, l’urino-terapia non sembra avere effetti deleteri sui reni. Sebbene l’urea sia poco costosa, sicura, e a quanto pare efficace contro il cancro al fegato, questo trattamento ha ricevuto scarsa attenzione tra gli oncologi.

Danopoulos, E.W. (1974). Letter: Regression of liver cancer with oral urea. Lancet, 1(7848) Jan. 26, 132.

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Danopoulos ED, Danopoulou IE. Related Articles, Links Eleven years experience of oral urea treatment in liver malignancies. Clin Oncol. 1981 Dec;7(4):281-9. PMID: 6274553 [PubMed]

Danopoulos ED, Danopoulou IE. Related Articles, Links The results of urea-treatment in liver maligancies. Clin Oncol. 1975 Dec;1(4):341-50. PMID: 174859 [PubMed]

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