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Cos’è il Taoismo – La logica dell’unità applicata al vivere

Cos'è il Taoismo La logica dell'unità applicata al vivere

Cos’è il Taoismo – La logica dell’unità applicata al vivere

Il Taoismo è una dottrina, un pensare filosofico orientato verso il misticismo, sedimentato in tempi remoti in Cina e conosciuto in Occidente soprattutto grazie a un libro tanto breve quanto particolare: Dao dejing (Tao Te Ching) Il libro della Via e della Virtù.

Taoismo deriva da TAO e l’ideogramma Dao o Tao, che lo rappresenta, viene tradotto in molti modi. Può indicare una testa di un principe o forse di un mago, che camminando dà avvio a un cambiamento della realtà. Passi che iniziano un viaggio e percorrono la Via.

Via diviene allora il principio da seguire per poter trovare il proprio posto nel mondo. Non si diviene, si è: si è quello che si è ad ogni passo, passo dopo passo.

L’essere umano dunque, agendo, modifica la realtà.

Camminando si percorre la propria strada e si fa esperienza dell’essere un tutt’uno con l’ambiente, con Cielo/Terra anch’essi soggetti a incessanti cambiamenti e trasformazioni.

Si dice che ogni respiro ci modifichi. Per i Taoisti Tao significa “la Via che l’universo segue”, una via principale dunque ma anche un metodo che applicato alla medicina tradizionale cinese (M.T.C.) nell’arte dell’agopuntura, diventa l’insieme ordinato dei movimenti della vita.

Uomo Cielo e Terra sono una cosa sola: uomo e cosmo sono inscindibili.

Filosofia Taosita MTCIn questa visione troviamo il concetto di olismo e di connessione universale tra tutte le parti: in altre parole l’essere umano forma un tutt’uno con l’ambiente circostante, entrambi fanno parte della realtà del TAO, come organi di un solo corpo, di un Ordine Universale permanente e onnipresente.

Questa Realtà prima viene definita come un’armonia di contrari (yin e yang) impossibile da definire e perciò detta ‘il Non nominabile’.

Si dice che Lao Tseu, (IV sec. a.C.) tra i grandi della letteratura taoista, in fuga dalla confusione e dalla pochezza del mondo, abbia lasciato scritto nel famoso libro ‘Tao Te Ching’ molti di questi insegnamenti.

Il taoista appare molto lontano dall’impassibilità buddica: sofisti, ribelli e poco interessati alle convenzioni sociali, continuano ad intrigare con la loro logica che cerca di ricondurre tutto all’Unità.

Ciò che è calmo si mantiene facilmente.

Ciò che non è ancora apparso si previene facilmente.

Ciò che è fragile fonde facilmente.

Ciò che è minuto si disperde facilmente.

Agisci prima che qualcosa sia; crea l’ordine prima che ci sia disordine.

Un albero dello spessore di due braccia è nato da un pezzetto di filo; una torre di nove piani è uscita da un mucchio di terra; un viaggio di mille leghe ha inizio da ciò che sta sotto i piedi.

Gli uomini, nel trattare i loro affari, spesso li rovinano quando sono sul punto di riuscire.

Veglia sulla fine come sull’inizio; allora nessun affare rovinerà.

Perciò il Santo desidera di non-desiderare e non dà valore ai beni difficili da ottenere. Egli si applica a non studiare e torna nel punto che tutti oltrepassano.

Così egli sostiene il corso naturale dei diecimila esseri senza osare agire. [*]

* Tao Te Ching’ a cura di J. J. L. DUYVENDAK – Biblioteca Adelphi n°46 – Cap 64

A cura di Mara Ciaschini Piot

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