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Farmaci per la pressione che fanno ingrassare e possibili alternative

In questo periodo (sarà la primavera…) diverse e-mail giungono in redazione con richieste di aiuto per dimagrire; tra queste, c’è sovente un punto in comune: la pillola per la pressione.

E’ abbastanza scioccante notare come sempre più spesso, già dopo i 30 anni, molte persone sono costrette a ricorrere ai farmaci per la pressione alta. Quello che però la medicina ufficiale cura sono solo i sintomi dell’ipertensione.

Con il farmaco, la pressione sanguigna viene riportata ai suoi valori normali attraverso meccanismi artificiali che, prima o poi, causano nuovi disturbi e nuovi problemi di salute.

Effetti collaterali: rallentano il metabolismo e fanno ingrassare

E’ noto che nel lungo termine, i principi attivi come l’atenololo (Tenormin) e metoprololo, meglio conosciuti come beta-bloccanti, hanno l’effetto collaterale di smorzare la capacità del corpo di bruciare calorie e grassi.

I beta-bloccanti non sono gli unici farmaci che favoriscono l’aumento di peso. Antidepressivi, corticosteroidi e alcuni farmaci per il diabete sono tra gli altri responsabili di quesi fatidiosi chili di troppo che non vanno via nonostante la dieta ferrea e la palestra.

Una nuova indagine (1) sui farmaci antiipertensivi, condotta in Australia su più di 11.400 adulti con ipertensione arteriosa e / o diabete, ha scoperto che le persone che facevano uso di beta-bloccanti avevano un giro vita più largo e una media di 11/25 chili di sovrappeso.

Inoltre, i ricercatori, guidati dal dottor Paul Lee del St. Vincent Hospital di Sydney, hanno misurato con un calorimetro 30 pazienti ipertesi dopo un pasto. Risultato: le persone in cura con beta-bloccanti in generale bruciano meno calorie e grassi.

Che cosa fare?

L’esercizio e la combustione di calorie possono essere più difficili per le persone che fanno uso di beta-bloccanti, quindi, dieta ed esercizio fisico potrebbero rivelarsi approcci insufficienti benché importanti.

Affrontare il problema dell’ipertensione in modo diverso.

L’ipertensione è solo un sintomo e la medicina tradizionale non agisce sulla causa.

Per trattare l’ipertensione, l’Istituto di Ricerca del dott. Rath ha messo a punto un approccio naturale e privo di effetti collaterali.

Una specifica associazione sinergica di micronutrienti, da affiancare al farmaco nelle fasi iniziali, è stata clinicamente testata per sostenere il riequilibrio dei valori pressori.

La risposta e i tempi per stabilizzare i risultati sono soggettivi, e naturamente è utile rivedere alcuni aspetti dello stile di vita e la dieta, senza abbandonare il farmaco, fintanto che i valori non si normalizzeranno.

Il medico potrà decidere inseguito di ridurre il farmaco, a seconda dei miglioramenti effettivamenti ottenuti.

I tempi di reazione alla micronutrizione sono lenti e soggettivi e per un risultato definitivo possono volerci 6/9 mesi di regolare impengo. Tuttavia non mancano risultati intermedi, come puoi leggere alla pagina delle testimonianze.

Risorsa gratuita per conoscere la ricerca del dott. Rath sulle cause dell’ipertensione.

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Riferimenti:

1. Nature.com

 

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