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Antiossidanti riducono ipertensione e rischio di ictus

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Man mano che si invecchia, la pressione arteriosa in genere tende a salire, aumentando il rischio di infarto e ictus.

I medici e le grandi industrie farmaceutiche pensano di aver trovato la risposta a questo problema, prescrivendo una serie di farmaci fino ad ottenere il risultato artificiale desiderato.

La ricerca ha dimostrato che normalizzare la pressione sanguigna utilizzando i farmaci non è paragonabile all’effetto benefico pleiotropico dei micronutrienti nutraceutici sul metabolismo cellulare, soprattutto nelle fasi precoci dell’ipertensione.

In effetti, l’uso di farmaci per abbassare la pressione può contribuire a una serie di effetti collaterali dannosi, compresa la morte.

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Favorisce il rendimento fisico e le funzioni della muscolatura liscia coinvolta nell’afflusso di sangue agli organi e nella regolazione della pressione.

Fortunatamente è possibile usufruire della natura e dei suoi tesori: antiossidanti ricavati da frutta e verdura, combinazioni di nutraceutici da piante specifiche, possono ridurre drasticamente il rischio di infarto e ictus.

I danni ad alcune proteine favoriscono l’ipertensione

Per la prima volta, i ricercatori hanno scoperto la vera causa di fondo dell’alta pressione sanguigna e il modo migliore per alleviare il problema alla radice.

Il risultato di uno studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha dimostrato che una proteina regolatrice con funzioni di controllo della pressione arteriosa subisce l’usura causata dai radicali liberi.

La proteina angiotensinogena, una volta danneggiata dall’assalto dei radicali liberi, non è più in grado di svolgere la sue “mansioni”, dando così origine all’elevarsi della pressione.

I ricercatori hanno scoperto che bassi livelli di antiossidanti sono stati indicativi dell’aumento della pressione sanguigna.

L’insufficiente circolazione di antiossidanti consente il prodursi di danni alle molecole proteiche angiotensinogene e con ciò la perdita di regolazione della pressione sanguigna.

Lo studio ha scoperto inoltre, che non è sufficiente aumentare gli antiossidanti per ottenere livelli effettivamente bassi di pressione, ma che altri fattori attenuanti come lo stress, il sovrappeso e la resistenza all’insulina generano alti livelli di danno cellulare da parte dei radicali liberi.

E’ infatti l’ossidazione del colesterolo che produce i depositi di placca nelle arterie, non il colesterolo alto.

Quando questi fattori sono stati affrontati e controllati, una maggiore assunzione di antiossidanti, da fonti alimentari naturali e da integratori alimentari, si è dimostrata efficace nell’abbassare i livelli di pressione sanguigna.

Gli antiossidanti abbassano il rischio di ictus del 60%

L’ictus è una delle principali cause di disabilità e mortalità nella società occidentale, in gran parte a causa dei danni alla delicata rete vascolare e al movimento di coaguli di sangue attraverso il corpo.

I radicali liberi rendono instabile e infiammato il delicato rivestimento endoteliale dei vasi sanguigni, aumentando notevolmente il rischio di ictus ischemico.

Uno studio pubblicato nel Journal of Nutrition ha scoperto che gli individui con più elevate quantità di antiossidanti in circolo nel corpo hanno avuto il 60% di probabilità in meno di soffrire di un ictus. La vitamina C riduce il rischio del 40%.

Acido lipoico: antiossidante per ringiovanire

Le funzioni del corpo umano e l’attività dei mitocondri cellulari generano grandi quantità di radicali liberi che causano danni nei processi metabolici.

I mitocondri sono le strutture di produzione di energia in ogni cellula e sono particolarmente vulnerabili ai danni dei radicali liberi.

I dettagli di uno studio pubblicato negli Annali della New York Academy of Science ha dimostrato come l’acido lipoico sia in grado di prevenire i danni ai mitocondri, fornendo un potente scudo antiossidante alla struttura cellulare.

La forma `R-lipoico` è più efficace.

La produzione di energia nel nostro corpo genera un gran numero di radicali liberi, noti per essere la causa di invecchiamento e di patologie croniche quali cardiopatie, ipertensione e ictus.

Oltre a controllare fattori esterni come lo stress, il peso e la resistenza all’insulina, aumentando gli antiossidanti da alimenti crudi e integratori è dimostrato come si rallenti il processo di invecchiamento e si riduca notevolmente il rischio di malattie.

La vitamina E può ridurre la pressione arteriosa negli ipertesi lievi

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Favorisce il rendimento fisico e le funzioni della muscolatura liscia coinvolta nella regolazione della pressione e nell’afflusso di sangue agli organi.

In uno studio clinico condotto in triplo cieco controllato con placebo su 70 soggetti dai 20 ai 60 anni, sono stati identificati gli effetti dell’attività antiossidante della vitamina E sulla pressione sanguigna e sulla frequenza cardiaca nei pazienti con ipertensione lieve.

Si è scoperto che l’integrazione di 200 UI al giorno di vitamina E può essere efficace in pazienti ipertesi lievi, nel lungo termine, probabilmente a causa di una miglior produzione di ossido nitrico, migliorando i valori dell pressione sanguigna.

Per concludere

Ciò a cui i ricercatori in genere non fanno mai riferimento è che il movimento cardiaco genera usura. Così come genera usura lo stress mal gestito che riduce la longevità.

Se il corpo non dispone di micronutrienti in quantità sufficiente per il mantenimento, ad esempio, dei tessuti connettivi, si attivano meccanismi di sopravvivenza per il mantenimento dell’omeostasi. Tra questi: la riparazione biologica dell’endotelio con molecole di colesterolo e calcio.

Riferimenti

http://jama.ama-assn.org/content/304/1/61.short
http://www.sciencedaily.com/releases/2012/04/120418111810.htm
http://jn.nutrition.org/content/early/2010/11/24/jn.110.125120.abstra…
http://www.nature.com/ajh/journal/v23/n9/full/ajh2010114a.html
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20716298
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12463106

 

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