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Latte e latticini sotto accusa per fratture e perdita di densità ossea

Latte e latticini nell’alimentazione sono stati associati ad un aumento delle fratture in diversi studi.

L’Harvard Nurses’ Health Study (1) ha seguito clinicamente un gruppo di oltre 75.000 donne, per dodici anni, e non ha evidenziato alcun effetto protettivo del latte sul rischio di frattura.

Anzi, la maggiore assunzione di calcio da latticini è stata associata ad un elevato rischio di frattura.

Uno studio (2) australiano ha mostrato gli stessi risultati. Inoltre, altri studi (3 – 4) non hanno riscontrato alcun effetto protettivo, a livello osseo, del calcio da latte, formaggio e yogurt.

Il latte di mucca e i suoi derivati, così come lo zucchero e la carne, tendono a creare nel corpo un pH acido costringendo il corpo ad attivare meccanismi di compensazione.

I neonati, che fino a 20 mesi sono privi di succhi gastrici, riconoscono e rifiutano immediatamente un pH acido nel latte materno, come dimostra questo studio del 1992 (5).

Normalmente il pH del latte materno è alcalino e rimane tale durante la digestione.

La sigla pH sta per pondus hydrogenii, (“la forza dell’idrogeno”) e si rappresenta su una scala da 1 a 14, dove 7 indica una condizione neutra. Valori da 1 a 6 sono considerati acidi e valori da 8 a 14 sono considerati basici o alcalini.

Scala acido-alcalinoPer farla semplice, hai presente cosa accade quando un elemento a pH acido come l’aceto incontra il calcare del tuo lavandino?

Il calcare è calcio, quindi si scioglie proprio come il guscio di un uovo, proprio come il calcio delle tue ossa.

L’acido citrico può fluidificare il sangue nel corso del tempo se consumato in grandi quantità.

Tuttavia, coloro che hanno uno stomaco molto acido dovrebbero evitare grandi quantità di sostanze acide come il limone o la vitamina c pura, perché il corpo non è in grado di abbattere l’acidità molto velocemente.

Aceto (di mele non filtrato – deve contenere potassio)

Prova ad esaminare, con una cartina tornasole (si acquistano in farmacia), la tua urina, prima e due ore dopo aver assunto 2/3 cucchiai di aceto, noterai che da acida la tua urina diventa più alcalina.

Due cucchai di aceto di mele la sera prima di andare a letto possono aiutare la perdita di peso.

Testa inoltre anche l’urina del mattino e della sera: i livelli normali per la mattina si aggirano tra 6.5 e 7.35, mentre per la sera tra 7.00 e 8.00. Al di sotto di 6.5 il pH tende ad essere troppo acido e può essere rischioso per la salute in generale, diventa un terreno fertile per osteoporosi, calcoli, infiammazioni, infarti, ictus, tumori. ecc. ecc..

Latte e latticini nel mantenimento del pH fisiologico

Latte e latticini possono acidificare il pH del corpo, innescando una correzione biologica.

Il calcio è un eccellente neutralizzatore dell’acido e le ossa sono il più grande deposito di calcio nel corpo.

Ecco che il calcio delle nostra ossa viene utilizzato per neutralizzare l’effetto acidificante del latte.

Una volta che il calcio estratto delle ossa ha riportato il pH ad un livello alcalino, lascia il corpo attraverso l’urina, ed il risultato finale è un deficit di calcio

Sapendo questo, comprendi perché le statistiche dimostrano che i paesi con il più basso consumo di prodotti lattiero-caseari hanno anche la più bassa incidenza di fratture nella popolazione.

Detto questo, favoriscono la perdita di calcio e aumentano l’infiammazione:

i latticini, le bevande gasate a base di cola, i dolci e lo zucchero, fumare, i farmaci, la carenza di movimento, scarso apporto di verdura.

Proprio come nell’immagine qui sotto un pH Acido nel corpo depaupera il tuo organismo di minerali, calcio compreso.

Latte e latticini sotto accusa per fratture e perdita di densità ossea 1 -

L’Ambiente acido nel corpo non solo favorisce la perdita di calcio, ma può rendere inefficace l’integrazione di calcio.

Latte e latticini sotto accusa per fratture e perdita di densità ossea 2 -

Riferimenti

1. Feskanich D, Willet WC, Stampfer MJ, Colditz GA. Milk, dietary calcium, and bone fractures in women: a 12-year prospective study. Am J Public Health 1997;87:992-7.

2. Cumming RG, Klineberg RJ. Case-control study of risk factors for hip fractures in the elderly. Am J Epidemiol 1994;139:493-505.

3. Huang Z, Himes JH, McGovern PG. Nutrition and subsequent hip fracture risk among a national cohort of white women. Am J Epidemiol 1996;144:124-34.

4. Cummings SR, Nevitt MC, Browner WS, et al. Risk factors for hip fracture in white women. N Engl J Med 1995;332:767-73.

5.”Pediatrics”; Infant Acceptance of Postexercise Breast Milk; Janet Wallace, et al.; June 1992

 

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