329 0194373 CONTATTI
Pastorizzazione a freddo: le radiazioni nucleari sul cibo, gli effetti e come difendersi. 1 -

Pastorizzazione a freddo: le radiazioni nucleari sul cibo, gli effetti e come difendersi.

Pastorizzazione a freddo: le radiazioni nucleari sul cibo, gli effetti e come difendersi. 2 -Tra i vari trattamenti utilizzati per la conservazione e la sterilizzazzione degli alimenti esiste da molti anni l’irradiazione. Si tratta di radiazioni nucleari (cobalto-60), che, a detta della FDA e di altri organismi di controllo, sono un metodo sicuro per conservare le verdure e la frutta più a lungo (ad esempio, per evitare la germogliazione) e per sterilizzare contro l’E. Coli e altri batteri e parassiti patogeni.

Il livello di radiazioni gamma utilizzato sugli alimenti va da 1 kiloGray (pari a 2.500.000 radiografie del torace, 166 volte la dose letale) a 30 kiloGray (75.000.000 radiografie del torace o 4980 volte la dose letale). Non stiamo parlando di dosaggi leggeri…Abnormi quantitativi di radiazioni sarebbero dunque sicure per trattare ciò che mangiamo?? Di seguito un elenco degli alimenti tra i più bombardati:

Carne di maiale, molluschi (ad esempio ostriche, vongole, cozze, capesante), condimenti vegetali (essiccati), ortaggi e legumi (freschi), enzimi, frutta, spezie ed erbe aromatiche, pollame, carni di pollame (separate meccanicamente), carne rossa e carne rossa (congelata), guscio delle uova, germogli.

Dove si praticano le irradiazioni nucleari sul cibo?

Elenco degli impianti di irradiazione alimentare nell’UE – dati relativi al 2004 (fonte ourfood .com):

– Belgio
IBA Mediris SA – irradiante per gamberi, cosce di rana, erbe, verdure surgelate, formaggi, uova, pollame / selvaggina, carne, pesce, frutta secca, amido, plasma, piatti pronti.

– Repubblica Ceca
Nessun dato disponibile sugli impianti esistenti. Alimenti trattati: erbe aromatiche essiccate, spezie e condimenti vegetali, albume d’uovo. Irradiati 460 tonnellate di alimenti.

– Germania
Quattro impianti di irradiazione autorizzati: – Gamma Service Produktbestrahlung GmbH, Radeberg irradia legumi secchi, erbe e spezie, altri prodotti alimentari (semi di guaranà), totale di 342 tonnellate. – Beta-Gama Service GmbH & Co.KG, Whiel, irradia granulato di funghi, materie prime vegetali (prezzemolo, aneto, coriandolo), polvere di sedano spinaci in polvere, rafano, prezzemolo. Totale di 24 tonnellate. – Isotron Deutschland GmbH, Allershausen irradia condimenti, erbe, in totale: 429 tonnellate. – Gama-Service GmbH & Co KG, Bruchsal.

– Spagna
Due impianti autorizzati per l’irradiazione degli alimenti.

– Francia
Ci sono sette impianti autorizzati all’irradiazione di prodotti alimentari: Erbe aromatiche, spezie e condimenti vegetali, erbe surgelati, legumi secchi e frutta, gomma arabica, caseina, caseinati, carni separate meccanicamente di pollame, frattaglie di pollame, cosce di rana congelate, gamberi, per un totale di 1.800 tonn.

– Ungheria
Nel 2004 non c’era nessun impianto. Nessuna informazione è stata fornita.

– Italia
Nessuna informazione è stata data.

– Paesi Bassi
Sono presenti due strutture autorizzate. Uno in Ede e uno a Etten-Leur. Alimenti irradiati nel 2004: Spezie ed erbe aromatiche, verdure disidratate, carne di pollame (congelata) parti rana, albume d’uovo (raffreddato), alimenti destinati all’esportazione verso i paesi terzi. Totale irradiato nel 2004: 768 tonnellate di cibo.

– Polonia
Due impianti autorizzati: Istituto di Chimica e tecnologia nucleare di Varsavia, irradiati: spezie, erbe, verdure disidratate e funghi secchi, per un totale nel 2004 di 680 tonnellate. Istituto di radiazioni e Chimica Applicata dell’Università Tecnica di Lodz. Spezie irradiate nel 2004: totale di 47,8 tonnellate.

– Il Regno Unito Dispone di un solo impianto autorizzato.
E’ stata approvata la pastorizzazione a freddo o irradiazione anche nei paesi come il Pakistan, la Costa Rica, l’Uruguay, per cui la maggior parte della frutta esotica subisce l’irradiazione prima di raggiungere i nostri supermercati.

Effetti collaterali dell’irradiazione degli alimenti

L’irresponsabile promozione di questo processo, oltre alla distruzione di gran parte del contenuto vitaminico, che nelle verdure e nella frutta è reso già scarso dalla mancata maturazione per esposizione solare e dallo sfruttamento dei terreni agricoli, produce anche una serie di sottoprodotti tossici negli alimenti trattati:

– formaldeide,

benzene,

acido formico e prodotti radiolitici come il 2-alklycyclobutanone, sostanze che hanno dimostrato di essere citotossiche (ovvero danneggiano le cellule), genotossiche (che danneggiano il DNA), e cancerogene (provocano il cancro) in provetta e sugli animali.

Inoltre, le radiazioni gamma aumentano l’allergenicità delle proteine alimentari e questo effetto collaterale è stato riscontrato anche con radiazioni a basso dosaggio.

Perchè nonostante tutto le autorità puntano a far conoscere solo gli effetti positivi di questi trattamenti, omettendo di considerare e di informare ma anche di indagare a fondo gli effetti collaterali per l’essere umano delle radiazioni?

Le ragioni che spingono alla diffusione dei trattamenti a base di radiazioni nucleari malsane e pericolose sono essenzialmente 3:
1) proteggere la redditività delle grandi società proprietarie di allevamenti intensivi, che in questo modo sopperiscono alla resistenza agli antibiotici di alcuni batteri,

2) favorire i profitti delle grandi imprese attraverso la globalizzazione e la distribuzione dei loro prodotti a scapito del produttore locale (ad es.: la patata spagnola irradiata e senza germogli piuttosto che quella del contadino sotto casa);

3) cercare di far percepire l’energia nucleare come sicura per la comunità.

Come riconoscere ed evitare gli alimenti irradiati?

Purtroppo non abbiamo nessuna certezza che il cibo in bella mostra sui banchi del supermercato non sia stato irradiato. Anche se tra i requisiti dei prodotti alimentari irradiati venduti nei negozi vige l’obbligo di etichettatura con il simbolo internazionale esposto qui a fianco, i controlli sono particolarmente scarsi in questo senso e la cucina del ristorante così come i prodotti alimentari trasformati contenenti ingredienti irradiati non sono tenuti per legge ad essere etichettati come tali.

L’unico modo per evitare alimenti irradiati, geneticamente modificati o trattati con organismi pericolosi è acquistarli biologici oppure coltivati con il sistema della lotta integrata dal contadino più vicino a casa. Imparare ad acquistare non è solo sinonimo di salute ma anche un modo di esprimere il proprio voto contro un certo tipo di politica che, come possiamo vedere in questo periodo particolare di crisi, è tesa a gratificare le tasche di pochi ed è sempre più incurante della salute pubblica e del territorio pubblico.

Proteggere le cellule del corpo dalla mutazione genetica

Le OPC o Proantocianidine Oligomeriche insieme al rosmarino e ad altri antiossidanti favoriscono nel corpo la formazione di cellule sane e contribuiscono a proteggerci dalle radiazioni.

 

Fonti
http://www.fda.gov/Food/ResourcesForYou/Consumers/ucm261680.htm

I commenti sono disabilitati.