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Vitamine D e K riducono rischio di aterosclerosi

Vitamine D e K dimostrano di ridurre la calcificazione e l’irrigidimento arterioso o aterosclerosi, in studi condotti sull’uomo.

La rigidità arteriosa e i depositi di calcio non dipendono dai livelli di colesterolo (3,4) e sono molto più pericolosi dei depositi vascolari costituiti da materiale lipidico.

I depositi arteriosi di tipo lipidico sono altamente dinamici: possono progredire, stabilizzarsi o regredire a seconda dell’ambiente ematico circostante (58,59).

Al contrario, i depositi vascolari di calcio tendono ad essere statici e quindi a progredire: un fenomeno che potenzialmente riguarda tutti e può esacerbarsi con l’utilizzo continuativo di farmaci che riducono il colesterolo (60,61).

La perdita di elasticità delle arterie, dovuta ad un eccesso dei depositi di calcio, danneggia i capillari e impedisce una corretta regolazione del flusso sanguigno e della pressione (3).

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L’irrigidimento arterioso può portare danni agli organi (5), che riconosciamo come infarti e ictus (1,2), declino cognitivo, demenza, insufficienza renale e una miriade di altri disturbi legati all’età (8,10,11).

Gli studi dimostrano che le vitamine D e K svolgono un ruolo essenziale nel rallentare e persino nel prevenire la rigidità vascolare (6-8,).

In questo articolo, esamineremo come le vitamine D e K collaborano per ridurre l’aterosclerosi, riducendo anche i disturbi degenerativi associati.

I pericoli della rigidità arteriosa

Le arterie sane sono costituite da pareti multistrato in grado di restringersi o dilatarsi in risposta a stimoli ormonali e necessità organiche.

Gli scienziati studiano da decenni lo strato più interno dell’arteria, l’endotelio, nel tentativo di comprendere l’aterosclerosi e le malattie cardiovascolari. Di recente, è stato riconosciuto il ruolo dannoso del glucosio, dell’infiammazione e di una serie di molecole di segnalazione (9).

Nuovi dati mostrano che, oltre all’endotelio, anche lo strato medio e muscolare delle arterie è strettamente coinvolto nelle anomalie del flusso sanguigno (8,10,11).

La rigidità arteriosa è stata ora identificata come un fattore chiave (12-16) che contribuisce allo sviluppo e al peggioramento di svariate condizioni cliniche (17,18) , tra cui:

  • Ipertensione
  • Attacco cardiaco
  • Ictus
  • Patologie renali (inclusa la malattia renale allo stadio terminale)
  • Patologie epatiche (in particolare epatopatie grasse non alcoliche o NAFLD)
  • Diabete di tipo II
  • Declino cognitivo
  • Malattia della sostanza bianca cerebrale (leucoaraiosi)
  • Disturbi neurodegenerativi (p. Es., Alzheimer, Parkinson)

L’ipertensione alimenta un circolo vizioso, perché non è solo la principale conseguenza della rigidità delle arterie, ma ne è anche la causa (15,18,19).

Cause di aterosclerosi e depositi di calcio

I fattori che contribuiscono maggiormente alla rigidità arteriosa sono l’età e il diabete di tipo 2 (18,20-22).

La calcificazione inizia quando il calcio presente nel sangue si deposita nelle pareti vascolari, portando a un progressivo indurimento dei vasi (10,23).

Sempre più ricercatori conducono indagini sullo stile di vita e sui fattori nutrizionali che contribuiscono allo sviluppo di aterosclerosi, soprattutto in ottica di prevenzione (14,24,25), settore in cui le vitamine D e K sembrano avere effetti convincenti.

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Le vitamine D e K collaborano nel mantenere la salute cardiovascolare e la salute dello scheletro

Entrambe le vitamine D e K svolgono ruoli critici nel metabolismo del calcio.

Calcio e indurimento delle arterie: ruolo vitamine D e K

La vitamina D svolge molteplici funzioni, tra cui quella di messaggero chimico per cui viene definita un ormone.

Essa favorisce l’equilibrio dei livelli di calcio nel sangue rendendolo disponibile alle cellule e anche alle ossa.

La vitamina K, invece, è essenziale per tenere il calcio lontano dai tessuti molli, tra cui le arterie. In particolare, la vitamina K modifica proteine specifiche delle pareti arteriose, rendendole resistenti al legame con il calcio. Questo processo previene la calcificazione e l’irrigidimento arterioso (26).

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La vitamina K promuove la corretta deposizione di calcio nelle ossa e, di recente, si è scoperto che potrebbe anche prevenire l’osteoporosi (26).

Sta diventando sempre più chiaro che sono necessarie entrambe le vitamine D e K per la salute cardiovascolare e la prevenzione dei disturbi associati all’ indurimento delle arterie.

Vitamina D e elasticità arteriosa

Nuovi studi suggeriscono che livelli ematici insufficienti di vitamine D e K accelerano le malattie cardiovascolari e possono contribuire all’indurimento arterioso (27-29).

Bassi livelli di vitamina D riguardano il 70% della popolazione mondiale e sono stati associati all’insorgenza e al peggioramento dell’ ipertensione, del diabete tipo 2 e della sindrome metabolica, una condizione pre-diabetica (30,31,32,33).

Siccome i livelli ematici di vitamina D dipendono per il 90% dall’esposizione solare, l’integrazione orale si è dimostrata efficace nel prevenire e alleviare le malattie cardiovascolari, in particolare in alcuni gruppi ad alto rischio: diabetici, anziani, persone giovani in sovrappeso e/o scarsamente esposte alla luce solare diretta (33,34).

Le prove cliniche mostrano miglioramenti molto interessanti

In uno studio sul diabete tipo 2, alcuni pazienti sulla cinquantina sono stati selezionati a caso per formare due gruppi: uno per ricevere un placebo, l’altro per ricevere 1.000 UI di vitamina D al giorno (34). Dopo un anno, coloro che avevano ricevuto la Vitamina D hanno avuto una diminuzione della rigidità arteriosa dell’aorta. Nessun miglioramento è stato rilevato nel gruppo placebo (34).

Un altro studio ha esaminato alcuni adulti con elevata pressione sanguigna e carenti di vitamina D. In seguito all’assunzione di 4.000 UI di vitamina D3 al giorno per 6 mesi, è stata riscontrata una riduzione del 12,3% della rigidità arteriosa. Nessun cambiamento è avvenuto nel gruppo di controllo che invece aveva ricevuto 400 UI/die (31).

Uno studio danese condotto nei mesi invernali, ha dimostrato che 3000 UI di vitamina D3 hanno ridotto la pressione sistolica e diastolica in soggetti con livelli ematici insufficienti (< 32 ng/mL ) (30).

Numerosi studi hanno confermato la capacità delle vitamine D e K di ridurre la rigidità arteriosa in popolazioni sane e ad alto rischio (27,29,35).

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RACCOMANDAZIONI

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Protezione “teflon” per le arterie

La vitamina K è necessaria per l’attivazione di una biomolecola denominata proteina Gla di matrice (MGP: Matrix Gla-Protein), che inibisce i depositi di calcio nelle pareti delle arterie (23,26,36,37).

Senza una quantità sufficiente di vitamina K, la proteina Gla della matrice non si attiva (26,36,37).

La vitamina K è quasi assente negli alimenti trasformati (26) e l’assunzione insufficiente di vitamina K è stata collegata direttamente ad un aumento dei marker di rigidità delle arterie, specialmente negli anziani (38).

Studi condotti su animali e sull’uomo mostrano chiaramente che l’integrazione con vitamina K aiuta a prevenire o ridurre la rigidità arteriosa.

Approfondimento sulla vitamina K: gruppo di molecole simili ma non uguali

La vitamina K rappresenta un gruppo di 3 tipologie di molecole:

– vitamina K1 (fillochinone),
– vitamina K2 (menachinone),
– vitamina K3 (Menadione idrosolubile).

La vitamina K1 (fillochinone) è di origine vegetale (broccoli, spinaci, bieta e altre verdure a foglia verde), ed è quella che principalmente interviene nei processi di coagulazione del sangue.

La vitamina K2 (menachinone) è di origine batterica, favorisce l’assorbimento della microflora intestinale ed è essenziale per il benessere delle ossa e dei tessuti connettivi. Anche se il corpo può convertire la K1 in K2 (40), gli studi dimostrano che la quantità di vitamina K2 prodotta solo da questo processo è insufficiente.

La carenza di vitamina K2 è stata associata a osteoporosi, tumori e malattie cardiovascolari (41-45).

La vitamina K2 nella forma di MK-4 (menachinone-4) si trova nella carne, nelle uova e nei latticini (46) e viene rapidamente metabolizzata dall’organismo (47-51).

La Vitamina K2 (MK-7) si ottiene dal Natto (semi di soia fermentati) e dai formaggi fermentati (52,53).

La vitamina K2 rimane attiva nel corpo per più di 24 ore (54) evitando la rapida inattivazione delle proteine Gla della matrice che avverrebbe in assenza di vitamina K2 (55).

Benefici della vitamina K

In uno studio di laboratorio, dei ratti diabetici avevano una riduzione della proteina Gla della matrice attivata del 36% , rispetto ai controlli non diabetici. Ciò ha portato ad un aumento del 56% dei depositi di calcio nelle arterie rispetto al gruppo di controllo (23).

Un recente studio clinico ha coinvolto 244 donne in buona salute, in postmenopausa. La metà ha ricevuto placebo e l’altra metà ha ricevuto vitamina K2 sotto forma di MK-7 (39).

Questo studio triennale ha mostrato che l’integrazione con MK-7 ha ridotto significativamente (del 50% ) i livelli di proteina Gla inattiva, evidenziando l’effetto protettivo della vitamina K sulla salute cardiovascolare (39).

Test Calcium Score misura i depositi di calcio nelle arterie

Questo test misura la quantità di calcio presente nelle arterie coronarie in rapporto all’età dell’individuo.

I depositi di calcio sono un fattore di rischio indipendente per eventi cardiovascolari che possono presentarsi entro i successivi 7 anni dalla diagnosi (62).

L’integrazione di Vitamine D e K è fondamentale fin da giovani.

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Secondo il dottor Gian Luigi Gardini, direttore sanitario del Villa Torri Hospital di Bologna, il test Calcium Score è indicato per coloro che presentano un rischio cardiovascolre intermedio, ovvero la maggioranza delle persone.

Come la rigidità arteriosa accelera l’invecchiamento

Il termine “rigidità arteriosa” si riferisce a un indurimento anomalo delle pareti dei grandi vasi che collegano il cuore agli organi principali. Nelle persone giovani e sane, le grandi arterie rimangono elastiche, mentre le arterie più distanti e più piccole sono più rigide (17).

L’elasticità delle arterie ha l’effetto di “smorzare” le grandi onde di pressione prodotte da ogni battito cardiaco, consentendo al sangue di fluire senza grandi fluttuazioni di pressione verso i capillari che nutrono tutti i tessuti (17).

La mancanza di importanti pulsazioni nei capillari protegge dai danni indotti dalla pressione ematica, consentendo il normale scambio di ossigeno, di anidride carbonica, di sostanze nutritive e prodotti di scarto.

L’invecchiamento, la carenza di vitamine D e K, la presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue, l’infiammazione e altri fattori, inducono le arterie più piccole ad irrigidirsi.

Il risultato è un aumento di onde di pressione del sangue sui capillari, che finiscono per  interrompere la loro normale funzione (17,56,57).

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Conclusioni

Le vitamine D e K sono intimamente coinvolte nell’equilibrio del metabolismo del calcio, tanto da renderle essenziali per prevenire l’insorgenza di aterosclerosi e il suo peggioramento.

La vitamina D3 (colecalciferolo) e la vitamina K2 hanno dimostrato negli studi clinici sull’uomo di ridurre la rigidità arteriosa, uno dei fattori di rischio più pericolosi per malattie cardiache, ictus, malattie neurodegenerative, diabete.

Pertanto, l’integrazione delle vitamine D e K è fondamentale per tutti, per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e soprattutto del diabete e del suo peggioramento.

 

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5 Risposte a “Vitamine D e K riducono rischio di aterosclerosi

  • Lino
    6 mesi fa

    Belissimo articolo,ma io non posso usare la vitamina K,perché sono in cura con anticoagulanti a vita.
    Cordiali saluti.

    • Monica
      6 mesi fa

      Grazie Lino. Per rinforzare il tuo sistema cardiovascolare considera Vital Cardio. Molto apprezzato dal nostro cardiologo di riferimento, per gli effetti che ha testato nei suoi pazienti. Scrivimi se vuoi ulteriori informazioni.

  • Valentina
    6 mesi fa

    Ringrazio di cuore per i vostri consigli preziosissimi 🙏💚

  • carlo
    6 mesi fa

    ho una insufficenza renale da 10 anni, mi avevono dimesso con 3mesi di vita-mi sono curato da solo-
    adesso ho avuto un infarto mi volevano operare
    ma per via del contrasto e la conseguenza dialisi non ho accettato . Da febbraio 19 a oggiho avuto altri 16 infarti ancora più pesanti ho trovato il modo di curarli, vorrei sapere se c’è un modo di curarli.

    • Monica
      6 mesi fa

      Carlo, posso solo indicarti un bravo cardiologo. Scrivi a info(at)comemigliorare.com