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Nuovo approccio a linfoma non-Hodgkin

Nuovo approccio a linfoma non-Hodgkin: composti nutraceutici potrebbero aprire nuovi scenari di intervento per il controllo della patologia.

Il linfoma non-Hodgkin appartiene alla categoria dei tumori del sangue: la leucemia colpisce i globuli bianchi, il mieloma interessa il midollo osseo, il linfoma riguarda il sistema linfatico.

I linfomi sono tumori del sistema immunitario, colpiscono i linfociti (un tipo specifico di globuli bianchi) e causano un ingrossamento indolore dei linfonodi.

Tra i primi sintomi del linfoma vi è proprio l’ ingrossamento indolore dei linfonodi presenti nelle aree del collo, delle ascelle, dell’inguine, in concomitanza con perdita di peso, febbre notturna e altri sintomi.

Fondi alla ricerca per terapie di scarso risultato

Settembre è il mese dedicato all'”International Blood Cancer Awareness” (Consapevolezza internazionale sul cancro del sangue), con campagne di raccolta fondi per sostenere la ricerca.

Purtroppo negli ultimi anni, a parte il trapianto di cellule staminali, la maggior parte degli approcci per il trattamento dei linfomi e delle leucemie sono rimasti gli stessi: chemioterapia, radioterapia e immunoterapia.

Nessuno di questi ha drasticamente alterato le recidive o i tassi di sopravvivenza dei pazienti.

Secondo Globocan [1], nel 2012 ci sono stati 93.518 nuovi casi di linfoma non-Hodgkin solo in Europa, mentre in tutto il resto del mondo, è il decimo tumore diagnosticato più frequentemente.

Il novanta per cento dei casi di linfoma sono del sottotipo di linfoma non-Hodgkin, con il restante dieci per cento del tipo di Hodgkin. Nel 2013 in USA circa 731.277 persone convivono con questa malattia, o sono in fase di remissione, mentre nel 2014 si stimano 80.000 nuovi casi.

Miscela di nutraceutici selezionati testata su linfoma non-Hodgkin

Presso la divisione dedicata alla ricerca sul cancro del Dr. Rath Research Institute di S. Clara in California, è stata sperimentata una miscela di micronutrienti nutraceutici in diversi tipi di tumori.

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Una combinazione di vitamina C, lisina, prolina, estratto di tè verdi e altri composti in sinergia, è stata testata su due delle più aggressive linee cellulari di linfoma non-Hodgkin2.

E’ ben noto che le metalloproteinasi di matrice (MMP), sono enzimi chiave nel favorire la crescita e la diffusione di qualsiasi tipo di cancro.

Il ruolo esatto delle MMP nei linfomi è stato riconosciuto solo di recente, quando un gruppo di ricercatori canadesi ne ha segnalato l’aumento, evidenziando così l’elevata aggressività di questo tipo di tumori 3.

La combinazione di micronutrienti studiata dai ricercatori californiani è riuscita a fermare la secrezione di enzimi MMP in entrambe i tipi di cellule di cancro linfoma non-Hodgkin ed ha anche bloccato la capacità di invasione cellulare (100% di inibizione).

Inoltre, la combinazione di micronutrienti ha indotto la morte cellulare programmata (apoptosi) nel 100% delle cellule testate.

In un altro studio4, lo stesso gruppo ha dimostrato che questa miscela di micronutrienti è in grado di provocare una significativa riduzione dei marcatori infiammatori (COX-2), riducendo in tal modo l’afflusso di sangue al tumore (angiogenesi) e diminuendo la crescita del tumore.

I malati di cancro sviluppano una carenza di molteplici sostanze nutritive a causa della malattia e dei gravi effetti collaterali dei trattamenti che ricevono.

Visti i risultati della ricerca condotta presso l’Istituto di S. Clara, è chiaro che l’integrazione di micronutrienti selezionati migliorerebbe in modo significativo i benefici dei trattamenti tradizionali in migliaia di pazienti affetti da tumore del sangue.

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2. Cause e soluzioni: alimenti, stress, integrazione, farmaci, genetica, ambiente.
3. Indice degli argomenti.

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Riferimenti e fonti

1. Globcan

2. Experimental Oncology 2009

3. Bloodjournal/94/6/2080.full.pdf

4. Experimental Oncology 2013

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