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Vitamina D3 e K2 insieme

Vitamina D K2: separate o insieme?

Vitamina D3 e K2 insieme o meglio separate?

Recentemente si è scoperto che questi nutrienti potrebbero agire in sinergia in due tipologie di tessuti diversi: il tessuto osseo e quello vascolare.

Questo spiega la diffusione di integratori con vitamina D3 e K2 insieme. Nonostante quest’associazione sollevi dei dubbi, le prove scientifiche invece ne confermano la validità.

Interazione tra le vitamine D – K2

Una pubblicazione del 2017 (1) riassume le prove disponibili sull’interazione sinergica tra le vitamine D e K per la salute ossea e cardiovascolare.

Benché siano stati esaminati anche alcuni studi su animali, l’attenzione principale è stata rivolta alla popolazione generale e comprende studi osservazionali che hanno monitorato i livelli di vitamina D e K, e valutato gli effetti dell’integrazione nutrizionale separata e congiunta per entrambe i nutrienti.

I risultati suggeriscono che il trattamento combinato con le vitamine D e K sia più efficace dell’assunzione separata.

Ha senso quindi assumere le vitamina D3 e K2 insieme, anche perché sono entrambe vitamine liposolubili, non competono nelle loro funzioni e nell’assorbimento, hanno un ruolo centrale nel metabolismo del calcio.

La vitamina D promuove la produzione di proteine dipendenti dalla vitamina K, ovvero proteine che richiedono la vitamina K per la carbossilazione al fine di funzionare correttamente.

Esiste dunque una interazione sinergica tra le funzioni svolte dalle vitamine D e K.

La combinazione di ridotti livelli di queste vitamine è stata associata ad un aumento della pressione sanguigna e ad una rischio di ipertensione tendenzialmente più elevato (2).

Esperimenti di laboratorio in vivo e studi sull’uomo suggeriscono che le concentrazioni ottimali di vitamina D e di vitamina K sono benefiche per la salute ossea e cardiovascolare, e lo confermano studi genetici, molecolari, cellulari e clinici.

Studi su animali hanno dimostrato come l’integrazione di vitamina K2 (ma non K1) riesce ad inibire la calcificazione arteriosa, e persino a rimuovere il 30-50% del calcio depositato.

In ambito umano, sono ancora poche le indagini cliniche sull’integrazione congiunta di vitamina D e K in relazione agli effetti cardiovascolari.

La maggior parte degli studi clinici ha esaminato l’integrazione di vitamina D e K sulla salute delle ossa, piuttosto che sul sistema cardiovascolare.

Tuttavia, nonostante le limitazioni, le ricerche dimostrano che la stessa integrazione fornita in modo congiunto per ossa e articolazioni potrebbe essere benefica anche per le arterie.

Integrazione vitamina D3 e K2 insieme: i vantaggi

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La vitamina D aumenta i livelli di calcio nel corpo. La vitamina K aiuta il corpo a utilizzare il calcio.

Quindi, se si dovessero assumere dosi elevate di vitamina D3 in presenza di carenza di vitamina K e in particolare K2, i risultati a lungo termine potrebbero essere disastrosi.

L’eccesso di calcio causato da elevate dosi di vitamina d3 può interferire con il ritmo cardiaco e causare crampi muscolari.

Secondo i ricercatori, ci sono prove sufficienti per affermare che l’integrazione congiunta di vitamina D3 e K2 insieme potrebbe essere più efficace dell’assunzione separata.

L’efficacia dimostrata da questa potente combinazione fornisce un valido motivo non solo per mangiare una dieta sana che includa verdure e latticini fermentati, ma anche per assumere una integrazione funzionale unica che contenga entrambe le vitamine.

Nell’insieme, le evidenze sull’integrazione di vitamina D e K insieme, nella maggior parte degli studi, descrivono effetti benefici sulla densità minerale ossea delle donne in postmenopausa.

Panoramica semplificata della sinergia tra vitamine D – K e salute ossea – cardiovascolare

integrazione vitamina d e k interazioni

dp-ucMGP: proteina Gla a matrice defosforilata
e non carbossilata a matrice Gla

La vitamina K è necessaria per la carbossilazione delle proteine dipendenti dalla vitamina K, come l’osteocalcina e la proteina Gla di matrice, mentre la vitamina D promuove la produzione di concentrazioni di proteine dipendenti dalla vitamina K.

Queste proteine dipendenti dalla vitamina K sono necessarie per gli organi extraepatici come l’osso e il sistema vascolare.

Mentre viene favorita la mineralizzazione ossea, nel contempo si inibisce la calcificazione dei tessuti molli.

Tutto ciò si traduce in un bilancio positivo su due fronti, riducendo sia il rischio di fratture che il rischio di malattie coronariche.

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  1. van Ballegooijen, Adriana J et al. International journal of endocrinology doi:10.1155/2017/7454376
  2. van Ballegooijen, Adriana J et al. Hypertension (Dallas, Tex. : 1979) doi:10.1161/HYPERTENSIONAHA.116.08869

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