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Farmaci per la pressione che fanno ingrassare e possibili alternative

Nell’ipertensione essenziale il ricorso ai farmaci molto spesso avviene senza aver individuato con chiarezza le cause sottostanti.

I sintomi dell’ipertensione arteriosa vengono trattati con successo con interventi di tipo farmacologico nella maggior parte dei casi.

Le cause invece possono richiedere modifiche allo stile di vita, interventi di tipo nutrizionale e di integrazione funzionale, che nel complesso promuovono il benessere generale.

Il farmaco riporta rapidamente la pressione del sangue ai valori normali, favorendo però l’insorgenza di nuovi sintomi, tra cui l’aumento di peso.

I Farmaci beta-bloccanti possono far ingrassare rallentando il metabolismo

I farmaci beta-bloccanti, come il metoprololo, il bisoprololo, il carvedilolo e il nebivololo, hanno dimostrato il loro effetto benefico nella terapia dell’insufficienza cardiaca. Tuttavia, oltre al loro effetto sulla sopravvivenza, i beta-bloccanti possono indurre aumento del peso.

Questo effetto potrebbe essere spiegato dall’inibizione della lipolisi indotta da catecolamine e dalla diminuzione del dispendio energetico a riposo (1).

Una nuova indagine (2) sui farmaci antipertensivi condotta in Australia su più di 11.400 adulti con ipertensione arteriosa e / o diabete, ha scoperto che le persone che facevano uso di beta-bloccanti avevano un giro vita più largo e una media di 11/25 chili di sovrappeso.

Inoltre, i ricercatori, guidati dal dottor Paul Lee del St. Vincent Hospital di Sydney, hanno misurato con un calorimetro 30 pazienti ipertesi dopo un pasto.

Risultato: le persone in cura con beta-bloccanti in generale bruciano meno calorie e grassi.

Nutraceutici per ridurre i farmaci antiipertensivi: nuove prospettive

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Gli acidi grassi Omega-3 EPA e DHA aiutano a ridurre la pressione sanguigna, secondo una recente meta-analisi pubblicata sull’American Journal of Hypertension (3).

I ricercatori hanno messo in comune i dati di 70 studi clinici randomizzati (RCT) che esaminano l’effetto dell’EPA e del DHA, derivati da frutti di mare e da integratori, in adulti con e senza pressione alta.

L’efficacia degli acidi grassi Omega-3 è stata pari o superiore ai cambiamenti dello stile di vita come l’esercizio fisico, la riduzione del sale o la limitazione dell’alcol.

L’analisi ha rilevato una diminuzione media della pressione di 4,51 mm/Hg (sistolica) e di 3,05 mm/Hg (diastolica) nei partecipanti che hanno ricevuto Omeg-3, rispetto al gruppo placebo.

“Quando si misura la pressione sanguigna, anche piccole riduzioni possono avere un impatto clinico significativo”, ha commentato Dominik D. Alexander, PhD, MSPH, autore senior della meta-analisi.

L’esercizio e la combustione di calorie possono essere più difficili per le persone che fanno uso di beta-bloccanti, quindi, dieta ed esercizio fisico potrebbero rivelarsi approcci insufficienti benché importanti.

Affrontare il problema dell’ipertensione in modo diverso

L’ipertensione è solo un sintomo di una situazione metabolica più complessa che deve essere affrontata, senza per questo negare i benefici del trattamento diretto del sintomo, quando necessario.

I limiti dei farmaci hanno spinto la medicina a trasformarsi in medicina bio-integrata, funzionale o proattiva, per stabilire un approccio multi-sfaccettato, in grado di comprendere la cura dell’alimentazione, lo stile di vita e la nutraceutica.

Integratore funzionale naturale per il cuore e il sistema cardiovascolare

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Favorisce le normali funzioni della muscolatura liscia coinvolta nella regolazione della pressione sanguigna e nell’afflusso di sangue agli organi. Contiene estratto di foglie d’Olivo e nutraceutici selezionati.

Una specifica associazione sinergica di nutraceutici, da affiancare al farmaco nelle fasi iniziali, è stata clinicamente testata per sostenere il riequilibrio dei valori pressori.

In breve, lo studio è riuscito a misurare una risposta significativa anche se con tempi soggettivi, mentre dieta e stile di vita sono rimasti pressoché invariati. Il farmaco è stato ridotto dopo che i valori si sono stabilizzati.

Correggere l’alimentazione e lo stile di vita possono non bastare se l’obbiettivo è quello di ridurre il farmaco per l’ipertensione. Affiancare specifiche sinergie di nutrienti può fare la differenza, come dimostra questo studio.

I tempi di reazione ad una integrazione di nutraceutici funzionale si misurano in mesi e cambiano da persona a persona. Un risultato stabile richiede di mantenere un certo impegno evitando di trascurare alimentazione, integrazione, riduzione dello stress e movimento.

Il medico, monitorando i miglioramenti effettivamente ottenuti, potrà guidare il paziente nella riduzione graduale dei farmaci.

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Farmaci per la pressione che fanno ingrassare e possibili alternative 1 -

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Riferimenti

1. Chapter 21 – Alterations in Nutrition and Body Mass in Heart Failure

2. Nature.com

3. Paige E. Miller, Mary Van Elswyk, Dominik D. Alexander, Long-Chain Omega-3 Fatty Acids Eicosapentaenoic Acid and Docosahexaenoic Acid and Blood Pressure: A Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials, American Journal of Hypertension, Volume 27, Issue 7, July 2014, Pages 885–896, https://doi.org/10.1093/ajh/hpu024

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