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Aterosclerosi e arteriosclerosi: dimostrazione clinica di regressione della patologia

Se si potesse trasformare il sistema vascolare, con tutte le sue arterie, vene e capillari, in un’unica superficie, coprirebbe un’area grande quanto un campo di calcio.

Eppure questo enorme sistema si usura principalmente in una piccolissima zona: quella delle arterie coronarie e poche altre zone come ad esempio le carotidi.

Dunque, se il colesterolo fosse realmente tra le principali cause dell’infarto e dell’ictus, le placche aterosclerotiche si dovrebbero manifestare in modo uniforme su tutto il sistema cardiovascolare, interessando ad esempio anche le vene.

Questo perché il colesterolo è presente nel sangue e il sangue scorre ovunque!

ATEROSCLEROSI

Infiammazione e aterosclerosi

L’aterosclerosi è la calcificazione della tonaca intima, strato di cellule endoteliali che delimitano il lume del vaso.

Si tratta di una malattia infiammatoria cronica delle arterie di grande e medio calibro (aorta, coronarie, carotidi, arterie degli arti inferiori e del circolo cerebrale), caratterizzata da depositi di lipidi e altre sostanze nelle pareti dell’arteria.

Può avere inizio già dopo i 15 anni d’età, soprattutto se non viene fatta alcuna educazione alla prevenzione.


CAUSE

Fumo, cattiva nutrizione, cibo spazzatura, quantità inadeguate di micronutrienti nell’alimentazione, inquinamento atmosferico, omocisteina elevata, diabete mellito, ipertensione, obesità.

COME SI SVILUPPA


Uno strato fatto di grassi, elementi di coagulo del sangue, colesterolo, calcio, sostanze presenti nell’ambiente, nel cibo che mangi ed altro, si accumulano nelle arterie sotto forma di placche, lasciando via via sempre meno spazio al flusso ematico.

Le placche aterosclerotiche possono bloccare completamente la circolazione, oppure staccarsi in piccole parti dalle pareti dei vasi provocando infarto o ictus.

L’aterosclerosi compare con gradualità e, se si presenta in forma lieve, di solito non è asintomatica.

ARTERIOSCLEROSI


L’ arteriosclerosi interessa la tonaca media del vaso sanguigno, un elemento di sostegno e contrazione, costituito per lo più da cellule muscolari lisce, collagene, componenti del tessuto connettivo e fibre elastiche.

I vasi arteriosi più comunemente interessati da questa patologia sono le arterie femorali, tibiali, radiali, ulnari ed uterine.

Tipica dei pazienti in età avanzata che presentano insufficienza renale cronica o diabete tipo II (Edmonds et al., 1982), è priva di esiti stenosanti sul lume vascolare.

E’ caratterizzata da un irrigidimento della tonaca dei vasi e conseguente sviluppo di calcificazioni focali a livello della tonaca media.

Anche lo stress ha un ruolo in questo caso, quando ad esempio per qualche ragione non viene correttamente smaltita l’adrenalina che è entrata in circolo all’interno delle pareti arteriose.

Come conseguenza il cuore pompa con più vigore per far arrivare il sangue agli organi.

Lo sforzo per contrastare la rigidità e l’ispessimento delle pareti vascolari, da una parte fa aumentare l’intensità del flusso di sangue, ma come conseguenza, per resistere alla pressione, le arterie si ispessiscono.

Detto in parole semplici, se rimane adrenalina in circolo, è come se le arterie mettessero su “muscoli” in grado di produrre abbastanza rapidamente una rigidità della parete arteriosa che lascia meno spazio al lume ematico.

In breve si arriva all’ipertensione essenziale, per la quale la medicina ufficiale non è ancora riuscita a spiegarne le cause, e l’unica cura possibile è rivolta al sintomo.

Con il termine arteriosclerosi, quindi, s’intende un indurimento della parete arteriosa che compare con il progredire dell’età e soprattutto con l’alta pressione.

Questo indurimento arterioso è la conseguenza dell’accumulo di tessuto connettivale fibroso a scapito della componente elastica.

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Sintomi dell’aterosclerosi

Normalmente non si avvertono i sintomi dell’aterosclerosi finché un’arteria è talmente ristretta od ostruita da non essere in grado di rifornire gli organi ed i tessuti con un flusso di sangue adeguato.

I sintomi dell’aterosclerosi, di forma da lieve a grave, dipendono dalle arterie colpite. Ad esempio, se ad essere colpite sono:

arterie cardiache: i sintomi sono simili a quelli di un infarto, ad esempio dolore al torace (angina);

arterie dirette al cervello: i sintomi vanno dall’ ictus ad un attacco ischemico transitorio (TIA): intorpidimento e debolezza improvvisi agli arti, difficoltà di parola, balbettio inspiegabile, debolezza della muscolatura facciale.

Arterie delle braccia e delle gambe: dolore alle gambe quando si cammina (claudicatio intermittens). Tra i sintomi di ispessimento ed indurimento della parte arteriosa vi è l’alta pressione.


Fattori di Rischio

Ufficialmente sono stati identificati dei fattori che probabilmente promuovono i depositi di placca, l’ispessimento delle pareti arteriose, e sono stati suddivisi in due gruppi: primario e secondario.

Tra i fattori di rischio primario la medicina ufficiale elenca: il fumo, la sedentarietà, il colesterolo elevato, il diabete mellito, l’ipertensione.

I fattori di rischio secondari sono: l’obesità, la razza (alcune popolazioni come quelle africane hanno un rischio più elevato), la familiarità, la cattiva nutrizione, alti livelli di colesterolo VLDL (a bassissima densità), livelli di fibrinogeno elevato, difficoltà nel gestire lo stress.

La medicina ufficiale non è ancora riuscita a chiarire diversi aspetti che riguardano le patologie cardiovascolari:

– il fenomeno dei depositi nelle arterie,

– da cosa dipende il colesterolo elevato,

– l’ipertensione essenziale.


Colesterolo alto sintomo e non causa di infarto

Aterosclerosi e arteriosclerosi: dimostrazione clinica di regressione della patologia 1 -

 

Il termine più utilizzato per descrivere il processo di invecchiamento delle arterie è arteriosclerosi e si riferisce appunto alle arterie.

Seguendo la logica della medicina ufficiale, che pone l’accento sui valori del colesterolo, si dovrebbe parlare anche di “venosclerosi”.

Tale processo però non si verifica in quanto le vene non sono sottoposte al medesimo sforzo meccanico delle arterie.

La calcificazione delle vene si verifica solo quando una vena viene reimpiantata come bypass coronarico.

In questo caso essa assume la funzione di un’arteria e possono verificarsi dei depositi.

Le vene, dunque, lavorano meno delle arterie, di conseguenza, non possono mostrare i sintomi di una sclerosi.

Se il colesterolo fosse la causa della calcificazione, i depositi dovrebbero presentarsi in egual misura nelle arterie e nelle vene.

Chiunque è in grado di capirlo.

Questa è la dimostrazione chiara e logica che il colesterolo non può essere la causa principale dell’infarto cardiaco, dunque, sarebbe più corretto dire che i livelli elevati di colesterolo rientrano nel gruppo dei fattori di rischio secondari.

L’infarto è provocato dalla debolezza delle pareti vascolari esposte a stress meccanico. Normalmente i ricercatori non fanno mai riferimento all’usura.

Il ritmo cardiaco causa usura e dunque una maggior necessità di sostituire le cellule che formano le pareti arteriose.

Se la medicina ufficiale avesse ragione dovremmo avere degli infarti che si manifestano anche nelle mani oppure nel naso.

Quando la parete arteriosa inizia ad indebolirsi, perché non trova sufficienti micronutrienti utili alla sua struttura, viene intaccata dal colesterolo.

EFFETTI DI UN INSUFFICIENTE APPORTO DI NUTRIENTI SULLA PARETE DELLE ARTERIE

Parete-vascolare-indebolita

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La regressione naturale della malattia cardiovascolare

La regressione dell’aterosclerosi inizia con il processo di guarigione nella parete arteriosa indebolita.

Nel 1990 la ricerca di Pauling e Rath dimostra come il deficit di vitamina C sviluppa depositi di placca aterosclerotica nelle cavie utilizzate, e che questi depositi sono costituiti da Lp (a) (Lipo-proteine) e fibrinogeno.

Rath, M. & Pauling, L. (1990) Immunological Evidence For The Accumulation Of Lipoprotein(A) In The Atherosclerotic Lesion Of The Hypoascorbemic Guinea Pig, Proceedings of the National Academy of Sciences USA, 87: 9388-9390.

Aterosclerosi e arteriosclerosi: dimostrazione clinica di regressione della patologia 2 -

Oltre alla vitamina C, la quale stimola la produzione di molecole di collagene, anche gli altri componenti del programma vitaminico del Dr. Rath sono indispensabili per questo processo di guarigione.

Ciò è chiaramente dimostrato dai risultati della ricerca clinica pubblicata nel 1996.

Il grafico qui a sinistra sintetizza le funzioni protettive di questo programma a base di nutrienti essenziali.

Al centro della figura c’è l’immagine della sezione trasversale dei depositi aterosclerotici in un’arteria coronaria umana. La zona rossa sopra la placca rappresenta l’area dove scorre normalmente il sangue.

Le lipoproteine (molecole di grasso) al centro dei depositi sono macchiate di nero mediante una tecnica specifica.

Due delle molecole di lipoproteina (una molecola di lipoproteina ed una di LDL – in giallo) tra migliaia di molecole in questa placca sono state ingrandite schematicamente.

Queste lipoproteine si sono depositate all’interno della parete arteriosa nel corso di molti anni.

Intorno al nucleo della placca si forma una massa locale a partire dalle cellule muscolari tipiche della parete arteriosa.

Questa massa di cellule muscolari è un altro modo con cui l’organismo stabilizza la parete arteriosa priva di vitamine.

Aterosclerosi e arteriosclerosi: dimostrazione clinica di regressione della patologia 3 -

I quattro punti essenziali del programma vitaminico del dottor Rath

Il deposito di lipoproteine e la massa di cellule muscolari sulla parete arteriosa sono i fattori più importanti che determinano la dimensione della placca e, di conseguenza, lo sviluppo delle cardiopatie coronariche.

Qualunque terapia in grado di bloccare questi due meccanismi dell’aterosclerosi deve poter anche far regredire la stessa cardiopatia coronarica.

I nutrienti essenziali del programma vitaminico del Dr. Rath operano in sinergia su entrambi i meccanismi nel modo seguente:

1. stabilizzano la parete arteriosa garantendo una ottimale produzione di collagene;

2. arrestano la crescita eccessiva delle cellule intorno alla placca;

3. impediscono il deposito della lipo-proteina (a) e delle molecole di colesterolo LDL;

4. forniscono una protezione antiossidante alla parete arteriosa.

INTEGRAZIONE SPECIFICA PER LA RIDUZIONE DELLA PLACCA ATEROSCLEROTICA
E PER MANTENERE LE ARTERIE IN OTTIMO STATO
  • Vitamina C: protezione e guarigione naturale della parete arteriosa, regressione delle placche.
  • Vitamina E: protezione antiossidante.
  • Vitamina D: ottimizzazione del metabolismo del calcio, regressione dei depositi di calcio nella parete arteriosa.
  • Acido folico: funzione protettiva contro l’aumento dei livelli di omocisteina insieme alle vitamine B6, B12 e alla biotina.
  • Biotina: funzione protettiva contro l’aumento dei livelli di omocisteina insieme alle vitamine B6, B12 e all’acido folico.
  • Rame: stabilità della parete arteriosa attraverso un miglioramento del legame crociato delle molecole di collagene.
  • Prolina: produzione di collagene, stabilità della parete arteriosa, regressione delle placche.
  • Lisina: produzione di collagene, stabilità della parete arteriosa, regressione delle placche.
  • Condroitin solfato: stabilità della parete arteriosa, «cemento» del tessuto connettivo della parete arteriosa.
  • N-acetilglucosamina: stabilità della parete arteriosa, «cemento» del tessuto connettivo della parete arteriosa.
  • Picnogenolo: biocatalizzatore per una maggiore efficacia della vitamina C, miglioramento della stabilità delle pareti arteriose.

Le sostanze elencate sono state appositamente accostate in questi preparati (per dosaggi specifici contattaci):

Ricerche scientifiche e studi clinici hanno già dimostrato l’importanza della vitamina C, della vitamina B3 (niacina), della vitamina B5 (acido pantotenico), della vitamina E, della carnitina, della lisina e della prolina, nell’abbassare i livelli ematici elevati di colesterolo e di altri fattori di rischio secondari.

Specifiche sinergie di micronutrienti possono contribuiscono anche a dosaggi relativamente bassi a normalizzare i livelli elevati dei fattori di rischio secondari.

Questi nutrienti essenziali abbassano la velocità di produzione, nel fegato, del colesterolo e di altre molecole di riparazione e contemporaneamente contribuiscono a riparare le pareti arteriose.

Dimostrazione clinica

JOURNAL OF APPLIED NUTRITION 1996 VOL. 48, NUM. 3 - TESTO IN INGLESE - PDF SCARICABILE

Un programma di integrazione alimentare arresta il progresso dell’aterosclerosi coronarica precoce documentata mediante tomografia computerizzata ultraveloce.

Riassunto

Lo scopo dello studio era quello di determinare l’effetto di un programma di integrazione alimentare ben definito sul progresso naturale della coronaropatia.

Tale programma di integratori alimentari era composto da vitamine, aminoacidi, minerali e oligoelementi, oltre a una combinazione di sostanze nutritive essenziali brevettate per l’uso nella prevenzione e nel regresso delle malattie cardiovascolari.

Lo studio era inteso quale potenziale intervento prima-dopo in un trial di 12 mesi che aveva arruolato 55 pazienti ambulatoriali di età compresa tra i 44 e i 67 anni con cardiopatia coronarica a vari livelli.

Le modificazioni del processo di calcificazione delle arterie coronarie prima e durante l’impiego degli integratori alimentari venivano registrate con la tomografia computerizzata ultraveloce (TC ultraveloce).

Il tasso di progressione naturale della calcificazione delle arterie coronarie prima della terapia con gli integratori corrispondeva ad una media annua del 44%.

Il processo di calcificazione delle arterie coronarie regrediva di circa il 15% nel corso di un anno di integrazione alimentare.

In un sottogruppo di pazienti con stadi precoci di malattia delle arterie coronarie si è verificata una riduzione statisticamente significativa e non si è osservato alcun progresso nella calcificazione coronarica.

In singoli casi, è stato possibile registrare regresso e scomparsa di calcificazioni coronariche preesistenti.

Si tratta del primo studio clinico che dà prova dell’efficacia di un programma di integrazione alimentare ben definito nell’arresto delle forme precoci di coronaropatia entro un anno.

Il programma di integratori alimentari qui esaminato deve essere considerato quale approccio sicuro ed efficace nella prevenzione e terapia aggiuntiva della malattia cardiovascolare. *U.S. Patent 5,278,189

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Introduzione

Secondo l’OMS, più di 12 milioni di persone muoiono ogni anno di attacchi cardiaci, ictus e altre forme di malattia cardiovascolare (1).

I costi diretti e indiretti per il trattamento della malattia cardiovascolare costituiscono la voce di spesa singola più importante nei paesi industrializzati.

Nonostante il modesto successo ottenuto in alcuni paesi nella riduzione del tasso di mortalità dovuta ad attacchi cardiaci e ictus, l’epidemia cardiovascolare continua a espandersi su scala mondiale.

Le attuali interpretazioni della patogenesi della malattia cardiovascolare si concentrano su elevati fattori di rischio del plasma che danneggiano le pareti vascolari e quindi danno inizio all’aterogenesi e alla malattia cardiovascolare (2-4).

Pertanto, i farmaci per la riduzione del colesterolo che modulano allo stesso tempo gli altri fattori di rischio del plasma sono divenuti l’approccio terapeutico predominante nella prevenzione della malattia cardiovascolare.

Uno degli autori ha proposto in passato una nuova base scientifica relativo all’inizio dell’aterosclerosi e della malattia cardiovascolare (5,6) che si può sintetizzare nel modo seguente: la malattia cardiovascolare deriva prevalentemente da carenze croniche di vitami- ne e di altre sostanze nutritive essenziali con determinate proprietà biochimiche quali coenzimi, agenti vettori di energia cellulare e antiossidanti (7,8).

La carenza cronica di queste sostanze nutritive essenziali nelle cellule del muscolo liscio della parete endoteliale e vascolare compromette la loro funzione fisiologica.

Ad esempio, la carenza cronica di ascorbato, simile ad uno scorbuto precoce, porta a scompensi morfologici delle pareti vascolari e a microlesioni endoteliali, segni istologici caratteristici dell’aterosclerosi precoce (9-11).

Di conseguenza, si sviluppano placche aterosclerotiche a causa di un meccanismo di riparazione (supercompensazione) che prevede il deposito di fattori sistemici plasmatici oltre che risposte cellulari locali a livello delle pareti vascolari (5,6).

Questo meccanismo di riparazione è particolarmente intensificato nei punti di tensione emodinamica, il che spiega lo sviluppo principalmente locale delle placche aterosclerotiche nelle arterie coronarie e l’infarto miocardio quale manifestazione clinica più frequente della malattia cardiovascolare.

Studi condotti sugli animali hanno confermato questa base scientifica che ha portato alla concessione di brevetti per la combinazione dell’ascorbato con altre sostanze nutritive essenziali nella prevenzione e nel trattamento della malattia cardiovascolare (12).

Sulla base di questa tecnologia brevettata, abbiamo sviluppato un programma di integrazione alimentare, che è stato regolarmente sperimentato in questo studio su pazienti con cardiopatia coronarica.

SOGGETTI E METODOLOGIE

Per lo studio sono stati arruolati 55 pazienti, 50 uomini e 5 donne, con coronaropatia documentata e confermata dalla TC ultraveloce.

Il criterio di inclusione era la disponibilità a sottoporsi ad una TC ultraveloce di alta qualità in una prima visita nella struttura Heart Scan di San Francisco.

All’inizio dello studio, tutti i pazienti hanno compilato un questionario dettagliato, che è stato poi aggiornato dopo sei mesi e nuovamente dopo 12 mesi.

Il questionario comprendeva l’anamnesi clinica, precedenti eventi cardiaci, fattori di rischio cardiovascolari così come informazioni sullo stile di vita di ognuno.

Domande specifiche riguardavano la dieta del paziente, quale ad es. una dieta rigorosamente vegetariana, composta principalmente da frutta e verdura, oppure da carne, pesce o pollame; l’apporto giornaliero di varie vitamine e di sostanze nutritive essenziali e la frequenza dell’attività fisica del paziente.

I test di laboratorio disponibili documentavano una popolazione piuttosto eterogenea per livelli di colesterolo plasmatico e di trigliceridi.

Circa la metà dei pazienti faceva uso di diversi tipi di medicinali, fra cui i calcio-antagonisti, i nitrati, i betabloccanti e farmaci per ridurre il tasso di colesterolo.

Prima dello studio, ai pazienti è stato richiesto di non modificare le loro abitudini alimentari o il loro stile di vita ma di aggiungere semplicemente il programma di integratori alimentari.

Qualsiasi modifica delle abitudini doveva essere documentata nel questionario. La fedeltà al programma di integrazione alimentare veniva controllata con i questionari, con telefonate e durante le visite di controllo.

COMPOSIZIONE E SOMMINISTRAZIONE DEL PROGRAMMA DI INTEGRAZIONE ALIMENTARE

Dosaggi giornalieri di integratori somministrati per un periodo di un anno:

- Vitamine:

vitamina C 2700 mg, vitamina E (d-asfa-tocoferolo) 600 IU, vitamina A (betacarotene) 7500 IU, vitamina B-1 (tiamina) 30 mg, vitamina B-2 (riboflavina) 30 mg, vitamina B-3 (niacina e niacinamide) 195 mg, vitamina B-5 (pantotenato) 180 mg, vitamina B-6 (piridossina) 45 mg, vitamina B-12 (cianocobalamina) 90 mcg, vitamina D (colecalciferolo) 600 IU;

- Minerali:

calcio 150 mg, magnesio 180 mg, potassio 90 mg, fosfato 60 mg, zinco 30 mg, manganese 6 mg, rame 1500 mcg, selenio 90 mcg, cromo 45 mcg, molibdeno 18 mcg;

- Amminoacidi:

L-prolina 450 mg, L-lisina 450 mg, Lcarnitina 150 mg, L-arginina 150 mg, L-cisteina 150 mg;

- Coenzimi ed altre sostanze nutritive:

acido folico 390 mcg, biotina 300 mcg, inositolo 150 mg, coenzima Q-10 30 mg, picnogenolo 30 mg, e bioflavonoidi degli agrumi 450 mg.

Le sostanze elencate sono state appositamente accostate in questi preparati (per dosaggi specifici contattaci):


RISULTATI

Aterosclerosi e arteriosclerosi: dimostrazione clinica di regressione della patologia 4 -

Figura 1

Prima di assumere i micronutrienti è stata documentata la progressione mensile delle calcificazioni nelle arterie coronarie di tutti i 55 pazienti (in relazione ai loro punteggi CAS – Coronary Artery Scanning).

Come si può notare nel grafico qui a sinistra, l’incremento medio annuo nella dimensione dei depositi calcificati era del 44 per cento.

L’entità della calcificazione coronarica è stata misurata con metodiche non invasive utilizzando un apparecchio per TC ultraveloce, Imatron C-100 in modalità volume ad alta risoluzione con un periodo di esposizione di 100 millisecondi.

È stata attivata la funzione ECG in modo tale che ciascuna immagine fosse ottenuta nella stessa fase diastolica, corrispondente all’80% dell’intervallo RR. Aterosclerosi e arteriosclerosi: dimostrazione clinica di regressione della patologia 5 -

RISULTATI (continua) La progressione effettiva della calcificazione coronarica e i punteggi CAS (Coronary Artery Scanning) sono stati documentati prima e durante e dopo un anno di integrazione nutrizionale in un sottogruppo di 21 pazienti con le fasi iniziali di calcificazioni coronariche (CAS <100), rispetto alla progressione calcolata senza integrazione (linea tratteggiata). Ciascun punto dati rappresenta il valore medio + / – SEM.

La figura 4 che segue mostra i rilevamenti con TC ultraveloce di un paziente di 51 anni con coronaropatia precoce e asintomatica.

La prima tomografia del paziente fu eseguita nel 1993 nell’ambito di un normale controllo di routine annuale.

La tomografia rivelò piccole calcificazioni nell’arteria coronaria discendente anteriore sinistra e nell’arteria coronaria destra.

La seconda TC fu eseguita un anno dopo quando i depositi di calcio iniziale erano ulteriormente aumentati.

La figura 4a mostra due immagini tomografiche del periodo precedente l’applicazione del programma di integratori.

In seguito, il paziente ha cominciato il programma di integratori alimentari.

Dopo circa un anno, il paziente si è sottoposto ad una nuova analisi di controllo.

Non si trovò alcuna calcificazione coronarica (Figura 4b), il che indica il regresso naturale della coronaropatia.

Aterosclerosi e arteriosclerosi: dimostrazione clinica di regressione della patologia 6 -

DISCUSSIONE

Questo è il primo studio che fornisce dati quantificabili dei rilevamenti in situ relativi al tasso di progressione naturale della coronaropatia.

Sebbene le placche aterosclerotiche abbiano una composizione istomorfologica piuttosto complessa, è stato dimostrato che la dispersione del calcio all’interno di queste placche è un eccellente marcatore del loro sviluppo (11,13).

Il nostro studio ha determinato che le superfici calcificate delle pareti vascolari si espandono a un tasso compreso tra 5 mm2 (lesioni aterosclerotiche precoci) e 40 mm2 (lesioni aterosclerotiche avanzate).

Prima del programma di integrazione alimentare, l’aumento medio annuale della calcificazione coronarica totale era pari al 44% (Figura 1).

Se consideriamo l’aumento esponenziale della calcificazione coronarica, è evidente che il controllo della malattia cardiovascolare deve concentrarsi su diagnosi e interventi precoci.

Oggi la valutazione diagnostica del rischio cardiovascolare individuale è in gran parte limitata alla misurazione del colesterolo plasmatico e di altri fattori di rischio che hanno poco a che fare con l’entità delle placche aterosclerotiche.

Metodiche più accurate, quali l’angiografia coronarica, si limitano agli stadi avanzati e sintomatici della coronaropatia, mentre la TC ultraveloce fornisce l’opzione diagnostica utile a quantificare la coronaropatia in modo non invasivo nei primi stadi (14,15).

La scoperta più importante di questo studio è che la coronaropatia potrebbe essere efficacemente prevenuta e trattata con rimedi naturali.

Questo programma di integrazione alimentare ha permesso di ridurre il progresso della coronaropatia entro il periodo di tempo relativamente breve di un anno, indipendentemente dalla gravità della malattia.

L’aspetto più significativo si è riscontrato in pazienti con calcificazioni precoci in cui il programma di integrazione alimentare è stato in grado di arrestarne il progresso.

In singoli casi con piccoli depositi calcificati, l’intervento degli integratori alimentari ha portato alla loro totale scomparsa (Figura 4).

Riteniamo che il programma di integrazione alimentare sperimentato in questo studio inneschi una ricostruzione della parete vascolare.

La ristrutturazione della matrice vascolare è agevolata dalle varie sostanze nutritive oggetto della sperimentazione, quali ascorbato (vitamina C), piridossina (vitamina B6), L-lisina, e L-prolina, come anche l’oligoelemento rame.

L’ascorbato è essenziale per la sintesi e l’idrossilazione del collagene e altri componenti della matrice (16-18), e può essere coinvolto direttamente o indirettamente in una varietà di meccanismi regolatori all’interno della parete vascolare, dalla differenziazione cellulare alla distribuzione dei fattori di crescita (19,20).

La piridossina e il rame sono fondamentali per un adeguata formazione di legami crociati fra i componenti della matrice (8).

La L-lisina e la Lprolina sono substrati importanti per la biosintesi delle proteine della matrice e contribuiscono a inibire proficuamente il legame della lipoproteina(a) con la matrice vascolare, facilitando in tal modo il rilascio di lipoproteina(a) ed altre lipoproteine dalla parete vascolare (5,12,21).

È stato dimostrato che l’ascorbato e il tocoferolo inibiscono la proliferazione delle cellule del muscolo liscio vascolare (22-24).

Inoltre i tocoferoli, il betacarotene, l’ascorbato, il selenio e altri antiossidanti deossidano i radicali liberi e proteggono gli elementi costitutivi del plasma e il tessuto vascolare dai danni dell’ossidazione (25,26).

Inoltre, il nicotinato, la riboflavina, il pantotenato, la carnitina, il coenzima Q-10 e molti minerali e oligoelementi, fungono da cofattori cellulari sotto forma di NADH, NADPH, FADH, coenzima A e altri vettori di energia cellulare (8).

I risultati di questo studio confermano che il mantenimento dell’integrità e della funzione fisiologica della parete vascolare è l’obiettivo terapeutico chiave nel controllo della malattia cardiovascolare.

Questo avvalora ulteriormente i primi reperti angiografici che rivelavano come l’integrazione di vitamina C sia in grado di arrestare il progresso dell’aterosclerosi nelle arterie femorali (27).

Queste conclusioni risultano ancora più rilevanti poiché la carenza di sostanze nutritive essenziali è un problema comune (28,29).

Inoltre, molti studi epidemiologici e clinici hanno già accertato i benefici delle singole sostanze nutritive nella prevenzione della malattia cardiovascolare (30-35).

Rispetto all’altro dosaggio di vitamine utilizzato in taluni di questi studi, la quantità di sostanze nutritive utilizzata in questo studio è piuttosto moderata, il che indica l’effetto sinergico di questo programma.

In questo contesto, sembra adeguato rivedere con spirito critico alcuni degli approcci usati recentemente nella prevenzione primaria e secondaria della malattia cardiovascolare, fra cui l’ampio uso di farmaci riduttori del tasso di colesterolo.

Uno studio prospettico con lovastatina fu eseguito in un gruppo altamente selezionato di pazienti iperlipidemici, che rappresentavano solo una frazione ristretta di una popolazione normale (36).

Più recentemente, la riduzione degli infarti miocardici e altri problemi cardiaci in pazienti che assumevano simvastatina, hanno fatto sì che questi farmaci divenissero indicati per una somministrazione a lungo termine anche in pazienti normolipidemici (37).

Tuttavia, a causa dei potenziali effetti collaterali, l’uso consigliato di questi farmaci è stato ristretto a quei pazienti con alto rischio di sviluppo a breve termine di patologie delle arterie coronarie (38).

Allo stesso modo, meritano un’analisi approfondita anche alcuni approcci naturali alla prevenzione della malattia cardiovascolare. Si sostiene che un rigoroso programma alimentare e di esercizio fisico sia in grado di attenuare la coronaropatia (39).

Tuttavia, lo studio pubblicato non fornisce le prove sostanziali del regresso dell’aterosclerosi coronarica.

Pertanto, i miglioramenti nella perfusione miocardica evidenziati in quello studio erano probabilmente il risultato del programma di esercizio fisico, che porta ad un aumento della frazione di espulsione ventricolare e della pressione della perfusione coronarica.

Considerato l’urgente bisogno di misure sanitarie efficaci e sicure per il controllo della malattia cardiovascolare, la validità di questo studio risulta particolarmente importante.

Alla luce di questo, sono particolarmente degni di nota gli elementi dello studio elencati di seguito:

1. I pazienti di questo studio hanno agito da auto-controllori prima e durante la somministrazione degli integratori alimentari, minimizzando in tal modo alcune variabili indesiderate collegate a età, sesso, predisposizioni genetiche, regime alimentare o farmaci.

2. La TC ultraveloce è ampiamente accettata per la valutazione del grado di aterosclerosi coronarica, ed ha permesso la quantificazione di placche aterosclerotiche coronariche in situ13-15.

Questa tecnica diagnostica è anche in grado di minimizzare gli errori che si verificano negli studi angiografici in cui il vasospasmo, la formazione o la lisi di trombi ed altri eventi non possono essere distinti dal progresso o regresso delle placche aterosclerotiche.

Inoltre, la TC ultraveloce fornisce informazioni preziose sui cambiamenti morfologici durante il progresso e il regresso delle placche aterosclerotiche, quantificando non solo l’area di calcificazioni coronariche ma anche la loro densità.

Per di più, le misurazioni con TC automatica delle calcificazioni coronariche eliminano i possibili errori umani nella valutazione dei dati.

In breve, i risultati di questo studio implicano che la cardiopatia coronarica è una condizione prevenibile ed essenzialmente reversibile.

Lo studio testimonia che la malattia delle arterie coronarie potrebbe essere arrestata sin dall’inizio seguendo il programma di integratori alimentari.

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Questi risultati sono stati raggiunti nel giro di un anno, il che suggerisce che ulteriori vantaggi terapeutici in pazienti con coronaropatia potranno essere ottenuti attraverso un impiego più ampio del programma. Al momento si sta continuando lo studio proprio per verificare questi effetti.

Il programma di integratori alimentari costituisce un approccio sicuro ed efficace per la prevenzione e la terapia aggiuntiva della malattia cardiovascolare.

Le sostanze elencate sono state appositamente accostate in questi preparati (per dosaggi specifici contattaci) :

BIBLIOGRAFIA
1. World Health Statistics, Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Ginevra, 1994.
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