329 0194373

Sintomi ictus e guida alla comprensione

Sintomi ictus e guida alla comprensione

ICTUS: dal latino ictus, icere, ‘colpire’, ‘percuotere’.

L’ictus è un’emergenza medica che si manifesta in modo improvviso ed acuto, come conseguenza di due eventi:

  • rottura di un vaso sanguigno;
  • blocco del flusso di sangue (più comune).

Sintomi ictus e guida alla comprensione

Senza trattamento, le cellule del cervello cominciano a morire rapidamente. Il risultato può essere grave disabilità o morte.

Se una persona sta avendo I sintomi di un ictus, rivolgersi subito al medico di emergenza chiamando il 118.

Leggendo i prossimi capitoli sarai in grado di riconoscere i primissimi sintomi siano essi di origine ischemica, emorragica o atipici, per poter chiamare tempestivamente il 118 o attivarti per portare la persona il più velocemente possibile in ospedale.

Alcuni dati

Una persona su 6 nel mondo, indipendentemente dall’età e dal sesso, (amica, sorella o fratello, moglie, marito, figlia, figlio, partner, madre o padre) muore a causa di un ictus.

L’ictus è la seconda causa di morte per le persone di età superiore ai 60 anni, e la quinta causa nelle persone tra i 15 ei 59.

Attacca anche i bambini e i neonati. Ogni anno, quasi sei milioni di persone muoiono di ictus, più di quelle attribuite ad AIDS, tubercolosi e malaria messi insieme.

Il World Economic Forum Global Risks, rapporto del 2010,

identifica le malattie non trasmissibili come la seconda minaccia più grave per l’economia globale in termini di probabilità e potenziale perdita economica con un rischio globale pari al costo dell’attuale crisi finanziaria globale.

La giornata Mondiale dell’Ictus, il 29 ottobre, ha lo scopo di riunire gruppi di difesa, reti di sostegno a pazienti sopravvissuti, volontari, autorità sanitarie, medici, infermieri e altri alleati all’interno delle professioni sanitarie, compresa la società civile, per un approccio collaborativo completo: educazione, prevenzione, trattamento, assistenza a lungo termine e supporto per un ictus.

Si stima che entro l’anno 2020 la mortalità per ictus sarà duplicata a causa dell’aumento dei soggetti anziani e della persistenza dell’obesità e dell’abitudine al fumo di sigaretta.

Circa l’80% di tutti gli ictus accade per ischemia (ISCHEMIA: dal Greco ισχαιμία, “isch-” riduzione, “-haima” sangue), mentre la restante parte è causata da un evento emorragico.

Differenza tra ictus e ischemia

Il termine ischemia indica la privazione transitoria più o meno prolungata dell’apporto ematico a organi o tessuti, con conseguente danno transitorio o permanente.

Il termine ictus si applica quando l’ischemia, ovvero la privazione dell’apporto ematico ad una porzione più o meno vasta dell’encefalo, è tanto intensa e/o prolungata da fare regredire solo parte dei sintomi, provocando lesioni neurologiche permanenti.

L’ictus rientra nell’ambito dell’ischemia, ma non tutte le ischemie cerebrali evolvono in ictus.

Se la durata dell’ischemia cerebrale è breve o minima:

  • la cellula sopravvive e non c’è ictus,
  • i sintomi regrediscono completamente nell’arco di 24 ore.
  • si tratta di un attacco ischemico transitorio o TIA.

Vediamo ora i sintomi icuts e cosa li caratterizza.

Sintomi ictus: 
imprevisti, repentini e la diagnosi deve avvenire nell’arco di qualche ora.

Possono apparire lentamente e aggravarsi progressivamente in 24- 72 ore, talvolta invece peggiorano bruscamente.

Di solito compaiono all’improvviso durante la giornata, ma possono anche insorgere di notte ed essere riconosciuti solo al risveglio.

Elenco sintomi ictus più comuni:

  1. Cefalea;
  2. perdita della funzione motoria (emiparesi/emiplegia)
  3. sonnolenza/perdita di coscienza;
  4. perdita della sensibilità;
  5. disattenzione per una metà del corpo e dello spazio;
  6. difficoltà della parola;
  7. disturbi della deglutizione;
  8. disturbi visivi e di equilibrio;
  9. sintomi atipici nel caso soprattutto di una donna

I sintomi di un ictus possono essere diversi a seconda:

  • della sede cerebrale colpita,
  • della sua estensione;
  • del sesso, (le donne possono manifestare sintomi atipici).

Chiama subito il 118 se noti uno o più sintomi o porta la persona direttamente in ospedale.

Descrizione dei sintomi di un ictus

1) CEFALEA – Si manifesta bruscamente, soprattutto se la lesione è di tipo emorragico in cui viene descritto “come essere preso a calci in testa “, o “il mal di testa più forte mai provato” che si sviluppa in pochi secondi o minuti. Spesso il dolore viene percepito come una pulsazione verso l’occipite (parte posteriore della testa).

Anche nella forma ischemica, rappresenta uno dei sintomi principali ed è di lunga durata.

2) PERDITA DELLA FUNZIONE MOTORIA

Fase acuta: dall’insorgenza dell’ictus fino alla comparsa dei primi movimenti spontanei (in genere dopo uno/due mesi) detta anche “fase flaccida” (Plegia).

Manifestazioni: Perdita totale dei movimenti attivi dell’emisoma controlaterale alla lesione cerebrale. Riduzione del tono muscolare in cui gli arti interessati sono abbandonati sul piano del letto. Abolizione dei riflessi osteotendinei e cutanei.

3) SONNOLENZA E PERDITA DI COSCIENZA – Nei primi giorni dopo un ictus severo, il paziente può essere sonnolento o non cosciente (coma). Alcuni soggetti migliorano, anche se il disturbo di coscienza è un cattivo segno prognostico e rende meno probabile una guarigione completa.

4) PERDITA DI SENSIBILITA’ – Alcuni soggetti avvertono che la sensibilità in una metà del corpo è alterata (emianestesia) e si associa a intorpidimento o formicolio.

5) DISATTENZIONE PER UNA META’ DEL CORPO – Talora gli ictus, specie quelli che interessano la metà sinistra del corpo, causano una perdita di consapevolezza per quel lato.

Il paziente può essere paralizzato o addirittura non riconosce come suoi la gamba o il braccio. Questo particolare sintomo è di solito chiamato neglect e genera molta confusione nei parenti e nei conoscenti.

6) DIFFICOLTA’ DI PAROLA – L’ictus può causare difficoltà nell’articolazione dell’espressione linguistica e/o difficoltà più o meno gravi nella comprensione del linguaggio.

Queste manifestazioni possono comparire singolarmente o essere presenti contemporaneamente e ciò si manifesta nei casi più gravi.

7) DISTURBI DI DEGLUTIZIONE – L’ictus può determinare disturbi di deglutizione più o meno gravi, che possono richiedere il posizionamento di un sondino naso gastrico per evitare la denutrizione del paziente e complicanze polmonari come la Polmonite ab ingestis.

8) DISTURBI VISIVI E DI EQUILIBRIO – L’ictus può causare una visione doppia (diplopia) o più frequentemente la perdita della vista nella metà destra o sinistra del campo visivo (emianopsia).

Alcuni soggetti diventano ciechi in un occhio (amaurosi). L’ictus può causare un’alterata inclinazione del corpo tale da impedire o rendere difficoltose la stazione eretta e la marcia (retro o lateropulsione.)

9) SINTOMI ICTUS ATIPICI 

La donna (e più raramente anche l’uomo) può manifestare sintomi unici, a tal punto da rallentare i tempi di una diagnosi esatta, per cui l’esito può risultare fatale:

  • dolore improvviso al volto e agli arti
  • singhiozzo improvviso
  • nausea improvvisa
  • debolezza improvvisa generale
  • dolore toracico improvviso
  • fiato corto
  • palpitazioni improvvise
  • perdita improvvisa di coscienza

Fonte: Fondazione per la ricerca sull’ictus nelle donne The Hazel K. Goddess Foundation

Chiama subito il 118 se noti uno o più sintomi o porta la persona direttamente in ospedale.

Tempo = Danni cerebrali

Ogni secondo è preziosissimo quando si cerca di intervenire in soccorso di un ictus, perché la mancanza di ossigeno al cervello produce la morte delle cellule cerebrali in pochi minuti.

Ci sono farmaci trombolitici che possono ridurre i danni cerebrali, ma devono essere utilizzati entro tre ore circa dall’inizio dei sintomi.

Una volta che il tessuto cerebrale è morto, le parti del corpo controllate da quella zona non funzionano correttamente.

Questo è il motivo per cui l’ictus è la causa principale di invalidità permanente con i costi che ne conseguono (abbandono del lavoro, necessità di assistenza e cure).

E’ vitale che tu sappia subito riconoscere i primissimi sintomi quando li vedi, anche se transitori: ciò ti permette di agire tempestivamente chiamando subito il 118.

Impara e memorizza attentamente la sezione che segue.

F.A.S.T. Test

Capire i primi segnali di ictus sul posto.

Chiama il 118 immediatamente se sono presenti i sintomi qui descritti.

Non chiamare la guardia medica: è una perdita di tempo (tempo = cervello)

f.a.s.t. TestFACE = FACCIA – Domanda: “Mi faresti un bel sorriso per favore?”. Nota se non riesce a sorridere. Spesso la bocca cade da un lato.

ARMS = BRACCIA – Domanda: “Puoi alzare le braccia?”. Uno o entrambe le braccia restano giù.

SPEECH = PAROLA Chiedigli/le: “Cosa vedi adesso?” La persona può ripetere una semplice frase? Nota se ha problemi a parlare.

TIME = TEMPO – Il tempo come abbiamo visto nel precedente capitolo è il fattore critico che può determinare l’entità e la gravità dei danni cerebrali, la sopravvivenza o il decesso.

Potrebbero non comparire i segnali appena descritti ma altri sintomi.

In ospedale devono eseguire immediatamente le analisi del caso se non succede punta i piedi, senti altri medici o altri ospedali.

Tempo = Cervello e Vita

Diagnosi ictus

Quando qualcuno con sintomi ictus arriva al pronto soccorso, il primo passo è quello di determinare quale tipo di ictus si sta verificando.

Un ictus ischemico e un ictus emorragico non sono trattati allo stesso modo.

La TACLa TAC e altri esami clinici consentono ai medici di determinare sia la causa scatenante, con le aree colpite, sia il posizionamento del coagulo.

Per un ictus ischemico, un trattamento di emergenza si concentra su farmaci per ripristinare il flusso ematico.

Un farmaco trombolitico (disgregante, che scioglie) è altamente efficace per sciogliere grumi e per ridurre al minimo danni a lungo termine, ma deve essere somministrato entro 3 ore circa dall’insorgenza dei sintomi.

Nel nostro paese – spiega il Prof. Domenico Inzitari, Professore in Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze – non si fa prevenzione.

Solo il 40% delle persone colpite da ictus arriva in ospedale entro le prime 3 ore e, una volta dimessi dall’ospedale, i pazienti non sanno cosa fare perché non esiste un percorso di riabilitazione definitivo.

La mancanza d’informazione fa sì che l’ictus abbia conseguenze più gravi di quelle che già comporta.

Ictus ischemico

8 casi su 10 sono ictus ischemici – 2 sono le cause più frequenti

Ictus ischemico
La 1° causa comune di ictus ischemico sono
i depositi di colesterolo, o aterosclerosi, che restringono il canale dove fluisce il sangue verso il cervello.

Se questi depositi di colesterolo si rompono, piccoli coaguli di sangue e frammenti si staccano dalla placca, si immettono nel flusso di sangue che va al cervello, col rischio di rimanere intrappolati in un vaso più piccolo, bloccando così il flusso sanguigno verso quella zona del cervello.

Più grande è la placca di colesterolo, più grave è il blocco dell’arteria carotidea, maggiore è il rischio di ictus.

Immagina le arterie come un fossero dei tubi incrostati di calcare: se si staccano pezzi di calcare e il tubo si rimpicciolisce è probabile che il liquido che scorre all’interno prima o poi si blocchi.

La 2° causa comune di ictus è un ritmo cardiaco irregolare o fibrillazione atriale in grado di formare piccoli coaguli di sangue che attraversano le arterie della carotide, vanno a bloccare un vaso sanguigno più piccolo nel cervello, privandolo di sangue in quella parte.

Ictus emorragico

Ictus emorragico
Meno comuni, si verificano quando nel cervello scoppia un vaso sanguigno indebolito. Il risultato è un sanguinamento all’interno del cervello che può essere difficile da fermare e da gestire.

Un ictus emorragico ha molte più probabilità di essere fatale.

Sintomi dell’ictus emorragico (20% dei casi di ictus):

  • perdita di coscienza, – vomito a getto, – cefalea – rigidità nucale del collo – crisi epilettiche,
  • morte improvvisa, – sangue all’interno dell’occhio, – perdita del riflesso oculare alla luce
  • segni di ipertensione endocranica come nella foto qui sotto.

emorragico

Come conseguenza dell’emorragia, l’organismo produce grandi quantità di adrenalina e ormoni simili.

Questo porta ad un forte aumento della pressione sanguigna, il cuore è notevolmente sotto sforzo, si può verificare un edema polmonare (accumulo di liquido nei polmoni), aritmie cardiache (irregolarità nel battito cardiaco e ritmo), alterazioni dell’elettrocardiogramma (nel 27% dei casi) e l’arresto cardiaco (nel 3% dei casi) si può verificare rapidamente dopo l’insorgenza dell’emorragia.

Cause di emorragia cerebrale

    • Pressione alta
    • Terapia anticoagulante: associata ad un rischio di emorragia cerebrale pari a 0.3-2.5 per 1000 pazienti per anno, con aumento del rischio relativo di 15.3 volte rispetto a pazienti non in trattamento anticoagulante.(Fonte: Linee guida San Filippo Neri – ROMA)
    • Trauma cranico
    • Rottura d un aneurisma cerebrale: una debolezza nella parete di una delle arterie del cervello che si ingrossa fino a rompersi.
    • Abuso di cocaina
    • anemia falciforme
    • malformazioni arterio-venose
    • Tumori
    • Angiopatia amiloide (depositi di proteine sulle pareti dei vasi sanguigni) nelle persone anziane.
    • Livelli troppo bassi di colesterolo 1

La storia di Antonio.

Trascurare un inizio di pressione alta può essere fatale.

Antonio, classe 1942, vive solo al mondo nell’appartamento dei genitori a Urbino.

Il suo luogo di soggiorno stabile è la cucina, dove dorme e mangia sulla sua poltrona preferita.

Ogni tanto ci vediamo per una partita a scacchi, e tutte le volte l’ingresso, il bagno e la cucina sono un vero campo di battaglia.

Un giorno gli ho chiesto di raccontarmi la sua storia, e se potevo renderla pubblica sul web.

All’età di 54 anni, una sera come tante, dopo cena, Antonio è stato colpito da ictus emorragico, accasciandosi improvvisamente sulla sedia del bar, davanti alla tazzina ancora piena di caffè.

In seguito a ciò perse l’uso della parte destra del corpo e di conseguenza ha dovuto:

  • lasciare il lavoro,
  • smettere di guidare l’auto,
  • rinunciare alla passione che aveva per la fotografia. Riesce a camminare a malapena aiutandosi con il bastone.

E pensare che solo un mese prima, per gioco, si fece misurare la pressione a casa di amici.

La pressione era alta. – Và dal medico – Gli dissero. Non lo fece.

“Mini ictus” (TIA) Attacco ischemico transitorio linee guida

Attacco Ischemico Transitorio (TIA), spesso chiamato “mini ictus”. Il flusso sanguigno si è temporaneamente ridotto in una parte del cervello, provocando sintomi simili ad un ictus vero e proprio.

Quando il sangue scorre di nuovo, i sintomi scompaiono.

Il TIA è un segnale di avvertimento in previsione di un ictus vero e proprio, nel volgere delle 24 ore o di un anno nell’ipotesi migliore.

E’ fondamentale vedere il medico se si pensa di aver avuto un TIA, perché ci sono terapie che possono ridurre il rischio di ictus.

I sintomi più comuni di TIA possono includere:

  • Improvviso intorpidimento, formicolio, caduta, debolezza o paralisi del viso, del braccio o della gamba, in particolare su un solo lato del corpo.
  • Disturbi visivi improvvisi a uno o entrambe gli occhi.
  • Problemi improvvisi a parlare, pronuncia incomprensibile.
  • Confusione improvvisa o difficoltà a capire semplici istruzioni.
  • Cadute improvvise o perdite di equilibrio.
  • Un improvviso, forte mal di testa diverso dai precedenti.
  • Nausea e vomito improvvisi.

Aterosclerosi

Malattia infiammatoria cronica delle arterie di grande e medio calibro.

Può iniziare già dopo i 15 anni d’età, e dunque non è mai troppo presto per iniziare l’educazione alla prevenzione.

aterosclerosiCAUSE

Fumo, quantità inadeguate di micronutrienti nell’alimentazione, inquinamento atmosferico, ipercolesterolemia, diabete mellito, ipertensione, obesità.

COME AVVIENE

Uno strato fatto di grassi, elementi di coagulo del sangue, colesterolo, calcio, sostanze presenti nell’ambiente, nelle sigarette, nel cibo che mangi ed altro, si accumulano nelle arterie sotto forma di placche, lasciando via via sempre meno spazio per il fluire del sangue.

Le placche aterosclerotiche possono bloccare completamente la circolazione, oppure staccarsi in piccole parti dalle pareti dei vasi provocando infarto o ictus.

L’aterosclerosi compare con gradualità e se si presenta in forma lieve di solito non ha alcun sintomo.

Con il termine arteriosclerosi s’intende invece un indurimento (sclerosi) della parete arteriosa che compare con il progredire dell’età. Questo indurimento arterioso è la conseguenza dell’accumulo di tessuto connettivale fibroso a scapito della componente elastica.

Sintomi dell’aterosclerosi

Normalmente non si avvertono i sintomi dell’aterosclerosi finché un’arteria è talmente ristretta od ostruita da non essere in grado di rifornire gli organi ed i tessuti con un flusso di sangue adeguato.

I sintomi dell’aterosclerosi, di forma da lieve a grave, dipendono dalle arterie colpite.

Ad esempio se ad essere colpite sono:

  • arterie cardiache: i sintomi sono simili a quelli di un infarto, ad esempio dolore al torace (angina);
  • arterie dirette al cervello: i sintomi sono quelli tipici di un attacco ischemico transitorio (TIA): intorpidimento e debolezza improvvisa agli arti, difficoltà di parola, balbettio inspiegabile, debolezza della muscolatura facciale.
  • Arterie delle braccia e delle gambe: male alle gambe solo quando cammini (claudicatio intermittens).

L’aterosclerosi inoltre può causare la disfunzione erettile.

Studi recenti attribuiscono questo problema anche ad un apporto insufficiente di specifici micronutrienti utili nella formazione delle cellule delle pareti muscolari lisce delle arterie.

Vediamo ora quali sono i 4 principali fattori di rischio ictus.

Il primo fattore di rischio: le malattie croniche

 

Alcune patologie croniche aumentano notevolmente il rischio di ictus.

1. Alta pressione sanguigna: appena te ne accorgi vai dal medico!
Raccomandazione 10.29 – grado D

Linee guida del Dipartimento di Neuroscienze, A.C.O. San Filippo Neri, Roma: ricorrere a trattamento ipertensivo in caso di:

  • pressione sistolica compresa tra 180 e 230 mm Hg, diastolica tra 105 e 140 mm Hg o in media è > 130 mm Hg in due misurazioni a distanza di 20 minuti.
  • sistolica >230 mm Hg o diastolica >140 mm Hg in 2 misurazioni a distanza di 5 minuti.

2. Il colesterolo alto (Studi recenti attribuiscono un ruolo minore ai livelli di colesterolo elevati rispetto all’infiammazione)

3. Diabete

4. Obesità

L’adozione di misure per controllare queste condizioni può ridurre il rischio ictus.

2° Fattore di rischio: i comportamenti

smettere di fumare

Il fumo aumenta il rischio di ictus.

Il rischio relativo per ictus si colloca fra 1,5 e 3 a seconda della quantità di sigarette fumate. Per il solo ictus ischemico il rischio relativo si colloca intorno a 2. Il rischio relativo per le emorragie cerebrali è pari a 2,5. Più alto ancora è il rischio di emorragia subaracnoidea.

Il rischio declina dopo la sospensione del fumo. Dati ultrasonografici mostrano un’associazione fra patologia carotidea e fumo.

Uno studio prospettico condotto dal 1951 al 2001 che ha coinvolto 34.439 medici in UK (Regno Unito) ha confermato un maggior rischio di morte tra i fumatori con una mortalità per malattie cerebrovascolari standardizzata per età di 4,32 per 1000 uomini/anno tra i fumatori e 2,75 tra i non fumatori.

L’incidenza aumenta tra i fumatori con l’aumentare del numero di sigarette fumate/die.

Troppo stress contribuisce ad aumentare il rischio di malattie cardiache e ictus. (Fonte: evitamins.com)

3° Fattore di rischio: dieta e non solo

dieta....e non solo


5 modi per aumentare il rischio di ictus

  1. Eccesso di carboidrati, zuccheri, grassi e colesterolo nell’alimentazione aumentano i depositi sulle pareti delle arterie;
  2. l’eccesso di sale può contribuire alla pressione alta; il sodio nel tempo può causare problemi soprattutto se sei carente di potassio, minerale in grado di bilanciare il sodio.
  3. Mancanza di una diagnosi e sottovalutazione in età giovanile dei fattori tipici che predispongono all’ictus e alle altre malattie vascolari: fumo di sigaretta, utilizzo di droghe e alcool, obesità, sedentarietà, errata alimentazione, ipertensione arteriosa, alterazioni dei grassi nel sangue, diabete, possono danneggiare silenziosamente le arterie fin dall’età giovanile.
  4. Utilizzo di ormoni (estrogeni, progsetinici) in post menopausa.
    Testi clinici lo confermano ampiamente. 2
  5. Attenzione in qualche caso agli integratori di calcio!
    Bassi livelli di vitamina K (riscontrabili anche in persone con un cattivo stato della flora batterica intestinale) possono portare a calcificazione nelle arterie con un aumento consistente del rischio di infarto e ictus associato all’assunzione di integratori di calcio, con o senza vitamina D.

4° Fattore di rischio: ciò che non puoi controllare
invecchiamento, storia familiare, genere, etnia.

Anche il fatto di essere uomini o donne gioca un ruolo: gli uomini hanno più probabilità di avere un ictus, perché gli ormoni sessuali femminili proteggono le donne da questo evento. Tuttavia, i decessi per ictus si verificano di più nelle donne.

Il rischio di ictus aumenta nelle donne

Secondo l’associazione nazionale americana, l’ictus uccide ogni anno due volte più donne del cancro al seno.

Tuttavia, un sondaggio del 2010, mette in evidenza, la convinzione tra le donne che il cancro al seno sia cinque volte più diffuso di un ictus. Inoltre il 40 per cento delle donne intervistate ha dichiarato di essere solo un po’ o per niente preoccupata del rischio di ictus nella loro vita.

Le donne sono più a rischio di ictus e infarto degli uomini:

  1. dopo i 35 anni, fumatrici e con ipertensione arteriosa, e se vengono utilizzati contraccettivi orali a maggior contenuto di estrogeni;
  2. la terapia ormonale sostitutiva post menopausa, contrariamente a quanto si pensava alcuni anni fa, non ha un effetto protettivo sul rischio di ictus e di altre malattie vascolari ma può addirittura avere un effetto peggiorativo.
    Test clinici lo confermano ampiamente 3

La razza è un importante fattore di rischio

Afro-americani, nativi americani e nativi dell’Alaska sono a maggior rischio rispetto a persone di altre etnie.

Danni a lungo termine

Danni a lungo termine

Dipendono dalla gravità e dalla rapidità del trattamento volto a stabilizzare il cervello. Il tipo di inabilità dipende da dove si verifica il danno.

Un ictus nell’emisfero destro può portare a:

  • paralisi nella parte sinistra del corpo;
  • problemi di percezione nello spazio come distanze, velocità, visione d’insieme, per cui può causare di giudicare male le distanze (portando ad una caduta) o non essere in grado di guidare le mani per raccogliere un oggetto, il bottone di una camicia o allacciarsi le scarpe. Si possono anche avere difficoltà a dirigere la testa quando si cerca di leggere.
  • difficoltà di giudizio che compaiono nel comportamento; spesso si sviluppa uno stile impulsivo pericoloso, e, inconsapevoli della propria menomazione si potrebbe cercare di camminare senza aiuto o di provare a guidare una macchina.
  • menomazioni del campo visivo per cui si dimenticano o si ignorano oggetti o persone sul loro lato sinistro.
  • seri problemi con la memoria a breve termine.

L’emisfero destro del cervello:

  • controlla i movimenti del lato sinistro del corpo;
  • svolge compiti di analisi e di percezione nello spazio (dimensioni, velocità, posizione, visione d’insieme).

L’emisfero sinistro del cervello controlla:

  • il movimento del lato destro del corpo,
  • il discorso e le capacità linguistiche per la maggior parte delle persone.

Un ictus nell’emisfero sinistro può portare a:

  • paralisi del lato sinistro del corpo (emiplegia destra)
  • afasia, termine usato per descrivere una vasta gamma di problemi legati al parlare, ai muscoli utilizzati, alla pronuncia. Il paziente stesso può essere completamente inabile a scrivere, leggere o a comprendere le parole.
  • spesso si sviluppa uno stile comportamentale lento e cauto, con la necessità di ricevere istruzioni frequenti per completare le attività.
  • si possono sviluppare problemi di memoria simili a quelli in cui è l’emisfero destro ad essere stato danneggiato. Questi problemi possono includere: difficoltà di apprendimento di nuove informazioni e problemi di concettualizzazione e generalizzazione.

Ictus cerebrale nell’area del cervelletto

Il cervelletto controlla molti dei nostri riflessi e gran parte del nostro equilibrio e coordinazione. Una ictus che si svolge nel cervelletto può causare riflessi anormali e problemi al tronco, mancanza di coordinazione e di equilibrio, vertigini, nausea e vomito.

Tronco cerebrale

Gli ictus che si verificano nel tronco cerebrale sono particolarmente devastanti. Il tronco cerebrale è l’area del cervello che controlla tutti i movimenti involontari, “di supporto vitale”, come la frequenza respiratoria, pressione arteriosa e il battito cardiaco.

Il tronco encefalico controlla anche abilità come i movimenti degli occhi, dell’udito, della parola e della deglutizione. Si può anche sviluppare la paralisi di uno o entrambi i lati del corpo.

La vita e la ripresa dopo un ictus ischemico

La vita dopo un ictus

Più della metà delle persone che hanno avuto un ictus ritrovano la capacità di prendersi cura di se stessi.

Il rischio di un secondo ictus è più alto in un primo momento, ma questo rischio diminuisce con il passare del tempo.

Coloro che soffrono di disabilità possono spesso recuperare la propria indipendenza attraverso la terapia.

I problemi più comuni dopo un ictus includono intorpidimento alle braccia o alle gambe, difficoltà a camminare, problemi di visione, difficoltà a deglutire, e problemi di linguaggio e comprensione.

Questi problemi possono essere permanenti, ma molte persone riescono a recuperare la maggior parte delle loro capacità.

Di seguito le varie tipologie terapeutiche volte al recupero delle proprie abilità.

Logopedia

Logopedia

La riabilitazione riabilitazione post ictus è il fulcro del processo di recupero.

Aiuta i pazienti a riacquistare le abilità perdute e ad imparare a compensare i danni che non possono essere annullati.

L’obiettivo è quello di aiutare a ripristinare l’indipendenza, per quanto possibile.

Per le persone che hanno difficoltà a parlare, la logopedia è essenziale.

Un logopedista può anche aiutare i pazienti che hanno difficoltà a deglutire.4

Terapia fisica

Terapia fisica

La debolezza muscolare, così come i problemi di equilibrio, sono molto comuni dopo un ictus.

Questo può interferire con le passeggiate e altre attività quotidiane.

La terapia fisica è un modo efficace per ritrovare forza, equilibrio e coordinazione.

Per recuperare le capacità motorie, come l’utilizzo di coltello e forchetta, la scrittura, e abbottonarsi una camicia, la fisioterapia, magari abbinata anche a delle sedute di agopuntura da un bravo medico agopuntore possono aiutare.

Terapia psicologica

Terapia psicologica

E’ comune per le persone colpite da ictus e per i loro cari sperimentare una vasta gamma di emozioni intense, come paura, rabbia, preoccupazione e dolore.

Uno psicologo o un consulente per la salute mentale sono in grado di fornire strategie per far fronte a queste emozioni.

Un terapeuta può anche vedere i primi segni di depressione, che colpiscono spesso le persone che si stanno riprendendo da un ictus.5

Prevenzione ictus

Farmaci

warfarin

Per le persone con un alto rischio di ictus, i medici spesso raccomandano i farmaci.

Farmaci anti-piastrinici, inclusa l’aspirina, fanno in modo che le piastrine nel sangue non si attacchino insieme per formare grumi.

Farmaci anticoagulanti, come il warfarin, possono essere necessari per evitare ictus in alcuni pazienti.

Infine, se si soffre di pressione alta, il medico prescriverà farmaci per abbassarla.

Chirurgia

Chirurgia

In alcuni casi, l’ictus si verifica in seguito ad un restringimento dell’arteria carotide – i vasi sanguigni che viaggiano su ciascun lato del collo per portare il sangue al cervello.

Persone che hanno avuto un leggero ictus o TIA a causa di questo problema possono trarre beneficio da un intervento chirurgico conosciuto come endoarteriectomia carotidea.

Questa procedura rimuove la placca dal rivestimento delle arterie carotidi e può prevenire ulteriori attacchi.

Stile di vita

Stile di vita

Le persone che hanno avuto un ictus o TIA possono prendere provvedimenti per evitare che si ripetano:

Smettere di fumare.

Fare esercizio fisico e mantenere un peso adeguato alla propria struttura.

Limitare l’alcool e l’assunzione di sale assumendo contemporaneamente alimenti ricchi di potassio che protegge dall’ipertensione.

Mangiare sano con più verdure, pesce e cereali integrali e all’occorrenza utilizzare integratori mirati in grado di migliorare la performance e il mantenimento di un buon sistema cardiovascolare (nella prossima sezione).

Lo stress può essere una buona cosa, stimola la mente e il corpo. Ma troppo stress può contribuire ad alti livelli di colesterolo nel sangue, all’ipertensione e può aumentare il rischio di coaguli di sangue: tutti elementi che aumentano il rischio di malattie cardiache e ictus.

Se sei arrivato a leggere fin qui, sappi che nella prossima parte dell’articolo ti rivelerò delle ottime risposte scientifiche ai problemi cardiovascolari, ictus compreso, e alla loro prevenzione.

Prima però alcuni supplementi che introducono l’argomento.

Supplementi nutrizionali: Vitamine del gruppo B

L’omocisteina, un normale prodotto di scarto di un aminoacido essenziale come la metionina, potrebbe esercitare diversi effetti tossici in grado di sviluppare diversi problemi tra cui l’ictus.

Anche se questi effetti tossici non sono stati dimostrati molti medici ritengono che l’omocisteina alta aumenti il rischio di malattie cardiache.

La “Heart and stroke Fondation” in Canada, pur non elencando tra i fattori di rischio i livelli alti di omocisteina, raccomanda la supplementazione di vitamine del gruppo B.

I livelli di omocisteina possono infatti essere facilmente ridotti con una sicura ed economica supplementazione di vitamina B.

VITAMINA C

Scelti dalla redazione
Vital C
Vital C

L’uso terapeutico di mega-dosi di vitamina C per ridurre l’aterosclerosi è convalidato in molti studi clinici ben condotti in clinica. Ne riporto uno che mi ha colpito particolarmente.

In uno studio condotto dal dottor Plotnick, Università del Maryland School of Medicine, 20 uomini e donne sani sono stati nutriti con una delle tre prime colazioni:

(1°gruppo) Un pasto ricco di grassi costituito da un McMuffin uovo, salsiccia McMuffin, e due polpette.

(2° gruppo) Un pasto ad alto contenuto di grassi nella prima colazione e dopo ai soggetti sono stati somministrati 1.000 mg di vitamina C e 800 UI di vitamina E.

(3° gruppo) Una colazione a basso contenuto di grassi a base di cereali, latte scremato, e succo d’arancia.

In questo studio, il dottor Plotnick ha scoperto che un singolo pasto ricco di grassi ha aumentato i livelli di trigliceridi nel sangue di oltre il 60 per cento, con riduzione della funzione endoteliale da due a quattro ore.

La diminuzione della funzione endoteliale è correlata anche con un aumento dei livelli di trigliceridi, ma non con i livelli di trigliceridi a digiuno.

I ricercatori sono stati anche lieti di constatare che l’assunzione di vitamine C ed E, poco prima del pasto ricco di grassi, ha contribuito a mantenere le normali funzioni endoteliali.

Sorprendentemente, gli effetti delle vitamine erano gli stessi di un pasto a basso contenuto di grassi, come nel 3° caso (cereali, latte scremato e succo).

L’endotelio o tessuto endoteliale è considerato un vero e proprio organo che svolge molteplici funzioni tra cui fungere da barriera protettiva e produrre ossido nitrico. Se la sua funzione diminuisce aumenta il rischio di aterosclerosi, malattia e invecchiamento precoce.

MAGNESIO 

Scelti dalla redazione
5 tipi di magnesio
+ vit. B6
Mag5
Mag5 integratore con 5 forme di Magnesio B6

È noto che il magnesio ha la funzione di regolazione del battito cardiaco e più in generale è importante nel corretto funzionamento di tutto il sistema cardiovascolare.

Da preferire quello a più alta capacità di essere assorbito dall’organismo, con assunzioni in tarda serata.

Studi riferiscono che le persone con infarto abbiano carenza di magnesio. La carenza di magnesio oggi è molto diffusa per via dei trattamenti che subiscono i vegetali (congelamento, cottura, sfruttamento dei terreni).

MEGLIO EVITARE

– I farmaci anti-coloesterolo.

Tali farmaci sono stati in diversi casi ritirati dal mercato per aver mostrato un raddoppio della formazione di placca aterosclerotica con conseguente aumento del rischio di infarto e ictus.

Approfondimenti

Il colesterolo non è la causa di malattie cardiovascolari
Maggiori rischi per la salute con il colesterolo basso
Analisi dei dati non pubblicati sulle statine
La verità sulle statine: rischi sottovalutati e grandi affari

Secondo studi confermati di recente sembra che il colesterolo sia un problema secondario.

E’ logico infatti chiedersi perché non esiste la venosclerosi.

Sembra che la produzione di placche aterosclerotiche sia un tentativo del corpo di riparare le strutture del collagene indebolito da carenze nutrizionali croniche specifiche.

Perché fra gli animali non esiste l’aterosclerosi? Nell’uomo l’aterosclerosi sembra sia uno dei fattori principali di causa di morte.

– L’uso di steroidi anabolizzanti, in quanto è stato associato con una varietà di condizioni patologiche tra cui l’ictus.

– La supplementazione di calcio ( in qualche caso)

Scelti dalla redazione
Vitamina D3 + K2 naturaliMyD3K2 Integratore alimentare di Vitamina D3+K2Adatto per adulti e bambini

Molti medici incoraggiano le donne a prendere vitamina D insieme con il calcio per la protezione contro l’osteoporosi, ma senza vitamina K, il calcio non è così efficace. Bassi livelli di vitamina K possono portare a calcificazione nelle arterie al posto delle ossa.

La Calcificazione arteriosa e l’osteoporosi concomitanti è un fenomeno che è stato definito come il “paradosso della calcificazione” e secondo alcuni studi può essere comune nelle donne in postmenopausa.67

Un’alimentazione equilibrata è sufficiente a raggiungere le dosi raccomandate di calcio. Tuttavia la supplementazione di calcio può favorire la densità ossea.8

In ogni caso per migliorare l’assimilazione del calcio e nutrire seriamente le ossa, valuta nutrienti come: Omega-3, Vitamina C, Vitamina D e K, Vitamine del gruppo B e Magnesio.

Test clinici, durati diversi decenni, confermano un’effettiva diminuzione percentuale delle fratture laddove è stata fornita la integrazione di tali nutrienti invece del placebo.

Approfondimento:

Calcio e alimenti arricchiti: attenzione!

– I Farmaci antinfiammatori

Naprossene, ibuprofene, diclofenac, celecoxib, etoricoxib, lumiracoxib, rofecoxib (FANS) aumentano il rischio cardiovascolare (infarto del miocardio, ictus cerebrale e morte) da 2 a 4 volte in chi li assume rispetto a chi non l’assume. 9

Ossido Nitrico

L. Ignarro, Robert Furchgott e Ferid Murad, hanno indagato la molecola dell’Ossido Nitrico quale fattore di protezione del sistema cardiovascolare. Gli studi sui meccanismi molecolari sono stati riconosciuti a livello internazionale.

Integratore funzionale benessere cuore circolazione
Previt
Favorisce le normali funzioni della muscolatura liscia coinvolta nella regolazione della pressione sanguigna e nell’afflusso di sangue agli organi.
Scopri di più

L’ossido nitrico è una molecola semplice e comune che spesso può fare la differenza tra salute e malattia.

NO (Nitric Oxide) è un gas composto da un atomo di azoto (N) e un atomo di ossigeno (O) ed è prodotto naturalmente da parte delle cellule all’interno del corpo.

NO (Nitric Oxide) è una molecola di segnalazione ed è responsabile del movimento di espansione e rilassamento dei vasi sanguigni.

L’ossido nitrico è prodotto dall’endotelio, cioè da quello strato di cellule che rivestono la superficie interna di ogni vaso sanguigno.

Quando le cellule dell’endotelio si rilassano, grazie all’NO, il vaso sanguigno si allarga permettendo una migliore circolazione del sangue.

L’ossido nitrico è un fattore critico per il funzionamento di tutti gli organi del corpo compresi polmoni, stomaco, genitali e cuore.

Come aumentare in modo naturale la produzione di NO

Attività fisica

NO viene prodotto in maggiore quantità durante e dopo l’esercizio. Semplicemente camminando o correndo per 20 minuti, 5 volte a settimana il corpo in grado di produrre elevati livelli di ossido nitrico.

L-Arginina

Aminoacido che si trova nella carne rossa.

E’ il precursore nutrizionale di ossido nitrico ed è il nutriente-chiave per aumentare la produzione di NO. Dosaggio: 4-6 gr. al giorno.

Secondo il National Institutes of Health, L-arginina è un amminoacido naturale che è essenziale per l’organismo e per la produzione di ossido nitrico, migliorando il flusso sanguigno.

E’ usato per trattare condizioni cardiache e vascolari, tra cui ipertensione, malattia coronarica, dolore al petto ed insufficienza cardiaca congestizia.

Viene anche usato nel trattamento del dolore ricorrente alle gambe causato da ostruzione delle arterie.

L-citrullina

Aminoacido presente nella frutta.

Essa integra e ricicla arginina per la produzione di NO aggiuntivo.

Dosaggio consigliato: 0,5-1 grammo al giorno.

Secondo il “Journal of Hypertension” e il Dr. Louis Ignarro, L-citrullina stimola l’organismo ad aumentare la produzione di L-arginina, che a sua volta aumenta la produzione di ossido nitrico.

Il Dr. Ignarro afferma che la sinergia di L-arginina e L-citrullina offre una protezione contro le malattie cardiache e favorisce una migliore circolazione.

Secondo il Boston University, la somministrazione di L-citrullina si traduce in un aumento della produzione di ossido nitrico, che “rilassa i vasi sanguigni, migliora la consegna di sangue agli organi, abbassa la pressione sanguigna e previene la coagulazione del superfluo”.

Antiossidanti

Vitamine C ed E, acido alfa lipoico, ed altri antiossidanti sono in grado di migliorare l’efficacia dell’ossido nitrico per riparare i danni ossidativi alle cellule responsabili per la generazione di NO.

Dosaggio: – 0,5 grammi di vitamina C – 2OO UI vitamina E – 0,5 grammi di Acido alfa lipoico al giorno.

  • In uno studio del 2002 del Linus Pauling Institute si è scoperto che vitamina C e acido lipoico potenziano la sintesi di ossido nitrico. L’esperienza clinica inoltre dimostra che la vitamina C favorisce la produzione di ossido nitrico.
  • Secondo uno studio del 1998 dal titolo “Effetto benefico della vitamina E sulla funzione endoteliale che gestisce la produzione di ossido nitrico in soggetti con ipercolesterolemia”, 1000 UI di vitamina E, ogni giorno migliorano e stimolano la produzione di ossido nitrico nelle persone con colesterolo alto.
Ebook-colesterolo-in-salute

Diventa esperto del tuo colesterolo

Impara come proteggere dai farmaci il tuo sistema cardiovascolare attraverso l’alimentazione e l’integrazione funzionale.

Scopri di più

Libro scaricabile gratuitamente

Fonti

10 11 12 13 14 15 16 17 18
  1. PMID: 8124144
  2. PubMed
  3. PMID: 12771114
  4. Elenco stroke unit, centri per l’ictus in Italia
  5. Elenco stroke unit, centri per l’ictus in Italia
  6. PMID: 16030366
  7. PMID: 7488326
  8. Medical Center
  9. British Medical Journal

  10. PMID: 8124144

  11. Medical Center
  12. Jama Network
  13. PMID: 12771114
  14. Elenco stroke unit, centri per l’ictus in Italia
  15. PMID: 16030366
  16. PMID: 7488326
  17. British Medical Journal
  18. www.drignarro.com/